Concetti Chiave

  • Gesualdo Motta muore in solitudine nel palazzo del genero, consapevole della sua condizione abbandonata e della propria imminente morte.
  • La servitù, rappresentata come insensibile e indifferente, desidera la morte del protagonista e non lo riverisce a causa delle sue umili origini.
  • Il domestico don Leopoldo, incaricato di vegliare su Gesualdo, manifesta ingratitudine e irritazione, ignorando il fatto che i suoi stipendi derivano dalla fortuna accumulata dal protagonista.
  • L'ideologia immobilistica emerge chiaramente tra i servi, che credono che le persone debbano sempre rimanere nel proprio status sociale di origine.
  • La narrazione dell'agonia e della morte di Gesualdo avviene attraverso una focalizzazione esterna, evidenziando l'indifferenza e il sollievo tra i presenti.

La Solitudine di Gesualdo

Gesualdo Motta, abbandonato da tutti e tutto, muore solitario nel palazzo del genero, il duca de Leyra, marito di Isabella, la figlia che lui aveva adottato da Bianca. Il protagonista rimane consapevole della sua situazione, sia fisica che emotiva, quindi ordina ad un domestico di avvertire Isabella ma purtroppo la giovane verrà informata una volta che la morte è già avvenuta.

L'Indifferenza della Servitù

Persino il domestico si dimostra infatti insensibile di fronte alla condizione del protagonista, anzi si sente proprio esasperato, come se desiderasse che il suo decesso avvenisse nel minor tempo possibile, infatti Verga descrive Gesualdo con i suoi “sibili, guati rauchi” e anche il suo “rantolo” che gli impedisce di dormire. Già da questo episodio, è facile capire come i protagonisti di questo capitolo siano effettivamente i servi, la cui massiccia presenza però non diventa un coro tragico o solenne, bensì si dimostrano in mala fede attuando una sorta di verdetto di condanna nei confronti di Gesualdo, per la sua vita all’insegna di limiti, rinunce che alla fine si sono rivelati completamente inutili, dato che si trova a morire da solo. Appare come se la servitù si rifiutasse di riverire il protagonista in quanto realmente non aristocratico, le sue origini erano infatti umili: era semplicemente un muratore che si era costruito la propria fortuna, e questo aspetto viene rivelato in parole che esprimono la volontà di servire “quelli che realmente sono nati meglio”.

L'Ingratitudine e l'Ostracismo

Le generazioni che avevano infatti preceduto Gesualdo erano tutte umili, e quindi per i domestici, anche per don Leopoldo che è incaricato di vegliarlo fino alla morte, non era degno di morire “nella battista come un principe”. Tuttavia, nelle loro parole emerge anche un’assoluta ingratitudine, in quanto i loro stipendi erano proprio garantiti dalla roba che il protagonista aveva accumulato in vita, presentano dunque una visione tipicamente immobilistica della storia, ideologia che segue l’ideale dell’ostrica, per cui una persona è obbligata a sottostare alle condizioni e allo status sociale in cui nasce. Non a caso, Verga racconta l’agonia finale dal punto di vista di don Leopoldo, che addita il protagonista come “quell’accidenti di malato” e si mostra irritato dalla sua sofferenza. Anche il momento della vera e propria morte avviene tramite una focalizzazione esterna “a un tratto s’irrigidì e si chetò del tutto” tra l’indifferenza di alcuni e il sollievo di altri, sempre don Leopoldo infatti lo vede morire e poi con calma si veste e inizia a mettere in ordine la camera.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la condizione finale di Gesualdo Motta e come viene percepita dagli altri?
  2. Gesualdo Motta muore solitario nel palazzo del genero, consapevole della sua situazione, ma la sua condizione è ignorata e disprezzata dalla servitù, che si dimostra indifferente e persino esasperata dalla sua agonia.

  3. Come viene descritta l'indifferenza della servitù nei confronti di Gesualdo?
  4. La servitù, rappresentata da un domestico insensibile, non solo ignora la sofferenza di Gesualdo, ma sembra desiderare la sua morte, evidenziando un atteggiamento di condanna nei suoi confronti per la sua vita di rinunce e limiti.

  5. Qual è il ruolo delle origini sociali di Gesualdo nella sua accettazione da parte della servitù?
  6. Le umili origini di Gesualdo, un ex muratore, lo rendono oggetto di disprezzo da parte della servitù, che non lo considera degno di un trattamento aristocratico, rivelando una mentalità immobilistica e di ingratitudine.

  7. Come viene rappresentata l'agonia finale di Gesualdo nel racconto?
  8. L'agonia di Gesualdo è narrata attraverso gli occhi di don Leopoldo, che mostra irritazione per la sofferenza del protagonista, culminando nella sua morte avvenuta con indifferenza e sollievo da parte di alcuni, evidenziando l'assenza di empatia.

Domande e risposte

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