Concetti Chiave
- Giovanni Della Casa è noto per il "Galateo", un manuale di buone maniere scritto tra il 1551 e il 1554, dedicato a Galeazzo Florimonte.
- Rispetto a "Il Cortegiano" di Castiglione, il "Galateo" offre consigli pratici per la vita quotidiana in un contesto più modesto, anziché in un ambiente aristocratico.
- Il personaggio del "vecchio idiota" fornisce insegnamenti pratici a un giovane, utilizzando un approccio umile e diretto alla socialità.
- I consigli di Della Casa sono presentati con un tono ironico e osservatore, mirati a rendere le interazioni sociali più piacevoli e meno sgradevoli.
- Il "Galateo" ha influenzato l'arte, come dimostra l'opera di Paolo Veronese "Le nozze di Cana", che riflette le pratiche di galateo dell'epoca.
Indice
L'opera di Giovanni Della Casa
Oltre ad aver composto dei sonetti di ispirazione petrarchista, che testimoniano un profondo disagio esistenziale, l’Indice dei libri proibiti e alcuni trattati in latino, è anche l’autore del Galateo, una raccolta di istruzioni molto pratiche, utili per muoversi con educazione nella società del tempo, scritto dal 1551 al 154 e pubblicato quattro anni più tardi
Il titolo merita una precisazione. Oggi il termine “galateo” indica l’insieme delle regole da seguire nella vita sociale. Nel libro del Della Casa “Galateo” deriva dal nome della persona a cui è dedicato, cioè Galeazzo Florimonte, in latino “Galatheus”, vescovo di Sessa Aurunca.
Differenze con Il Cortegiano
Occorre subito precisare che esiste una notevole differenza rispetto a Il Cortegiano di Baldasar Castiglione: Il Castiglione teorizza dei comportamento molto nobile da tenere in ambiente aristocratico, mentre il Della Casa si muove in un ambiente più modesto e pratico. I consigli di comportamento che vengono dati non riguardano alti ideali, ma si soffermano sugli aspetti più modesti della quotidianità. Il tono chiaro e pratico ha reso l’opera il manuale di buone maniere per antonomasia, tanto che il termine “galateo” nella lingua moderna è diventato un nome comune.
Il personaggio del vecchio idiota
Innanzitutto, sceglie di parlare non in prima persona, ma di nascondersi dietro il personaggio di un “vecchio idiota”, cioè di una persona illetterata che fornisce tutta una serie di insegnamenti ad un parente, un giovane che si accinge ad entrare in società. Dietro questo giovane si cela Annibale, il nipote prediletto di Monsignor Della Casa. Rinunciando a presentarsi nella sua veste di uomo di cultura (era un perfetto umanista con conoscenza del greco e del latino e fra le amicizie contava molti personaggi di spicco) e mimando l’ignoranza e il pratico buon senso del vecchio, Della Casa intende allontanarsi da ogni eccessiva ambizione o pretesa filosofica o morale. Egli si muove nel mondo delle piccole necessità quotidiane e non tratta, quindi di insegnare come raggiungere la virtù e detestare il vizio; Si tratta, invece, di come presentarsi in società simpatico e beneducato.
Consigli pratici e ironici
I consigli che egli dà ci mostrato un Giovanni Della Casa come osservatore arguto e ironico e perfino divertito dai comportamenti frequenti della gente; un esempio: non guardare nel fazzoletto dopo esserti soffiato il naso, non assaggiare il cibo nel piatto degli altri, on starnutire “annaffiando” chi ti sta accanto, non fare rumore quando sbadigli. Tutto sommato, il Galateo non è un trattato morale, ma un semplice piccolo manuale di sopravvivenza che ci rende meno antipatici e meno noiosi possibile quando ci troviamo a contatto con i nostri simili.
Influenza sull'arte
Il pittore Paolo Veronese, nel 1563 (circa 10 anni dopo la pubblicazione dell’opera di Giovanni Della Casa) dipinge le nozze di Cana, un olio oggi conservato al Museo del Louvre, a Parigi. Il pittore trasforma l’episodio evangelico nella sontuosa rappresentazione di un banchetto dei suoi tempi, apparecchiato e servito secondo il galateo cinquecentesco.
Domande da interrogazione
- Qual è l'opera principale di Giovanni Della Casa e qual è il suo significato?
- In che modo il "Galateo" si differenzia da "Il Cortegiano" di Baldasar Castiglione?
- Chi è il personaggio del "vecchio idiota" e quale ruolo svolge nel "Galateo"?
- Qual è il tono dei consigli forniti nel "Galateo"?
- Qual è l'influenza del "Galateo" sull'arte, in particolare nel lavoro di Paolo Veronese?
L'opera principale di Giovanni Della Casa è il "Galateo", una raccolta di istruzioni pratiche per muoversi con educazione nella società del tempo, scritta tra il 1551 e il 1554 e pubblicata nel 1558. Il termine "galateo" deriva dal nome di Galeazzo Florimonte, a cui è dedicato.
A differenza de "Il Cortegiano", che teorizza comportamenti nobili in un contesto aristocratico, il "Galateo" di Della Casa si concentra su consigli pratici per la vita quotidiana in un ambiente più modesto, rendendolo un manuale di buone maniere per antonomasia.
Il "vecchio idiota" è un personaggio illetterato che fornisce insegnamenti a un giovane, Annibale, nipote di Della Casa. Questo approccio permette all'autore di allontanarsi da pretese filosofiche, concentrandosi su come presentarsi in società in modo simpatico e beneducato.
I consigli nel "Galateo" sono presentati con un tono arguto e ironico, evidenziando comportamenti comuni e suggerendo regole pratiche per evitare situazioni imbarazzanti, rendendo il manuale più un'opera di sopravvivenza sociale che un trattato morale.
L'influenza del "Galateo" si manifesta nell'opera di Paolo Veronese, che nel 1563 dipinge le nozze di Cana, rappresentando un banchetto secondo le regole del galateo cinquecentesco, dimostrando come le norme di comportamento sociale abbiano permeato anche l'arte del tempo.