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Il pluralismo religioso in Italia

Le comunità ebraiche e gli armeni apostoli

Diamo, di seguito, una serie di dati che hanno il solo scopo di rendere consapevoli della ricchezza, varietà e poliedricità di religioni nel nostro Paese. Riguardo a molte entreremo nel merito in seguito. Altre rimarranno, fatalmente, solo un nome. Ciò che importa è prendere coscienza della loro quantità.
Il dato più interessante in Italia è il consolidarsi di quello che possiamo definire l’emergere di un pluralismo religioso, con la presenza, sempre più visibile e consistente, di minoranze religiose.
Cominciamo con le comunità ebraiche: la presenza ebraica a Roma è attestata sin dal i secolo a.C. Secondo stime attendibili, nella seconda metà degli anni Novanta, erano presenti in Italia circa 30.000 appartenenti alla religione ebraica, suddivisi in 21 comunità. I nuclei più importanti sono a Roma, Milano, Firenze, Livorno, Torino, Trieste, Venezia.

Presenza numericamente significativa, e in questi ultimi anni in forte aumento grazie ai flussi di
immigrazione, è quella dei fedeli delle Chiese ortodosse: sono circa 100.000. In tutto una trentina di comunità, alcune di antica fondazione, sparse su tutto il territorio nazionale.
Spesso erroneamente considerati parte della Chiesa ortodossa, ci sono nel nostro Paese presenze di altre Chiese orientali che sono in comunione con Roma. Insediatosi nei primi decenni del Novecento contiamo circa 2000 armeni apostolici, con comunità a Milano, Torino, Venezia e Roma. Di recente stanziamento sono invece le comunità dei copti, circa 7000, presenti a Milano, Torino, Brescia, Roma, Firenze.

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