Concetti Chiave
- Cisti, un fornaio umile ma astuto, guadagna rispetto dai nobili grazie alla qualità del suo vino e alla sua intelligenza, dimostrando che le virtù non sono appannaggio esclusivo delle classi elevate.
- La novella evidenzia il crescente riconoscimento delle qualità individuali nella società del Trecento, dove anche le persone umili come Cisti possono emergere e vivere agiatamente per colpi di fortuna.
- Il rifiuto di Cisti di riempire il grosso recipiente del servitore sottolinea la sua consapevolezza del valore del suo vino, riservandolo a chi lo merita davvero, come il nobile Geri.
- L'amicizia che si sviluppa tra Cisti e Geri rappresenta un superamento delle barriere sociali, mostrando come la gentilezza e l'intelligenza possano unire persone di diverse estrazioni.
- La narrazione offre una descrizione dettagliata della vita fiorentina del Trecento, evidenziando le differenze tra le classi sociali e il contesto in cui si svolgono le interazioni tra personaggi.
Indice
L'incontro tra Cisti e gli ambasciatori
Papa Bonifacio VIII aveva inviato a Firenze alcuni suoi ambasciatori, ospitati in casa del nobile Geri Spina: ogni mattina, essi erano soliti passare davanti al forno di Cisti. Cisti aveva un’attività di fornaio molto ben avviata che gli permetteva di vivere bene. Fra le altre cose buone che aveva in casa, possedeva anche i migliori vini che si potessero bere in città.
L'offerta di Cisti e la reazione di Geri
Poiché faceva molto caldo, egli pensò che sarebbe stata una buona idea offrire da bere a quei signori. Ma considerando la sua condizione di semplice artigiano, pensò bene che dovesse essere Geri Spina ad autoinvitarsi. Così, una mattina, nel momento in cui quei signori passavano, si mise a sedere davanti alla porta della bottega con un boccale di terra cotta pieno del suo buon vino bianco e due bicchieri che sembravano d’argento da tanto che brillavano, pieni di vino e per tre giorni fece la stessa cosa. La terza mattina, Geri chiese a Cisti di fargli assaggiare un po’ del suo vino e così, insieme al suo seguito, fece la stessa cosa, per ogni giorno che gli ambasciatori papali rimasero a Firenze. Il vino era talmente buono che Geri decise di organizzare un banchetto per far assaggiare ai suoi amici una tale delizia.
Il rifiuto del servitore e la lezione di Cisti
Pertanto, mandò un servitore da Cisti per avere da lui del buon vino. Il servitore, che voleva anche lui berne a volontà, si presentò da Cisti con un grosso recipiente. Geri, rifiutò di riempirglielo, sostenendo che un simile recipiente era solo adatto a contenere l’acqua dell’ Arno e a nulla servirono le insistenze del servo.
L'amicizia tra Cisti e Geri
Riferito l’episodio al suo padrone, quest’ultimo capii tutto e inviò di nuovo il suo servo, ma questa volta con un fiasco più piccolo. Nella stessa giornata, il fornaio riempi una botticella con un vino altrettanto pregiato e lo fece recapitare a Geri, spiegando che il suo vino non era adatto ad un servo. Geri Spina gradì molto il regalo e fra i due nacque una forte amicizia.
Riflessioni sulla società del Trecento
La novella è narrata nella sesta giornata: essa ha lo scopo di esaltare l’intelligenza, che è uno dei valori fondamentali del Decamerone. Essa è indipendente dalla condizione sociale: la può avere una persona umile come il fornaio Cisti (o come il cuoco Chichibìo), come la persona di origini nobili.
Essa è ambientata nella Firenze del Trecento che lo scrittore descrive con una grande ricchezza di particolari.
La novella inizia con una riflessione della ragazza che la racconta: esiste un divario fra qualità individuali e ruolo sociale. Infatti, Cisti, che ha un animo nobile, esercita invece una professione umile e la gentilezza non è un privilegio esclusivo delle classi nobili, ma può essere una caratteristica anche delle persone più semplici. Questa riflessione è importante perché dimostra che nella società del tempo si cominciava a dare importanza alle qualità dell’individuo, indipendentemente dalle sue origini. Non è un caso se nel Dolce Stil Novo è frequente il concetto di “amor qu’a cor gentil ratto s’apprenne”, cioè dell’amore che coinvolge il cuore nobile, perché incline alla virtù e non per discendenza aristocratica. Questo divario viene modificato dalla Fortuna (= casuale svolgersi delle cose umane) perché se è vero che Cisti esercita un mestiere umile, è anche vero che si è arricchito e conduce una vita agiata, per un colpo di fortuna, per una casualità e anche praticando le virtù cortesi.
Il divario sociale e la fortuna
Nonostante questo, il divario fra le due classi sociali resta, rappresentato dagli spazi in cui si svolge la novella. Infatti Cisti non usciva mai dalla sua bottega e invitato al banchetto del nobile Geri, rifiuta, mentre Geri e gli ambasciatori del papa hanno a disposizione bel altri spazi (le vie di Firenze, i palazzi del potere, la città, ecc.).
Descrizione della vita fiorentina
La novella spicca anche per la descrizione dettagliata della vita di Firenze nel Trecento.
(la correzione si deduce dagli appunti)
1) Rilevare nella storia, schematizzando:
• La situazione iniziale (che può essere descrittiva o narrativa e che introduce il racconto)
• Le sequenze dei fatti, cioè i momenti dell’azione che si susseguono uno dopo l’altro
• La conclusione
2) Perché Cisti vuole suscitare nei nobili il desiderio di bere il suo vino?
3) Spiegare le ragioni per cui Cisti non soddisfa la richiesta del servo
4) Come potrebbe essere definito Cisti?
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'amicizia tra Cisti e Geri Spina?
- In che modo la novella riflette il divario sociale del Trecento?
- Perché Cisti decide di non riempire il grosso recipiente del servitore?
- Qual è il messaggio centrale della novella riguardo all'intelligenza e alla nobiltà?
- Come viene descritta la vita a Firenze nel Trecento nella novella?
L'amicizia tra Cisti e Geri Spina dimostra che la gentilezza e le qualità individuali non sono riservate solo alle classi nobili, ma possono emergere anche da persone umili come Cisti, creando legami significativi al di là delle differenze sociali.
La novella evidenzia il divario sociale attraverso la vita di Cisti, un fornaio che, nonostante la sua condizione umile, vive agiatamente grazie alla fortuna, mentre i nobili come Geri Spina godono di spazi e privilegi inaccessibili ai più.
Cisti rifiuta di riempire il grosso recipiente del servitore perché ritiene che un simile contenitore sia inadeguato per il suo vino pregiato, riservandolo solo a chi apprezza veramente la qualità, come Geri Spina.
La novella sottolinea che l'intelligenza e le virtù non sono legate alla nobiltà di nascita, ma possono appartenere a chiunque, come dimostra Cisti, il quale, pur essendo un artigiano, possiede un animo nobile.
La vita a Firenze nel Trecento è descritta con grande ricchezza di particolari, evidenziando le differenze tra le classi sociali e il contesto urbano, che influisce sulle interazioni tra i personaggi e le loro esperienze quotidiane.