Concetti Chiave

  • Il poeta utilizza la sabbia come metafora del tempo, evocando sensazioni fisiche che si trasformano in una consapevolezza ansiosa per la fine dell'estate.
  • La lirica appartiene alla raccolta "Alcyone" e riflette un'atmosfera decadente, con un uso predominante di analogie e un carattere essenziale tipico dell'Ermetismo.
  • Le sollecitazioni sensoriali creano una fusione tra il poeta e la natura, rappresentando il poeta come una clessidra vivente nel contesto della spiaggia al tramonto.
  • La meditazione finale del tempo offre una visione soggettiva e malinconica, evidenziando l'inesorabile scorrere del tempo e il suo impatto sull'emotività del poeta.
  • D'Annunzio adotta la struttura del madrigale con schemi di rime specifici e sonorità che riflettono la musicalità e la malinconia del testo.

Indice

  1. Il passare del tempo
  2. Ansia per l'equinozio
  3. La sabbia del tempo
  4. Madrigali d'estate
  5. Sollecitazioni sensoriali
  6. Meditazione sul tempo
  7. Modello del madrigale

Il passare del tempo

La tela di fondo è costituita da un pomeriggio di fine estate, il poeta fa scorrere della sabbia nel cavo della mano e, improvvisamente, associa il gesto con la clessidra e quindi con il trascorrere del tempo che, inizialmente, viene percepito attraverso un insieme di sensazioni fisiche per trasformarsi in una consapevolezza, intrisa di ansia, della fine inesorabile della bella stagione.

Ansia per l'equinozio

Facendo scorrere leggermente la calda sabbia nel cavo della mano oziosa, il cuore provò la consapevolezza che le giornate si stavano facendo più corte.

E il mio cuore fu preso da un’improvvisa ansia per il fatto che si stava avvicinando l’equinozio d’autunno che porta la stagione delle piogge e che segna la fine, offuscandolo, lo splendore delle spiagge che sanno di salsedine

La sabbia del tempo

Per la sabbia del Tempo, il cavo della mia mano era come un recipiente che raccoglieva la sabbia, e il mio cuore palpitante era come una clessidra mentre l’ombra crescente degli steli privi di fiori, sembrava l’ombra proiettata dall’ago sul quadrante della meridiana.

Madrigali d'estate

La lirica fa parte della sezione Madrigali d’estate ed è inserita nella raccolta Alcyone. In questa raccolta, il poeta ripercorre le tappe della stagione estiva dall’arrivo, fino al momento culminante per giungere alla sua perdita di colore. Si tratta di tutte poesie brevi nelle quali è prevalente il gusto per la notazione rapida. Per questo motivo, è talmente frequente il ricorso all’analogia da renderle molto vicine al carattere essenziale e di sinteticità tipico dell’Ermetismo e, in particolare di Salvatore Quasimodo. Dobbiamo sottolineare che la lirica è stata composta nel 1903, ossia in un momento in cui lo scrittore respirava l’atmosfera decadente. D’Annunzio, cultore dell’Estetismo, ama le atmosfere languide e sensuali in cui prevalgono le sensazioni originate dai cinque sensi. Infatti alla musicalità del testo, si aggiungono le sensazioni tattili e visive.

Sollecitazioni sensoriali

Le sollecitazioni sensoriali esprimono la stretta unione tra il poeta e la natura, in una prospettiva che ci fa pensare al panismo de La pioggia del pineto, cioè alla fusione dell’io poetico con la realtà che lo circonda. L’analogia è così articolata: sotto il sole del tramonto, il poeta si trasforma una sorta di clessidra vivente, posta al centro di un enorme quadrante (= la spiaggia) sul quali gli steli della vegetazione proiettano la loro ombra allungata (a causa dell’inclinazione maggiore dei raggi solari), disegnando, così, gli aghi della meridiana.

Meditazione sul tempo

La visione finale amplia la meditazione del tempo, presente nelle prime due terzine. All’inizio troviamo il motivo tradizione della malinconia derivata dall’inesorabile trascorrere del tempo a seguito della fine della stagione estive e che preannuncia la fine di tutte le cose. Nell’ultima quartina, invece, il tempo ci è presentato come un’entità fisica al centro della quale c’è il cuore palpitante del poeta che ci introduce una visione soggettiva del problema, rivissuto pertanto in modo più interiore e individuale.

Modello del madrigale

D’Annunzio recupera il modello del madrigale, di origine trecentesca, composto da due terzine, a cui fa seguito una strofa finale o ritornello. Qui, il poeta unisce la tradizionale coppia di distici finali per formare una sola quartina. La musicalità ci è data dallo schema di rime (ABA, CBC, EFEF) sostenuto allitterazioni ( allitterazione della c dura: “come”, “calda”, “cavo” e in s dolce: “assalse”, salse”, “oppressar”, “clessidra”, “crescente”. Le sonorità dure richiamano lo scandire del tempo, mentre le sonorità dolce richiamano la malinconia suscitata dal finire dell’estate. Importante è anche la ripetizione di “cor” (“scorrea”, “cor”) che pone al centro del madrigale l’emotività del poeta e la sua riflessione sulla soggettività del tempo.

La figura retorica dominante è la metafora e i versi sono tutti endecasillabi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale della lirica di D'Annunzio?
  2. Il tema centrale è il passare del tempo, rappresentato attraverso la metafora della sabbia e l'ansia per la fine dell'estate, che trasmette una profonda consapevolezza della transitorietà della vita.

  3. Come si manifesta l'ansia del poeta per l'equinozio d'autunno?
  4. L'ansia si manifesta attraverso la consapevolezza che le giornate si accorciano, portando con sé la stagione delle piogge e la perdita della bellezza estiva, come descritto nel testo.

  5. In che modo D'Annunzio utilizza le sollecitazioni sensoriali nella sua poesia?
  6. D'Annunzio utilizza le sollecitazioni sensoriali per esprimere l'unione tra il poeta e la natura, creando un'analogia tra il suo corpo e la clessidra, evidenziando la fusione dell'io poetico con l'ambiente circostante.

  7. Qual è la struttura formale del madrigale secondo D'Annunzio?
  8. Il madrigale è composto da due terzine seguite da una quartina finale, con uno schema di rime specifico (ABA, CBC, EFEF) e una musicalità accentuata da allitterazioni, che riflettono il tema del tempo e della malinconia.

  9. Qual è la visione finale del tempo espressa nella lirica?
  10. La visione finale amplia la meditazione sul tempo, presentandolo come un'entità fisica, con il cuore del poeta al centro, suggerendo una riflessione più soggettiva e interiore sul trascorrere del tempo e la sua inevitabilità.

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