Concetti Chiave

  • Dante critica la donazione di Costantino, sostenendo che dividere l'impero contraddice il compito dell'imperatore di mantenere l'unità del genere umano.
  • Nel XV secolo, umanisti dimostrano la falsità della donazione attraverso analisi filologiche, mentre Dante utilizza un approccio filosofico, giuridico e religioso.
  • Dante afferma che la donazione contrasta con il diritto umano, poiché scindere l'Impero equivarrebbe alla sua distruzione.
  • Secondo Dante, l'imperatore esiste per perpetuare l'impero; la donazione ridurrebbe l'impero, contraddicendo il suo ruolo.
  • Dante considera la separazione tra potere temporale e spirituale essenziale, evidenziando che l'unione porta a conflitti e situazioni negative nella società.

Indice

  1. La Donazione di Costantino
  2. Analisi Filologica e Filosofica
  3. Confutazione di Dante
  4. Separazione dei Poteri

La Donazione di Costantino

Nel III capitolo del De Monarchia, Dante affronta la questione della donazione di Costantino e polemizza contro i teorici di parte guelfa che sfruttarono tale argomento a loro vantaggio nel corso degli anni.

Fin dal IX secolo, il papa si era fatto forte della donazione di Costantino per affermare la supremazia del potere spirituale su quello temporale. Era noto che Costantino, guarito miracolosamente dalla lebbra, avrebbe donato a papa Silvestro la città di Roma con le connesse prerogative dell’impero.

Analisi Filologica e Filosofica

Nel XV secolo, l’umanista dimostrò la falsità di tale documento in un documento dal titolo De falso credita et ementuita Constantini donatione [= La falsa e menzognera donazione di Costantino]. La dimostrazione si fonda sull’analisi filologica del testo del documento che arriva alla conclusione seguente: esso era stato redatto in un latino che non era quello dei tempi di Costantino, ma quello dei secoli successivi.

Le argomenti di Dante, ovviamente, non si basano su elementi filologico-linguistico: sarebbe assurdo e antistorico. Egli esamina la donazione dal punto di vista filosofico, giuridico e religioso. Pertanto, la sua analisi è importante perché in essa ritroviamo la tradizione dei “glossatori (= gli interpreti e i commentatori del diritto), i procedimenti specifici della filosofia scolastica (la dettagliata analisi che collegamenti che uniscono le varie parti dell’enunciato, come la distinzione fra proposizione maggiore e minore) e l’interpretazione tradizionale dei testi biblici.

Confutazione di Dante

La confutazione si articola in quattro punti, ognuno dei quali è seguito dalla relativa dimostrazione:

1) Dividere l’impero va contro il compito dell’imperatore; pertanto, Costantino non poteva effettuare alcuna donazione (donare = dividere). Costantino non poteva concedere ad altri la dignità dell’Impero, né la Chiesa poteva riceverla. A nessuno è consentito di fare, tramite l’ufficio che gli è stato assegnato ciò che è contrario all’ufficio stesso. Il compito dell’Impero è di tenere il genere umano soggetto ad un unico volere o non volere, pertanto all’Imperatore non è consentito scindere l’Impero. Se alcune dignità imperiali fossero passate in potere della Chiesa è come se la tunica inconsuntile fosse stata lacerata, cosa che non hanno nemmeno fatto i soldati romani sul Golgota. Dante, paragona l’Impero alla tunica di Gesù Cristo, realizzata senza cuciture. L’immagine viene riprese anche da Bonifacio VIII per dimostrare, nella sua tesi teocratica, l’unità della Chiesa.

2) Il fondamento dell’Impero è il diritto umano e la donazione di Costantino contrasta con il diritto umano. Come non è lecito alla chiesa andar contro il proprio fondamento, ma anzi, deve sempre poggiare su di esso, cos’ neppure all’Impero è lecito fare qualsiasi cosa contro il diritto umano. Nel caso in cui l’Impero distruggesse se stesso, esso andrebbe contro il diritto umano. Scindere l’Impero, significherebbe la sua distruzione

3) L’imperatore esiste in funzione dell’impero e serve per perpetuarlo: l’impero viene quindi prima dell’imperatore. La donazione sarebbe, pertanto, una diminuzione dell’impero il che è in contraddizione con il ruolo dell’imperatore stesso

4) Una donazione è lecita quando nel donatore c’è la disposizione a dare e nel ricevente la disposizione a ricevere. La Chiesa non poteva avere la disposizione a ricevere beni terreni, come indicato nel Vangelo di Matteo e questo toglie validità alla donazione, rendendola così nulla. In teoria l’imperatore avrebbe potuto assegnare un patrimonio o altre risorse alla Chiesa, fatto salvo, però, il superiore dominio dell’Imperatore stesso.

Separazione dei Poteri

Come si può notare, Dante considera giusta e naturale la separazione dei due poteri, temporale e spirituale. Nella Roma antica quando i due poteri erano distinti la vita sociale aveva un assetto positivo. Invece, con l’arrivo del Cristianesimo un potere ha sempre cercato di prevalere sull’altro, creando così situazioni negative. L’unione dei due poteri è dannosa perché viene a mancare il controllo reciproco che, in condizioni normali, l’uno esercita sull’altro.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della Donazione di Costantino secondo Dante?
  2. Dante polemizza contro l'uso della Donazione di Costantino da parte dei guelfi, sostenendo che Costantino non potesse donare l'Impero, poiché ciò contraddirebbe il suo compito di mantenere l'unità dell'Impero stesso.

  3. Come viene confutata la validità della Donazione di Costantino?
  4. La confutazione di Dante si basa su quattro punti, tra cui l'idea che dividere l'Impero contrasta con il compito dell'imperatore e che la Chiesa non poteva ricevere beni terreni, rendendo quindi la donazione nulla.

  5. Qual è l'importanza dell'analisi filologica e filosofica nella confutazione di Dante?
  6. Sebbene Dante non utilizzi argomenti filologici, la sua analisi filosofica e giuridica è fondamentale per dimostrare l'invalidità della Donazione, richiamando la tradizione dei glossatori e l'interpretazione dei testi biblici.

  7. Qual è la posizione di Dante sulla separazione dei poteri?
  8. Dante considera giusta e naturale la separazione tra potere temporale e spirituale, sostenendo che l'unione dei due poteri porta a situazioni negative, poiché manca il controllo reciproco necessario.

  9. In che modo la Donazione di Costantino influisce sulla concezione dell'Impero secondo Dante?
  10. Dante afferma che la Donazione di Costantino rappresenta una diminuzione dell'Impero, contraddicendo il ruolo dell'imperatore, il quale esiste per perpetuare l'unità dell'Impero stesso.

Domande e risposte

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