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Francesco d’Assisi


Il quadro dell’epoca


Agli inizi del Duecento, il panorama politico dell’Italia è estremamente vario. Nell’Italia settentrionale e centrale, sin dall’XI secolo vi sono i Comuni, città politicamente autonome, con vivaci attività commerciali, grazie alla borghesia, arricchitasi grazie ai suoi traffici e che aspira a sostituire la nobiltà al potere. Nell’Italia meridionale vi è il regno di Federico II, sovrano il cui potere gli deriva direttamente da Dio, con la sua politica lungimirante garantisce al suo regno una grande ricchezza e prosperità destinate a terminare con la sua morte.
Al centro si è sempre più rafforzato lo Stato della Chiesa, impegnato in attività politiche a scapito della sua natura spirituale. In Umbria si afferma la poesia religiosa in volgare. Il volgare consolidatosi nell’uso pratico inizia ad essere usato per fini letterari da autori che, riuniti in scuole, avvertono l’esigenza di comunicare con la nuova lingua, i loro pensieri, sentimenti, emozioni.
Le scuole più importanti nascono a Palermo con la Scuola siciliana, alla corte di Federico II, e in Toscana a Firenze, con la scuola del Dolce stil novo. Sempre in Toscana si diffonde la Poesia comico-realistica.
Il contesto storico-letterario
Le esigenze di rinnovamento spirituale nei secoli XII-XIII
Il Medioevo fu il periodo storico più caratterizzato in ogni aspetto della vita, della dimensione religiosa. Il XII secolo fu percorso da un’intensa corrente di rinnovamento spirituale, nata soprattutto tra il popolo. Il movimento ampio e differenziato vide da un lato la nascita di correnti ereticali, avversate e represse dalla Chiesa. D’altra parte vi erano anche esperienze religiose che proponevano una riforma della Chiesa, in particolare del clero, in direzione di uno stile di vita povero, ispirato all’esperienza degli Apostoli. Queste esperienze si misero al servizio della Chiesa e del Papato; La Chiesa li riconobbe come “ordini mendicanti”, in particolare i domenicani e i francescani. L’ordine dei francescani, fondato da San Francesco d’Assisi, ottenne un consenso straordinario. La predicazione dei frati contribuì alla grande diffusione della lingua volgare.
La Lauda
Con il francescanesimo si affermò la lauda, produzione di carattere religioso prima lirica e poi drammatica (recitata), che si diffuse partendo dall’Umbria. All’inizio le laudi erano invocazioni collettive, dopo il 1260 presero forma scritta in forma di dialogo tra la voce del solista e il coro dei fedeli. Il testo più diffuso era quello della Passione di Cristo.
Da questa forma primitiva si sviluppò la lauda drammatica, il cui testo più noto fu il Pianto della Madonna di Iacopone da Todi
Francesco d’Assisi
L’autore
Francesco nacque ad Assisi nel 1182 da un ricco mercante Pietro di Bernardone e da una colta nobildonna Pica (Giovanna). Crebbe nel lusso e in modo spensierato, poi in seguito ad una profonda crisi religiosa cambiò radicalmente stile di vita, rinnegando i valori del ricco mondo mercantile in cui era vissuto. Nel 1204 sulla piazza di Assisi, di fronte al padre e al vescovo si spogliò dei suoi ricchi abiti e simbolicamente dei beni paterni e di ogni ricchezza materiale. In completa povertà cominciò la predicazione del Vangelo con un piccolo gruppo di seguaci.
Nel 1210 il papa Innocenzo III approvò verbalmente la Regola proposta da Francesco per i suoi Frati Minori, approvata poi definitivamente da papa Onorio III nel 1223.
Tornato ad Assisi nel 1224 ricevette le stimmate (le piaghe della Passione di Cristo) sul monte della Verna. Ammalato e quasi cieco si ritirò nel convento di San Damiano, dove la sua discepola Santa Chiara fondò il francescanesimo femminile. Morì il 4 ottobre 1226 accanto alla chiesetta della Porziuncola, due anni dopo fu dichiarato santo da papa Gregorio IX.
L’Opera
Cantico di frate Sole
Detto anche Cantico delle creature, è considerato il primo testo poetico in volgare della letteratura italiana. Il Cantico è scritto in volgare umbro del secolo XIII e contiene diversi riferimenti letterari al Vecchio Testamento, ai Vangeli, alle lettere di San Paolo.
Il testo propone ai frati francescani ed ai fedeli una preghiera da cantare in lode di Dio, lo testimoniano l’uso di concetti semplici, il riferimento agli elementi della natura presenti nella vita quotidiana, l’espressione di alcuni ideali propri del francesca

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