Concetti Chiave
- La dedica de Il Principe a Lorenzo de' Medici riflette le tradizioni umanistiche e rinascimentali, evidenziando il legame tra intellettuali e potere.
- Machiavelli offre al principe non beni materiali, ma la conoscenza approfondita delle azioni dei grandi, frutto della sua esperienza e studio.
- Il suo stile è asciutto ed efficace, contrapposto a chi utilizza abbellimenti superficiali, ponendo l'accento sulla sostanza del contenuto.
- La proposta di un nuovo principato di Machiavelli nasce da una lunga esperienza politica, integrata dall'analisi storica, per argomentazioni pratiche e reali.
- Machiavelli nutre l'aspirazione di tornare a un ruolo pubblico sotto i Medici, esprimendo il suo desiderio di riconoscimento nel governo della città.
Indice
Qual è la tradizione delle dediche?
La dedica, da parte di uno scrittore della propria opera ad un grande personaggio contemporaneo per ringraziarselo, rientra nelle usanze del periodo umanistico e rinascimentale e si ricollega con il rapporto esistente in tale periodo fra gli intellettuali e il potere. Anche la dedica de Il Principe rientra in tale usanza.
Il Principe è dedicato a Lorenzo de’ Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico che il papa Leone de’ Medici investirà del titolo di duca.
Il dono di Machiavelli
All’inizio, Machiavelli ricorda l’usanza tutta rinascimentale della dedica, scrivendo che coloro che intendono ottenere la benevolenza di un principe, di solito, cercano di ingraziarselo, offrendogli quelle cose che sono a lui più care o quelle che sanno essere a lui gradite. Per questo motivo ai principi sono donati spesso drappi d’oro, pietre preziose, armi, cavalli. Lo scrittore, invece intende far dono al principe della conoscenza delle azioni degli uomini grandi, appresa con approfondito studio, ponderate e analizzate in un piccolo volume che si pregia di far capitare a Lorenzo.
Stile e contenuto dell'opera
Ciò che ci colpisce di più è lo stile di circostanza, assai ricercato le cui componenti sono la contrapposizione fra coloro che offrono “ cavalli….. drappi d’oro… e simili ornamenti” e chi invece, come l’autore offre ben altro, la frequenza di parallelismi a due membri (“disagi e pericoli/ conosciuto e inteso) i paragoni. Nell’ opera, invece lo stile è molto asciutto, efficace e non c’è alcuna traccia di abbellimenti retorici e di giochi formali.
Esperienza e insegnamento
Machiavelli sottolinea il fatto che la rivoluzionaria ipotesi di un principato del tutto nuovo non può derivare da una semplice astrazione ragionamento politico. Essa è frutto di una lunga esperienza di “cose moderne”, cioè di tutto quanto egli ha appreso durante la sua carriera politica e diplomatica, a cui però aggiunge il confronto con l’insegnamento ricavato dalla storia e quindi il criterio di valutazione delle azioni compiute dai “grandi”. A questa consapevolezza si aggiunge la speranza che ciò che egli ha capito in tanti anni e con tanti disagi e pericoli, possa essere subito essere realizzato da chi ha il potere di creare un principato nuovo. Dalle righe traspare che l’orgoglio dello scrittore cdi essere diverso dagli altri perché in grado di elaborare argomentazioni efficaci, senza dover ricorrere ai tradizionali abbellimenti leziosi e artificiosi della retorica. Tutto sommato si tratta della presa di coscienza dei propri meriti con il quale egli aspira ad ottenere un riconoscimento.
Riconoscimento e meriti
Lo scrittore sottolinea che desidera che la sua opera sia apprezzata non per gli abbellimenti tutti esteriori, bensì per la materia e per l’importanza del tema trattato E non vuole nemmeno che sia considerato un atto di presunzione se un uomo di basso rango come lui osa discutere e dare consigli ai principi sul modo di governare. Infatti, come coloro che tracciano le mappe dei paesi si collocano in basso per osservare bene le caratteristiche delle montagne e delle alture salgono poi sui monti per osservare gli aspetti geofisici delle pianure, allo stesso modo, per conoscere bene la natura dei popoli bisogna essere un principe, e per conoscere bene quella dei principi bisogna appartenere al popolo. Nella parte finale, lo scrittore augura che dalla lettura dell’opera, il principe arrivi a riconoscere il suo grande desiderio che egli pervenga a quella grandezza che la fortuna e le sue grandi qualità gli promettono. In questo punto si nota un accetto ai concetti di “fortuna” e di “virtù” che tanto spazio occuperanno nell’ opera.
Speranze e ambizioni future
Al termine del testo, in modo piuttosto discreto, Machiavelli spera di poter un giorno, sotto il principato dei Medici, di poter tornare a ricoprire un ruolo pubblico nel governo della città. Lo scrittore aveva già espresso questo auspicio nella lettera a Francesco Vettori del 1513. Sette anni dopo, egli ottenne l’incarico di storico ufficiale e per questo, ebbe uno stipendio. Resta comunque il fatto che il rapporto fra Machiavelli e i Medici fu sempre piuttosto ambiguo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della dedica de Il Principe a Lorenzo de’ Medici?
- Qual è il dono che Machiavelli intende fare al principe?
- Come si distingue lo stile di Machiavelli nel suo scritto?
- Qual è la fonte dell'innovativa idea di principato di Machiavelli?
- Quali sono le ambizioni future di Machiavelli?
La dedica rappresenta una tradizione umanistica e rinascimentale, in cui gli scrittori si rivolgono a figure di potere per ottenere la loro benevolenza, come nel caso di Machiavelli che offre la sua opera a Lorenzo de’ Medici.
Machiavelli desidera donare al principe la conoscenza delle azioni degli uomini grandi, frutto di un approfondito studio, piuttosto che beni materiali come drappi d’oro o armi, come era consuetudine.
Lo stile di Machiavelli è asciutto ed efficace, privo di abbellimenti retorici, contrapposto a chi offre ornamenti superficiali, evidenziando la sostanza e l'importanza del contenuto dell'opera.
L'idea di un principato nuovo deriva dalla lunga esperienza politica e diplomatica di Machiavelli, unita all'insegnamento della storia, permettendogli di elaborare argomentazioni efficaci senza ricorrere a retoriche tradizionali.
Machiavelli spera di poter tornare a ricoprire un ruolo pubblico sotto il principato dei Medici, un desiderio già espresso in precedenza, che si concretizzerà anni dopo con l'incarico di storico ufficiale.