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Concetti Chiave

  • Giosuè Carducci, nato a Lucca nel 1835, è stato il primo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1906 e ha insegnato all'Università di Bologna dal 1860 al 1904.
  • Reagendo al Romanticismo, Carducci promuove un nuovo Classicismo, esaltando i valori umani e la virilità, celebrando la patria e l'eroismo.
  • La sua poesia riflette un profondo dolore per la perdita del figlio Dante, esprimendo sentimenti di impotenza e sofferenza attraverso immagini malinconiche.
  • Il simbolismo nella sua poesia utilizza immagini naturali come il "verde melograno" e la "pianta percossa e inaridita" per rappresentare la vita e il dolore.
  • Carducci impiega figure retoriche come antitesi per creare contrasti tra vita e morte, enfatizzando il suo strazio e la disperazione legata alla perdita del figlio.

Vita e carriera di Carducci

Giosuè Carducci nasce a Lucca nel 1835. Consegue la laurea in lettere a soli vent’anni. Dal 1860 al 1904 insegna presso l’Università di Bologna. Inizialmente democratico e repubblicano, successivamente passa dalla parte della monarchia. Nel 1880 viene proclamato senatore del Regno d’Italia per i suoi meriti di poeta e letterato. Nel 1906 riceve il Premio Nobel per la Letteratura: è il primo italiano ad essere insignito di tale onorificenza. Muore a Bologna nel 1907.

Reazione al Romanticismo

Reagisce al Romanticismo più languido e sentimentale, riproponendo i modelli classici. Nasce con lui il nuovo Classicismo, che è esaltazione dei valori umani e di una virile concezione della vita. In qualità di poeta vate è chiamato a celebrare i fasti della patria, ad animare i suoi concittadini, ad esaltare la virtù e l’eroismo. Era, infatti, un grandissimo amante della patria, del bello, della natura.

Dolore e perdita

La poesia esprime un forte senso di dolore e tristezza. Percepiamo la sofferenza e l’inconsolabile dolore del poeta dovuto alla perdita prematura del figlio Dante. La composizione è pervasa da un sentimento cupo e malinconico. Lo strazio del padre esplode in questa lirica, dove egli chiama disperatamente il figlio, senza ricevere risposta. Si sente, così, privo di vita. Un avvenimento così grave lo colpisce a tal punto che vede la sua esistenza inutile. Si sente impotente di fare ogni cosa.

Simbolismo nella poesia

Parole chiave: pianto, inaridita, inutil vita, terra fredda, negra.

Parole che richiamano la sfera sensoriale della morte, della sofferenza, della tristezza.

Pianto antico (titolo): il titolo allude che la perdita prematura di un figlio è un male che affligge gli uomini da tempo e, quindi, è un pianto (momento doloroso) antico (che accomuna tutti coloro che hanno passato la stessa situazione da molto tempo)

Ritorni poetici: fior

Nel verso 4 la parola viene utilizzata con un significato denotativo (fiore di un albero).

Nel verso 9 “fiore” allude al figlio, qualcosa che il poeta (pianta) ha creato, significato connotativo.

Nel verso 12 riscontriamo un caso analogo al precedente.

Si tratta di un’uguaglianza imperfetta.

Al verso 4 i fiori sono “vermigli”. Questo colore rimanda all’amore del padre verso il figlio, ma anche all’immagine del sangue, simbolo della morte del figlio.

Al verso 12 il fior (figlio) è “estremo”. Questo aggettivo rimanda al momento estremo della morte, la vita che va verso la sua fine.

natura (albero, melograno, fior, orto, pianta, terra, sol)

morte (muto, solingo, percossa, inaridita, inutil, estremo, fredda, negra)

vita, amore (rinverdì, ristora, luce, calor, amor)

Il poeta è un grande amante della natura e spesso ne troviamo traccia nei suoi componimenti.

Il “verde melograno” simboleggia la vita del figlio ancora matura, in procinto di crescere. La “pianta”, invece, indica il padre. Questa pianta è “percossa e inaridita” , in quanto la tragedia ha profondamente colpito l’autore (percossa). Egli si sente inutile e, addirittura, incapace di procreare, dato che ha perso questo suo frutto. Si sente debole e impotente anche dal punto di vista fisico (inaridita).

dati visivi ( verde melograno, vermigli fior, luce)

dati tattili (calor, fredda)

La percezione della natura attraverso questi sensi conferisce concretezza alle immagini delineate.

prima parte dinamismo (tendevi … mano)

seconda parte quiete (sei ne la terra fredda …)

La prima parte presenta maggior dinamismo, in quanto vi è descritto un momento in cui il figlio era ancora vivo. Quindi, c’è la presenza della vita. Invece, la seconda è più statica, dato che è avvenuta la morte del figlio e, quindi, domina il senso di morte e sofferenza.

