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Concetti Chiave

  • Dante Alighieri, a 35 anni, perde la retta via, esprimendo angoscia e paura per la sua condizione, desiderando descrivere ciò che prova.
  • Dante incontra tre belve simboliche: la lonza (lussuria), il leone (superbia) e la lupa (avarizia), che lo spingono verso la disperazione e l'oscurità.
  • Virgilio appare come guida di Dante, esortandolo a intraprendere un nuovo cammino per allontanarsi dal peccato e dal vizio.
  • Il veltore, menzionato da Virgilio, rappresenta un riformatore che riporterà ordine e giustizia in Italia, liberando Dante dalla lupa.
  • Virgilio prepara Dante al viaggio nell'Inferno, ma non potendo accedere al Purgatorio, lo lascia in compagnia di un'anima più degna per proseguire il cammino.

Che cosa rappresenta la perdita della retta via?

Il primo canto della prima cantica di Dante Alighieri, ovvero l’ “Inferno”, si può dividere in cinque parti.

Dante Alighieri, all’età di circa 35 anni, perde la via della rettitudine, la via maestra. Si rende conto di percorrere una via martellata di debolezze e angoscia. Inizia con l’esprimere al lettore il suo voler descrivere ciò che vede, e soprattutto ciò che sente nel suo animo. Tanta è la paura nel descrivere e narrare ciò che deve, eppure decide di volerlo fare, soprattutto grazie alla sua guida Virgilio, e di esporre tante altre cose che vide. Non sa bene come è riuscito a entrare in questo luogo che incute paura e terrore; nel senso che non riesce a spiegare a se stesso come ha potuto perdere la via della verità e della rettitudine. Sta di fatto che d’un tratto perse la “verace via” (v. 12) ovvero la via del bene.

L'incontro con le belve

Dante, dopo essere giunto a un colle, ed essersi lasciato alle spalle la valle infernale, prende fiato riacquistando le forze necessarie per continuare il suo viaggio. Ma proprio quando la paura di quel posto inizia a cessare, gli appaiono in ordine le seguenti belve: la lonza, che, allegoricamente simboleggia la lussuria, ma anche l’invidia, la frode e l’incontinenza; il leone, che simboleggia la superbia o anche la violenza; e infine la lupa, simbolo di avarizia, di insaziabile sete di denaro, e di onori. A questo punto, Dante perde tutta la speranza che aveva creduto di aver trovato: le belve, fiere, andavano incontro a Dante, spingendolo inevitabilmente verso il luogo dove non c’è il “sol tace” (v.60), ovvero un luogo, che non può essere raggiunto da nessun raggio di sole.

L'apparizione di Virgilio

Mentre il nostro protagonista precipitava verso il fondo del vizio e del peccato, gli appare l’uomo che lo guiderà nella scoperta dell’Inferno. Quest’uomo è Virgilio, nato ad Andes nel 70 a.C., all’epoca di Giulio Cesare, sotto il regno di Augusto. Dopo aver ascoltato ciò che Virgilio gli disse, decide di chiedere, umilmente, a Virgilio di aiutarlo ad allontanare la bestia (la lupa), a causa della quale è talmente impaurito e terrorizzato.

La guida di Virgilio

Virgilio esorta Dante a percorrere una via diversa, se desidera fuggire da quel luogo infernale in cui adesso si trova (il luogo infernale in cui si trova è simbolicamente la via del peccato). La guida di Dante inizia a spiegare al nostro viaggiatore che la bestia che lo perseguita, simboleggiante l’invidia, è una belva che può essere estirpata solo attraverso l’arrivo del veltro. Il veltro, che sta ad indicare un riformatore dell’ordine terreno, riporterà la lupa all’inferno, salvando quell’Italia, per cui morirono la vergine Cammilla, Eurialo e Niso.

Preparazione al viaggio

La quinta parte, ovvero l’ultima parte, ci parla di Virgilio che accetta di diventare la guida di Dante durante il suo cammino, ma ci spiega come Virgilio maestosamente prepari Dante a quello che vedrà e ascolterà nel corso del suo viaggio: vedrà spiriti dolenti, e ascolterà disperate urla. Purtroppo Virgilio, non avendo creduto nell’arrivo del Messia, non può accedere al Purgatorio; lascerà Dante nella mani di un’anima più degna, che lo guiderà nel suo cammino successivo. Dante e Virgilio, così, sono pronti per intraprendere questo viaggio magnifico, seppur molto doloroso.

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Domande da interrogazione

  1. Che cosa simboleggiano le belve che incontra Dante nel suo viaggio?
  2. Le belve rappresentano vizi e peccati: la lonza simboleggia la lussuria e l'invidia, il leone la superbia e la violenza, mentre la lupa incarna l'avidità e la sete di denaro (come descritto nel testo).

  3. Chi è Virgilio e quale ruolo ha nel viaggio di Dante?
  4. Virgilio è l'illustre poeta romano che diventa la guida di Dante, aiutandolo a fuggire dal peccato e a esplorare l'Inferno, come spiegato nel testo.

  5. Qual è il significato della "perdita della retta via" per Dante?
  6. La perdita della retta via rappresenta il momento in cui Dante si rende conto di aver deviato dalla verità e dalla virtù, trovandosi in un luogo di angoscia e paura (come evidenziato nel testo).

  7. Cosa rappresenta il "veltore" menzionato da Virgilio?
  8. Il "veltore" è un simbolo di speranza e riforma, rappresentando un futuro riformatore che riporterà l'ordine e la giustizia, liberando l'Italia dai vizi (come indicato nel testo).

  9. Qual è la preparazione di Virgilio per il viaggio di Dante?
  10. Virgilio prepara Dante a ciò che vedrà e ascolterà nel suo viaggio, avvertendolo delle sofferenze e delle urla disperate che incontrerà, ma sottolineando anche che non potrà seguirlo oltre l'Inferno (come descritto nel testo).

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