Concetti Chiave

  • Nel terzo canto dell'Inferno, Dante incontra gli ignavi, anime che non scelsero né il bene né il male, condannate a correre dietro a un'insegna punte da insetti.
  • La porta dell'Inferno presenta un avvertimento che sottolinea l'eternità della punizione e il carattere divino della giustizia, spaventando Dante.
  • Gli ignavi, tra cui Celestino V, sono puniti per la loro mancanza di scelte, simbolizzando la viltà e l'assenza di impegno verso una causa.
  • Dante e Virgilio arrivano all'Acheronte, dove Caronte, il demone traghettatore, ordina ai dannati di sistemarsi sulla barca per attraversare il fiume.
  • Un terremoto improvviso colpisce Dante mentre Virgilio spiega il destino delle anime, causando il suo svenimento per la paura e l'angoscia.

Indice

  1. L'Antinferno e gli Ignavi
  2. La Porta dell'Inferno
  3. L'Insegna e il Contrappasso
  4. Caronte e l'Acheronte

L'Antinferno e gli Ignavi

Nel terzo canto dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri ci troviamo nel luogo che coincide all’antinferno, in un arco temporale che coincide con la tarda sera di venerdì 8 aprile del 1300. La categoria dei dannati che Dante si trova ad incontrare in questo canto sono gli ignavi, ovvero coloro che non scelsero né il bene né il male durante la loro vita e sono tutte le anime in attesa di essere traghettate oltre l’Acheronte e la loro pena è quella di correre senza posa dietro a un'insegna punti da mosconi e vespe che li fanno sanguinare e le loro lacrime e il loro sangue sono raccolti ai loro piedi da vermi ripugnanti.

La Porta dell'Inferno

Dante e Virgilio giungono alla porta dell'Inferno, sulla quale sono incise terribili parole. Esse informano che il regno della punizione dei peccatori è stato creato dalla giustizia divina ed è eterno, e che chi vi è condannato non ne uscirà mai. Dante è spaventato da tale avvertimento, ma Virgilio lo esorta ad abbandonare

ogni vigliaccheria.

L'Insegna e il Contrappasso

Varcata la porta, i due pellegrini entrano nella zona che precede l'Inferno vero e proprio (comunemente chiamata Antinferno), dove Dante è sopraffatto dalle urla e dai pianti dei dannati. Nota in particolare un'enorme schiera di anime che corrono nude dietro a un'insegna volante, continuamente punte da vespe e mosconi che le fanno sanguinare; il sangue, mischiato alle lacrime, è raccolto ai loro piedi da ripugnanti vermi. Virgilio spiega che sono le anime degli ignavi o "pusillanimi",coloro che in vita non ebbero il coraggio di compiere una scelta fra il bene e il male. Tra loro vi sono gli angeli che, quando Satana si ribellò a Dio, non si schierarono né con i ribelli né con il Creatore. Dal momento che da vivi non seppero scegliere una bandiera cioè una causa, in nome della quale prendere posizione, per la legge del contrappasso essi sono ora condannati a correre inutilmente dietro a un vessillo. Tra costoro Dante vede l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto, quasi sicuramente Celestino V (Pietro del Morrone). Eletto papa nel 1294, Celestino V decise di rinunciare al trono pontificio reputandosi indegno di tanta responsabilità, una scelta che permise l'ascesa al papato di Bonifacio VIII, il grande nemico di Dante.

Caronte e l'Acheronte

Dante e Virgilio giungono alla riva di un grande fiume, l'Acheronte, che segna l'ingresso all'Inferno vero e proprio. Qui arrivano in continuazione le anime dei peccatori condannati alla dannazione eterna. Si avvicina una barca guidata da un vecchio dalla folta barba bianca e dagli occhi cerchiati di rosso: è Caronte, il demone che traghetta le anime da una riva all'altra e che, con le urla e con i colpi di remo, disciplina i dannati e li costringe a sistemarsi ordinatamente sulla barca. Caronte si accorge che Dante è vivo e gli ordina di separarsi dalle anime dei morti, ma Virgilio gli intima di calmarsi, avvertendolo che il viaggio di Dante è voluto dal Cielo.

Mentre Virgilio spiega al suo discepolo che le anime dei peccatori si raccolgono su questa riva da tutte le parti del mondo, un terremoto improvviso fa svenire Dante.

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Domande da interrogazione

  1. Chi sono gli ignavi e quale pena subiscono nell'Antinferno?
  2. Gli ignavi sono coloro che non scelsero né il bene né il male durante la loro vita. La loro pena consiste nel correre incessantemente dietro a un'insegna, punti da mosconi e vespe, mentre il loro sangue e le loro lacrime vengono raccolti da vermi ripugnanti.

  3. Cosa rappresenta la porta dell'Inferno e quale avvertimento contiene?
  4. La porta dell'Inferno è incisa con parole terribili che avvertono che il regno della punizione è eterno e creato dalla giustizia divina. Chi è condannato non potrà mai uscirne, spaventando Dante, che viene esortato da Virgilio ad abbandonare ogni vigliaccheria.

  5. Qual è il significato del contrappasso per gli ignavi?
  6. Il contrappasso per gli ignavi consiste nel correre senza scopo dietro a un vessillo, poiché in vita non scelsero una causa per cui combattere. Tra di loro si trova anche l'ombra di Celestino V, che rifiutò il papato per viltà.

  7. Chi è Caronte e quale ruolo svolge nell'Inferno?
  8. Caronte è il demone che traghetta le anime dei peccatori attraverso l'Acheronte, disciplinandole e costringendole a sistemarsi sulla barca. Quando si accorge che Dante è vivo, lo scaccia, ma Virgilio lo calma, spiegando che il viaggio di Dante è voluto dal Cielo.

  9. Cosa accade a Dante mentre Virgilio spiega la raccolta delle anime sull'Acheronte?
  10. Mentre Virgilio spiega che le anime dei peccatori si raccolgono sull'Acheronte da tutto il mondo, un improvviso terremoto fa svenire Dante, sottolineando la tensione e il terrore del momento.

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