Sentimenti: tristezza, dolore, sofferenza, disperazione del padre a causa della morte prematura del figlio.

Contrasti e figure retoriche

Figure retoriche di significato:

tre antitesi

“ … verde melograno/pianta percossa e inaridita ….” (v. 3, 10) Contrapposizione tra il melograno vitale e la pianta priva di vita, secca

“ … inutil vita/estremo unico fior …” (v. 11-12) Contrapposizione tra la vita e il momento estremo della morte

“ … di luce e di calor/terra fredda, negra …” (v. 8, 13-14) Contrapposizione tra luce e calor, simbolo di vita, e terra fredda e negra, simbolo di morte, mancanza di vitalità

Queste antitesi contribuiscono a formare una forte opposizione tra vita e morte. Infatti, l’intera poesia è un’opposizione tra questi due concetti. La prima parte descrive una rifioritura di un melograno, parte decisamente vitale e positiva, per poi mutare in un orto muto e solingo con una pianta percossa e inaridita. In questa parte finale si allude alla morte del figlio e al dolore del padre, quindi c’è un cambiamento di tema da vita a morte. È questa la parte emotivamente più forte, dove riusciamo maggiormente a percepire il dolore e la sofferenza del padre.

Componimento poetico di 16 versi endecasillabi, raggruppati in 4 quartine.

allitterazione della “r” (albeRo, paRgoletta, veRde, melogRano, veRmigli, fioR, oRto, rinveRdì, oR, oRa, RistoR, caloR, peRcossa, inaRidita, estRemo, fRedda, eRRa, negRa, allegRa, Risveglia, amoR)

allitterazione della “o” ( mutO, OrtO, sOlingO, tuttO, Or Ora, giugnO, lO, ristOrsa, calOr)

allitterazione della “u” (tU, inUtil, Unico)

Le allitterazioni della “o” e della “u” conferiscono una musicalità cupa e triste alla poesia,che l’autore utilizza per trasmetterci lo strazio e il dolore che prova.

Lessico: il lessico è espressivo e originale, con termini che hanno un grande carico emotivo e ci permettono di capire meglio lo stato d’animo dell’autore. È ricercato e con un’alta aggettivazione.

Struttura delle frasi: l’autore ricerca il periodare delle frasi. Infatti, la poesia è formata principalmente da due lunghi e complessi periodi, con preposizioni coordinate. Il primo periodo costituisce le prime due strofe, mentre il secondo le altre due.

Il significante e il significato sono in armonia tra loro, in quanto la musicalità è cupa e triste, rispettando così il significato delle parole e il messaggio di dolore che il poeta ci vuole trasmettere.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del titolo "Pianto antico"?
  2. Il titolo allude al dolore universale della perdita di un figlio, un'esperienza che affligge l'umanità da tempo, rendendo il pianto un momento doloroso e condiviso da molti.

  3. Come si manifesta il contrasto tra vita e morte nella poesia di Carducci?
  4. La poesia presenta un forte contrasto tra la vitalità del melograno e la morte della pianta inaridita, evidenziando l'opposizione tra la vita e il dolore della perdita del figlio.

  5. Quali emozioni predominano nella poesia di Carducci?
  6. Le emozioni predominanti sono tristezza, dolore e disperazione, espressi attraverso immagini di natura e morte, che riflettono il profondo strazio del padre per la perdita del figlio.

  7. In che modo Carducci utilizza la natura nella sua poesia?
  8. Carducci utilizza la natura come simbolo della vita e della sofferenza, con elementi come il melograno e i fiori che rappresentano il figlio, mentre la pianta inaridita simboleggia il dolore del padre.

  9. Qual è la struttura formale della poesia di Carducci?
  10. La poesia è composta da 16 versi endecasillabi, raggruppati in 4 quartine, con un uso di allitterazioni che conferiscono una musicalità cupa e triste, riflettendo il messaggio di dolore dell'autore.

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