Concetti Chiave

  • Le prime lettere neolatine si svilupparono in Francia, Provenza e penisola iberica, mentre in Italia si continuava a scrivere in latino fino al 960.
  • La tradizione classica romana influenzò profondamente la cultura italiana, creando un legame che portò alla conservazione di stili e forme latine.
  • In Francia, la lingua d’oïl emerse nel XI secolo con opere significative come la Chanson de Roland, che si diffusero in tutta Europa.
  • In Italia, gli scrittori si sentivano parte di una comunità neolatina, scrivendo opere in francese e provenzale, considerati linguaggi condivisi.
  • La letteratura italiana delle origini mostrò un forte legame con quella francese, con poeti italiani che si ispirarono a temi e stili provenzali.

Indice

  1. L'inizio delle letterature neolatine
  2. Influenza della tradizione classica
  3. Comunità neolatina e scrittori italiani
  4. Composizioni ispirate al ciclo carolingio
  5. Influenza provenzale in Italia

L'inizio delle letterature neolatine

Mentre In Italia si scriveva ancora in latino e nessun scrittore italiano osava servirsi del linguaggio parlato, ormai diventato una lingua volgare, nelle opere scritte, in Francia, in Provenza e nella penisola iberica, apparivano già dei testi composti nei nuovi dialetti, iniziando così alcune letterature neolatine

In francese, il più antico documento risale all’ 842 (= Il Giuramento di Strasburgo), mentre in Italia è soltanto nel 960, quindi con più di 100 anno di ritardo, che troviamo un periodo scritto interamente in volgare italiano, cioè la Carta capuana.

Influenza della tradizione classica

Esse sono molteplici, ma soprattutto dipendono dal fatto che nella penisola italiana i legami con la tradizione classica romana erano molto stretti e quindi la cultura era dominata da un forse spirito di conservazione. D’altra parte, coloro che in Italia scrivevano in latino, a livello di pensiero e di arte erano all’avanguardia in Europa.
Come in Francia anche in Provenza e in Spagna stava avvenendo la stessa cosa.

In Francia, alla fine dell’XI secolo, si stava affermando la lingua d’oïl con la Chanson de Roland. Poco tempo prima, in Provenza era stato pubblicato in lingua d’hoc Lo Poema de Boecis (= Il Poema di Boezio). Nei secoli XI e XII, alle corti provenzali fiorì una produzione lirica eccezionale per la raffinatezza e l’ewleganza, con trovatori come Arnaut Daniel, Rambaldo de Vaqueiras o Bertrand de Ventadorn. Dalla Francia, il testi si diffondevano rapidamente in tutta l’Europa dove si arrivò a conoscere le leggende e i canti del re Artù e dei suoi cavalieri, delle narrazioni sul mondo antico, permeate di anacronismi ( Le roman de Troie,Lle roman d’Enéas, Le roman de César, Le roman d’Aléxandre), i poemi allegorici (Le roman de la rose), oppure le favore di animali personificati (Le roman de Renart).

Comunità neolatina e scrittori italiani

Tuttavia, in Italia, tutta questa produzione scritta in francese non apparse mai straniera, poiché era vivo il senso di comunità neolatina, per cui, alla fine, sembrò normale che degli scrittori italiani scrivessero le loro opere in provenzale o in langue d’ oïl, quasi come se questi due linguaggi volgari appartenessero sia ai paesi d’oltralpe che a quelli della penisola. Pertanto, quando la letteratura italiana cominciava a nascere, vari italiano hanno scritto i loro testi in francese o in provenzale.

Composizioni ispirate al ciclo carolingio

Si tratta di composizione ispirate al ciclo carolingio, la Chanson de Roland o ad altre chansons de geste francesi. Fra tutti i poemi franco-veneti, abbiamo l’ Entrée d’Espagne di un certo Minocchio, di Padova. Brunetto Latini scrisse i suoi tre libri del Trésor in francese con la giustificazione che era la lingua più piacevole e diffusa. In francese, Marco Polo scrisse Il Milione e sempre nel XIII secolo, intorno al 1275, Martino Canale scrisse in francese la Chronique de Venise.

Influenza provenzale in Italia

Il provenzale, nelle corti dell’Italia settentrionale fu meno diffuso. Presso i signori italiani furono ospitati alcuni trovatori, anche prima del 1209, anno della crociata contro gli Albigesi. Essi contavano con grande raffinatezza motivi cari al mondo cortese che piacquero molto e numerosi ne furono gli imitatori che scrissero liriche d’amore o a sfondo politico. Fra questi, possiamo ricordare Sordello da Goito, ricordato da Dante nel Purgatorio, Lanfranco Cigala, Bartolomeo Zorsi.

In sintesi, si può concludere sostenendo la letteratura italiana delle origini fu strettamente legata a quella francese.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il primo documento scritto in francese e quando risale?
  2. Il primo documento scritto in francese è il Giuramento di Strasburgo, risalente all'842, mentre in Italia il primo testo in volgare appare solo nel 960 con la Carta capuana.

  3. Qual è l'influenza della tradizione classica sulla letteratura neolatina in Italia?
  4. La tradizione classica romana ha avuto un forte impatto sulla letteratura neolatina in Italia, creando un legame di conservazione culturale, mentre gli scrittori latini italiani erano all'avanguardia in Europa.

  5. Come si è sviluppata la produzione lirica in Provenza e Francia nei secoli XI e XII?
  6. Nei secoli XI e XII, la produzione lirica in Provenza e Francia ha fiorito con trovatori come Arnaut Daniel e Bertrand de Ventadorn, creando opere raffinate e eleganti che si diffusero rapidamente in tutta Europa.

  7. In che modo gli scrittori italiani hanno interagito con le lingue volgari francesi?
  8. Gli scrittori italiani hanno scritto opere in provenzale e in langue d’oïl, sentendo un forte senso di comunità neolatina, rendendo naturale l'uso di queste lingue per le loro creazioni letterarie.

  9. Qual è il ruolo del provenzale nella letteratura italiana delle origini?
  10. Il provenzale ha avuto un'influenza limitata in Italia, ma alcuni trovatori furono accolti nelle corti settentrionali, ispirando imitatori che scrissero liriche d'amore e politiche, come Sordello da Goito e Lanfranco Cigala.

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