Concetti Chiave
- I trovadori hanno origine nelle corti d'Aquitania e Provenza, dove cantavano componimenti amorosi ed erano pagati dai nobili.
- Le corti medievali iniziarono a dedicare spazio all'intrattenimento musicale e poetico, evolvendo la cultura aristocratica oltre il semplice addestramento militare.
- Il trattato "De Amore" di Andrea Cappellano stabilisce le regole fondamentali del comportamento amoroso e definisce il concetto di Fin'Amor, distaccato dal matrimonio.
- Nelle composizioni, la figura femminile è celebrata, ma il suo ruolo rimane legato al patrimonio dotale, senza un vero peso sociale.
- Sordello da Goito, un importante trovatore italiano, si ispirò al modello provenzale e la sua fama fu amplificata da Dante Alighieri nel Purgatorio.
Quali sono le origini dei trovadori?
Prende l’avvio dalle corti d’Aquitania e di Provenza, dove i trovadori (un compositore ed esecutore di poesia lirica occitana, ovvero di testi poetici e melodie, che utilizzava la lingua d'oc, parlata, in differenti varietà regionali, in quasi tutta la Francia a sud della Loira) iniziando ad essere pagati e ospitati nelle corti, dove cantano componimenti a carattere amoroso e d’elogio dei signori che li ospitano. Trovatore viene dal latino trobar, una sollecitazione di carattere culturale.
Cultura e intrattenimento nelle corti
È un livello d’avanzamento che al castello feudale venga dato spazio a un menestrello. C’è una formazione di tempo, spazio e mentalità per la poesia. L’idea di cultura odierna non esisteva, poiché l’aristocratico doveva saper combattere e cavalcare. La cultura di un nobile era addestramento ginnico.
Dopo il 1000 in alcune corti si inizia a dare spazio all’intrattenimento musicale e poetico. L’ideale è ancora di difesa dei deboli e conquista della dama.
De Amore e il Fin'Amor
De Amore, trattato di Andrea Cappellano. Il suo fine è quello di offrire le regole fondamentali del comportamento amoroso e Definire in che cosa consiste il Fin'Amor. L’argomento è pruriginoso e poco considerato.
Questa opera consiste in una regola sull’amore, che non è contemplato all’interno del matrimonio (stiamo parlando di classi più alte) poiché la stragrande maggioranza di questi è fatto per procura o interesse.
Nelle classi basse esistevano ancora contratti. La famiglia era finalizzata alla procreazione per aver sostegno nella vecchiaia.
Ruolo della donna e trovatori
Nonostante si sia così lontani dall’analisi vera e propria dell’ amore, in Francia iniziano ad esserci dei musicisti itineranti che lo cantano. L’abitudine era di fare composizioni in onore della castellana. La donna non prende però grazie a questo del peso sociale, poiché la sua importanza resta in relazione al patrimonio dotale. Il cantore della corte intrattiene i nobili con un’idea raffinata e sentimentale dell’amore. Il costume vuole che la castellana dia fedeltà al marito ma fra loro non c’era sentimento. Tale Sordello da Goito fu uno tra i più importanti trovatori dell'Italia settentrionale (territorio di Mantova) ad ispirarsi nella sua attività poetica al modello provenzale adottando la lingua d'oc per i suoi versi. scappa con Cunizza da Romano, ma La fama di Sordello è dovuta principalmente al ritratto che poeticamente ne delineò Dante Alighieri nei canti VI, VII e VIII del Purgatorio .
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine dei trovadori e il loro ruolo nelle corti medievali?
- Come si sviluppa la cultura e l'intrattenimento nelle corti medievali?
- Qual è il contenuto principale del trattato "De Amore" di Andrea Cappellano?
- Qual è il ruolo della donna nel contesto dei trovadori e della poesia amorosa?
I trovadori hanno origine nelle corti d'Aquitania e di Provenza, dove venivano pagati e ospitati per cantare componimenti amorosi e d'elogio dei signori. Il termine "trovatore" deriva dal latino "trobar", che indica una sollecitazione culturale.
Dopo il 1000, nelle corti si inizia a dare spazio all'intrattenimento musicale e poetico, con un'idea di difesa dei deboli e conquista della dama, in un contesto dove l'aristocratico era principalmente addestrato a combattere e cavalcare.
"De Amore" offre le regole fondamentali del comportamento amoroso e definisce il concetto di Fin'Amor, evidenziando che l'amore non è contemplato all'interno del matrimonio, specialmente nelle classi alte, dove i matrimoni erano spesso per interesse.
La donna, pur essendo celebrata nelle composizioni, non acquisisce un peso sociale significativo, poiché il suo valore è legato al patrimonio dotale. La fedeltà al marito era un costume, ma spesso mancava di vero sentimento.