Concetti Chiave

  • Ludovico Ariosto è emblema del Rinascimento, il suo "Orlando furioso" riflette armonia e razionalità umanistica.
  • Il periodo rinascimentale è caratterizzato da conflitti politici, fratture religiose e il vacillare dei valori umanistici.
  • Ariosto esprime una visione laica che accoglie la diversità, ma riconosce il potere inarrestabile delle passioni e del caso.
  • Nell'Orlando furioso, temi principali includono il dominio del caso, l'amore folle, e un tempo e spazio complessi e intrecciati.
  • La trama intricata del poema riflette la sfiducia di Ariosto nel controllo umano sul destino, con un intreccio di avventure e passioni.

Ludovico Ariosto e il Rinascimento

Ludovico Ariosto viene riconosciuto come l'autore più rappresentativo del Rinascimento, in quanto spesso sia il suo pensiero sia la sua opera, in particolare l'Orlando furioso, sono stati considerati come il riflesso di quei principi di armonia e razionalità (il cercare di comprendere la realtà in base a criteri logici) verso i quali si orientava la cultura umanistico- rinascimentale, ponendo al centro una perfetta sintonia tra uomo e mondo.

Conflitti e ambivalenze del periodo

Il periodo compreso tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento è un'epoca di conflitti e di ambivalenze che possono essere così sintetizzati:

• l'Italia attraversa un periodo assai tormentato dal punto di vista politico e civile, che segna la fine dell'equilibrio politico fra i vari Stati;

• l'unità religiosa dell'Europa cristiana comincia a incrinarsi;

• vacillano i valori dell'Umanesimo, che consideravano l'uomo misura di tutte le cose e gli attribuivano la capacità di modificare il mondo e di determinare, mediante la virtù, il proprio destino.

La visione laica di Ariosto

La ricerca di equilibrio che Ariosto esprime nelle sue opere, così come il suo lucido sguardo sulla realtà, sono il frutto di un controllo e di un dominio di sé faticosamente conquistato, di una saggezza che nasce dall'aver sperimentato le contraddizioni e le fatiche di un mondo complicato e tumultuoso. È indubbio che alla base di tutte le opere ariostesche vi siano i più profondi valori dell'Umanesimo: la laicità, la tolleranza, la disponibilità ad accogliere la diversità e la ricchezza del reale, la visione terrena e umana dell'esistenza. Ma è altrettanto evidente come il caso e le passioni (l'amore, ma anche il desiderio di potere, di ricchezze, di vendetta e così via) esercitino un potere irrazionale che le migliori qualità umane (l'ingegno, la ragione, l'onore, la lealtà, l'amicizia, tutti i nobili ideali) non riescono a controllare pienamente. La visione del mondo di Ariosto è quindi laica, lontana tanto dall'idea provvidenziale della mentalità cristiana quanto dall'ottimistica fiducia nella virtù individuale, tipica dell'Umanesimo. L'ambiente della corte, inoltre, non permette più agli intellettuali di godere di una propria autonomia e di una posizione di superiorità, mettendo così in discussione la verità assoluta dei valori trasmessi nelle loro opere.

Questa è una delle ragioni per cui la concezione poetica di Ariosto è alquanto disincantata e lontana dalla cieca fiducia, tipica della visione umanistica, nella capacità della poesia di rendere eterni i valori della civiltà. Come l'equilibrio della concezione di Ariosto scaturisce da una consapevole operazione di governo di sé e delle cose circostanti, così l'armonia strutturale e stilistica della sua opera, e in particolare del Furioso, risulta dal controllo e dall'elaborazione formale di una materia vasta e intricata.

Temi principali dell'Orlando Furioso

Sono da ricondurre alla concezione laica e disincantata di Ariosto i principali temi narrativi dell'Orlando furioso:

• il dominio del caso nelle vicende umane;

• l'amore come fonte di follia;

• il movimento continuo e intrecciato dei protagonisti, impegnati senza tregua in ricerche vane e illusorie;

• il tempo fluido e non lineare;

• lo spazio orizzontale, ovvero la dimensione tutta terrena in cui si muovono i personaggi, e molteplice, ingarbugliato.

Il narratore interviene direttamente per collegare e commentare gli eventi, facendo ricorso soprattutto all'ironia, che permette il distacco e la valutazione degli avvenimenti. Grazie alla funzione del narratore che governa, coordina e razionalizza l'ampia e ingarbugliata materia del poema, l'Orlando furioso appare così al lettore un'opera dalla struttura aperta e al tempo stesso coerente.

