Concetti Chiave
- Gesualdo osserva la vita aristocratica con un punto di vista estraneo, evidenziando la sua sterilità e improduttività rispetto ai valori borghesi.
- Il rapporto di Gesualdo con la figlia è segnato da incomunicabilità, frutto della sua dedizione al denaro a scapito dei legami familiari.
- La scelta di Gesualdo di rinunciare a Diodata per diventare nobile lo porta a un fallimento umano, nonostante il suo apparente successo materiale.
- La narrazione della sua morte da parte di un servo indifferente sottolinea la profonda solitudine e il disinteresse che circondano la vita di Gesualdo.
- Il tema centrale è la contraddizione tra la vittoria materiale di Gesualdo e il suo profondo fallimento emotivo e relazionale.
La prospettiva di Gesualdo
Nella prima parte del passo domina il punto di vista di Gesualdo che da spettatore osserva la vita del palazzo nobiliare. Da questa focalizzazione interna risalta la sua estraneità a quell’ambiente: Gesualdo giudica secondo i valori borghesi, che si fondano sulla laboriosità, sulla capacità di far fruttare le ricchezze e di produrre altri beni. Quindi ciò che la sua prospettiva mette impietosamente in luce nella vita aristocratica è invece la sterilità, l'improduttività, lo sperpero di beni senza alcun frutto, che ai suoi occhi ha qualcosa di insensato e sacrilego.
Il rapporto con la figlia
Un altro tema fondamentale di questo passo è il rapporto di Gesualdo con la figlia. Gesualdo amerebbe trovare nella figlia affetto e intimità, ma trova dinanzi a sé un muro impenetrabile. Questa incomunicabilità fra padre e figlia è il segno del fallimento di chi, pur credendo fondamentalmente nella famiglia e negli affetti, ha finalizzato tutta la sua vita alla conquista del denaro, finendo per trascurare la famiglia. Per lo più, per preservare il capitale, Gesualdo ha condannato la figlia all'infelicità, impedendole di sposare l'uomo amato e obbligandola a unirsi con il duca de Leyra.
La solitudine di Gesualdo
Nell'ultima pagina il punto di vista muta e il protagonista è visto da una prospettiva estranea. Affidando la morte di Gesualdo all'occhio indifferente e annoiato di un servo, insensibile sino alla disumanità, Verga trova il modo più efficace per far sentire il fallimento umano di Gesualdo, che muore in assoluta solitudine.
Difatti pur essendo materialmente un vincitore, Gesualdo è in realtà un vinto: la sua scelta di vita lo ha portato inesorabilmente al fallimento sul piano umano. L’unica persona che veramente lo amava è Diodata, alla quale però Gesualdo rinunciò per divenire nobile.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale critica di Gesualdo nei confronti della vita aristocratica?
- Come influisce la ricerca del denaro sul rapporto di Gesualdo con la figlia?
- In che modo la morte di Gesualdo riflette il suo fallimento umano?
Gesualdo, osservando la vita del palazzo nobiliare, evidenzia la sterilità e l'improduttività di quell'ambiente, giudicandolo insensato e sacrilego rispetto ai valori borghesi di laboriosità e fruttuosità (testo).
La ricerca del denaro ha portato Gesualdo a trascurare la famiglia, creando un muro di incomunicabilità con la figlia, che desidererebbe affetto e intimità, ma si trova costretta a sposare un uomo che non ama (testo).
La morte di Gesualdo, osservata da un servo indifferente, sottolinea la sua solitudine e il fallimento umano, poiché, nonostante il successo materiale, ha sacrificato l'amore e le relazioni significative per la sua ambizione nobiliare (testo).