Concetti Chiave
- Giustiniano, imperatore di Bisanzio, appare nel canto V per celebrare il bene e la gloria terrena.
- Il discorso di Giustiniano evidenzia la storia dell'Impero Romano, dal leggendario arrivo di Enea alla fondazione di Bisanzio.
- La tradizione latina viene contrapposta alla corruzione della società medievale, evidenziando il disordine politico dell'epoca.
- Nel Trecento, l'autorità imperiale è sfidata da poteri locali e religiosi, ma Dante ne esalta il ruolo come modello di virtù.
- Giustiniano rappresenta la funzione imperiale, sottolineando l'importanza della legge per garantire pace e giustizia.
L'incontro con Giustiniano
Il beato comparso a Dante e Beatrice alla fine del canto V, tra le anime di coloro che operano il bene per ottenere la gloria terrena, risponde a Dante pieno di letizia di essere Giustiniano, imperatore di Bisanzio tra il 527 e il 565.
Nel lungo discorso che segue, il cui centro d’interesse è la tematica politica (come nei canti VI di Inferno e Purgatorio), l’accenno all’aquila imperiale diviene motivo per celebrare le secolari vicende dell’Impero.
La storia dell'Impero Romano
Giustiniano ripercorre la storia di Roma, dal mitico arrivo di Enea nel Lazio alla decisione di Costantino di trasferire a Bisanzio la capitale.
Il contrasto con la società medievale
Gli esempi di virtù e coraggio degli eroi della tradizione latina, la storia passata dell’Impero, istituzione politica voluta da Dio per la salvezza dell’umanità, contrastano drammaticamente con il disordine e la corruzione regnanti nella società medioevale, lacerata dalle violenze delle prepotenti fazioni politiche, colpevoli di essersi allontanate dai disegni divini.
L'autorità imperiale nel Trecento
Agli inizi del Trecento, l’autorità imperiale era combattuta dai pontefici, ignorata o rifiutata dalle emergenti monarchie nazionali, dai principati regionali e liberi comuni, eppure Dante nella storia dell’Impero di Rina sente l’intervento provvidenziale di Dio e perciò ne esalta gli ideali politici e religiosi come richiamo ed esempio per gli uomini di tutti i tempi.
Giustiniano e la funzione imperiale
Giustiniano diviene qui il simbolo della funzione imperiale e il poeta ne mette in luce soprattutto l’attività legislatrice: non c’è compito più importante che amministrare correttamente la legge, per assicurare agli uomini pace e giustizia.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Giustiniano nel contesto dell'Impero Romano secondo Dante?
- Come si confrontano le virtù degli eroi latini con la società medievale secondo Giustiniano?
- Qual è la percezione di Dante riguardo all'autorità imperiale nel Trecento?
Giustiniano, imperatore di Bisanzio, rappresenta la funzione imperiale e l'importanza della legislazione, sottolineando che l'amministrazione corretta della legge è fondamentale per garantire pace e giustizia, come evidenziato nel lungo discorso che fa a Dante e Beatrice.
Giustiniano mette in evidenza il contrasto tra le virtù e il coraggio degli eroi della tradizione latina e il disordine della società medievale, segnata da corruzione e violenze politiche, suggerendo che la società attuale si è allontanata dai disegni divini.
Dante percepisce l'autorità imperiale come un intervento provvidenziale di Dio, nonostante le sfide poste dai pontefici e dalle monarchie nazionali, esaltando gli ideali politici e religiosi dell'Impero come esempio per l'umanità in ogni epoca.