swat- di swat-
Ominide 975 punti

Quadro storico-culturale del Medioevo e nascita delle lingue volgari


Il Medioevo è un quadro storico molto ampio ed è difficile definire i suoi limiti temporali. Gli storici lo fanno iniziare nel 476 d.C. quando il generale germanico Odoacre depose l’ultimo imperatore d’Occidente. Nei secoli successivi questa base storica prese il nome di Medioevo (chiamato così dagli artisti del ‘400). Questo nome deriva dal latino Media Aetas (= età di mezzo) e si trova a cavallo tra lo splendore della civiltà latina e la bellezza culturale dell’umanesimo. Secondo gli umanisti in quest’età si perde l’utilizzo del latino per far posto al volgare, dunque non si studiano più i grandi classici e si ha l’avvento del Cristianesimo, che cambia la visione culturale da laica a religiosa. L’idea negativa del Medioevo si protrae sino a circa l’anno 1800. Questo periodo è diviso dagli storici in Alto Medioevo (fino all’anno 1000) e Basso Medioevo (circa fino al 1492). Nei territori del decaduto Impero Romano si formarono tanto piccoli regni (Romano-Barbarici) e il latino raccolse diverse influenze. È chiamato Romània il territorio dell’ex Impero Romano e lì si affermarono le lingue volgari, da vulgus (= popolo). All’inizio in Romània si parlava il latino, ma col passare del tempo la lingua mutò e dunque il latino popolare era diverso da quello scritto e degli uomini di chiesa. A un certo punto si arrivò a una fase di bilinguismo e il popolo (lingua volgare) non riusciva più a capire il latino (usi amministrativi e Chiesa). Il perché in ogni regione della Romània si svilupparono diversi volgari deriva dal fatto che ogni territorio conquistato dai Romani aveva già una lingua (lingue di substrato) e con la formazione dei Regni Barbarici i popoli conquistatori hanno lasciato segni indelebili con le loro lingue (di superstrato).
Per quanto riguarda il latino, al tempo dei Romani esistevano due correnti di pensiero: gli analogisti (difensori della sua purezza) e gli anomalisti (quelli che permettevano le contaminazioni).
Il volgare è una lingua soltanto orale; solo nel IX secolo si vedono le prime attestazioni di volgare scritto.
Alla morte di Carlo Magno il Sacro Romano Impero si divise nella parte francese (Carlo il Calvo) e quella germanica (Ludovico il Germanico) e i due imperatori fecero il giuramento davanti all’esercito (Giuramenti di Strasburgo) in volgare (francese e tedesco) e poi si dovettero scambiare i giuramenti e leggerli nell’altra lingua affinché tutti capissero (perché non si parlava più il latino).
In Italia, invece, le prime attestazioni di volgare scritto si hanno con l’Indovinello Veronese (scritto intorno al VIII – IX sec.) che così diceva:
Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro seme seminaba. Gratias tibi agimus omni potens sempiterne deus
(Spingeva avanti i buoi, arava bianchi prati, aveva un bianco aratro e seminava un nero seme)
Un’altra attestazione di volgare scritto in Italia si ha con il Placito di Capua (VIII – IX secolo circa) che racconta di una contesa di un terreno e un giudice è chiamato a decidere la questione; egli fa riferimento a una testimonianza di un contadino:
Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni la possette parte sancti Benedicti
So che quelle terre, entro quei confini che qui sono indicati, per trenta anni le ebbe in possesso il monastero dei santi Benedettini
Tutta la visione medioevale, dopo la diffusione del Cristianesimo, divenne una società estremamente gerarchizzata e religiosa, dominata dalla presenza di Dio (Teocentrismo). La Chiesa sfrutta molto questa concezione, perché è una grossa fonte di potere. Anche la cultura era dominata da Dio, dunque i testi classici latini non potevano più essere letti perché pagani e i manoscritti antichi erano conservati nelle biblioteche dei monasteri; i monaci (amanuensi) avevano il compito di redigere i codici (ricopiare, tradurre…) e non avendo carta, a volte riciclavano i vecchi libri raschiandone le pagine e scrivendovi nuovi testi.
Nel Medioevo è utilizzata l’allegoria. Leggere o scrivere in chiave allegorica significa andare oltre il testo e trovare un significato nascosto del testo (compatibile con la società teocentrica). Ad esempio nell’Eneide di Virgilio, Enea fu interpretato (allegoricamente) come la figura di Cristo.
Nel Medioevo la società era divisa in tre classi sociali: oratores (uomini di Chiesa), bellatores (uomini in armi) e laboratores (popolo). Solo intorno all’anno 1000, quando nacquero i comuni, si ruppe la società tripartita (con l’avvento della borghesia).
Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email