Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Dante paragona il proprio viaggio nell'oltretomba a quelli di Enea e san Paolo, evidenziando la guida divina piuttosto che un desiderio umano di conoscenza.
  • Nel canto II dell'Inferno, Dante esprime dubbi e timori riguardo alla necessità del suo viaggio, contrariamente agli esempi storici di Enea e san Paolo.
  • La risposta ai suoi dubbi arriva nel XVII canto del Paradiso, quando incontra Cacciaguida, simile all'incontro tra Enea e Anchise.
  • Cacciaguida sottolinea che il viaggio di Dante è voluto dal cielo e necessario per il disegno provvidenziale, paragonandolo a Enea.
  • Il parallelismo tra Dante ed Enea stabilisce che entrambi sono degni della guida divina e dei loro rispettivi viaggi nell'oltretomba.

Il Dubbio di Dante

Dante presenta il proprio viaggio come analogo a quello di Enea e di san Paolo e quello avventuroso dell'eroe greco Ulisse, cioè inserito in una prospettiva provvidenziale guidata da Dio e non animato da desiderio umano di conoscere . Quando nel canto II dell'Inferno, appena dopo essersi dichiarato disposto a seguire Virgilio nell'avventuroso viaggio, è colto da dubbio e da timore, Dante ricorda a se stesso e al maestro i due unici esempi a lui noti di viaggi nell'oltretomba: quello di Enea e quello di san Paolo. In entrambi, però, afferma Dante era evidente una necessità storica e provvidenziale: per esempio, Enea doveva incontrare il padre per averne notizie necessarie alla fondazione di quella città, Roma, alla quale sarebbero stati in seguito legati i due istituti politici e spirituali con funzioni di guida per gli uomini, l'Impero e la Chiesa (cfr. Parte Seconda, cap. VI).

Il Parallelismo con Enea

Un tale significato Dante invece non riesce ad attribuire alla propria eventuale avventura oltre i confini della terra dei vivi. Dante troverà risposta ai propri dubbi solo nel XVII canto del Paradiso quando ormai il suo viaggio si avvicina alla felice conclusione: il beato avo Cacciaguida andrà incontro a Dante, secondo quanto affermato nella descrizione dell'episodio, così come Anchise andò incontro a Enea. È stabilito in tal modo un diretto parallelismo tra Dante ed Enea: Dante è altrettanto degno di Enea, e il suo viaggio è ugualmente voluto dal cielo e necessario alla realizzazione del disegno provvidenziale. Inoltre Cacciaguida chiederà a Dante, per prima cosa, a chi altro sia stata dischiusa ancora in vita la porta del Paradiso, con allusione evidente al caso unico di san Paolo (cfr. Par., XV,25-30)

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del viaggio di Dante in relazione a Enea e san Paolo?
  2. Dante presenta il suo viaggio come un percorso provvidenziale, simile a quello di Enea e san Paolo, sottolineando che entrambi avevano una necessità storica. Tuttavia, Dante non riesce a vedere la stessa necessità nel suo viaggio, fino a quando non riceve conferma della sua importanza nel XVII canto del Paradiso.

  3. Come si manifesta il parallelismo tra Dante ed Enea?
  4. Il parallelismo si evidenzia quando Cacciaguida, l'avo di Dante, lo accoglie nel Paradiso, simile all'incontro tra Enea e Anchise. Questo stabilisce che Dante è degno di Enea e che il suo viaggio è voluto dal cielo, contribuendo al disegno provvidenziale.

  5. Qual è il ruolo di Cacciaguida nel viaggio di Dante?
  6. Cacciaguida gioca un ruolo cruciale nel viaggio di Dante, poiché lo accoglie nel Paradiso e gli pone domande significative, collegando la sua esperienza a quella di san Paolo e sottolineando l'unicità del suo percorso spirituale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community