Stesura e pubblicazione del poema

Intorno al 1506 Ariosto comincia la stesura dell'Orlando furioso, poema epico-cavalleresco in ottave. Ariosto porta a termine la prima redazione nel 1515 e la pubblica nel 1516; dopo ben 17 ristampe, nel 1521 pubblica la seconda redazione, contenente diverse correzioni che non mutano tuttavia l'assetto complessivo dell'opera. Negli anni successivi Ariosto realizza una più consistente revisione linguistica, stilistica e strutturale: uniforma la lingua al toscano letterario (secondo le teorie del Bembo) eliminando gli elementi regionali e i latinismi e aggiunge sei nuovi canti, tra cui quelli finali, portando così il poema da 40 a 46 canti. Questa terza e definitiva redazione viene pubblicata nel 1532. Il poema è dedicato al cardinale Ippolito d'Este, e la dedica viene mantenuta anche dopo il passaggio di Ariosto alle dipendenze del duca Alfonso. Fra il 1518 e il 1519 Ariosto aveva scritto altri cinque canti, ma rinuncia a inserirli nell'edizione del 1521, forse per il loro carattere eccessivamente cupo e pessimistico. I cosiddetti Cinque canti saranno pubblicati postumi, in appendice a un'edizione del Furioso curata nel 1545 dal figlio Virginio.

Trama complessa e intrecciata

La trama dell'Orlando furioso, complessa e intricata, si articola intorno a tre nuclei narrativi principali: la guerra (fra cristiani e saraceni), le avventure dei cavalieri e la follia di Orlando, l'amore tra Ruggiero (capostipite degli Estensi) e Bradamante. I tre nuclei tematici si intrecciano in maniera tutt'altro che lineare: la trama assomiglia piuttosto a un labirinto in cui i protagonisti si smarriscono, poiché i loro propositi sono continuamente ostacolati dal caso, dal desiderio e dalla follia. L'incessante girovagare dei personaggi, il loro cercare, fuggire, inseguire è l'immagine dell'umano «errare» (un verbo che ricorre molte volte nel poema), nel duplice significato di «vagare» e «sbagliare»: l'esistenza degli uomini si spende infatti nell'inutile ricerca di inconsistenti illusioni e nella sottomissione a passioni irrazionali. L'errare dei personaggi - il loro senso di disorientamento fisico e morale - è anche una potente molla narrativa, perché consente all'autore di costruire innumerevoli sviluppi dell'azione e di dar vita a un'intricata serie di avventure: i personaggi inseguono incessantemente i loro oggetti di desiderio, reali o immaginari (oppure fuggono, come Angelica, dai loro inseguitori), spesso smarriscono la strada, talvolta tornano al punto di partenza, altre volte incontrano nuovi personaggi, poi si separano e continuano le loro peregrinazioni, oppure sono attratti da immagini allucinatorie o stregati da incantesimi. In questo modo si esprime sul piano narrativo la sfiducia di Ariosto nella capacità dell'uomo di essere artefice del proprio destino, di volgere a proprio vantaggio la fortuna che, invece, condiziona gli eventi in modo imprevedibile e incontrastabile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Ludovico Ariosto nel contesto del Rinascimento?
  2. Ludovico Ariosto è considerato l'autore più rappresentativo del Rinascimento, poiché la sua opera, in particolare l'Orlando furioso, riflette i principi di armonia e razionalità tipici della cultura umanistico-rinascimentale, ponendo l'uomo in perfetta sintonia con il mondo.

  3. Quali sono le principali ambivalenze del periodo rinascimentale descritte nel testo?
  4. Il periodo rinascimentale è caratterizzato da conflitti politici in Italia, l'inizio della frattura dell'unità religiosa cristiana in Europa e il vacillare dei valori umanistici che attribuivano all'uomo la capacità di modificare il mondo e determinare il proprio destino.

  5. Come si manifesta la visione laica di Ariosto nelle sue opere?
  6. La visione laica di Ariosto si manifesta attraverso il controllo e il dominio di sé, la tolleranza, l'accoglienza della diversità e una visione terrena dell'esistenza, pur riconoscendo il potere irrazionale delle passioni e del caso che sfuggono al controllo della ragione e dei nobili ideali umani.

  7. Quali sono i temi principali dell'Orlando Furioso?
  8. I temi principali dell'Orlando Furioso includono il dominio del caso nelle vicende umane, l'amore come fonte di follia, il movimento continuo e intrecciato dei protagonisti, il tempo fluido e non lineare, e lo spazio orizzontale e molteplice in cui si muovono i personaggi.

  9. Come si sviluppa la trama dell'Orlando Furioso?
  10. La trama dell'Orlando Furioso è complessa e intrecciata, articolata intorno a tre nuclei narrativi principali: la guerra tra cristiani e saraceni, le avventure dei cavalieri e la follia di Orlando, e l'amore tra Ruggiero e Bradamante. La narrazione riflette la sfiducia di Ariosto nella capacità dell'uomo di controllare il proprio destino, con personaggi che si smarriscono in un labirinto di eventi condizionati dal caso e dalle passioni.

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