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Con l’espressione teatro musicale (opera o melodramma), si intende una rappresentazione scenica dove gli attori invece di parlare, cantano. L’opera si allestisce in un teatro, in un’arena, in un luogo all’aperto provvisto di palcoscenico.
Per comporre un’opera occorre un libretto, ovvero la parte letteraria su cui lavora il compositore per comporre la musica.
L’opera utilizza il canto (solistico (aria), per piccoli insiemi e per corali. C’è anche un’orchestra.
Sul palcoscenico si deve ricostruire la scenografia. Quando è dato spazio alle esecuzioni di danze, i movimenti dei ballerini sono coordinati dal coreografo.
Esempi di teatro musicale nell’antichità sono la tragedia greca ed il dramma liturgico.
Il melodramma moderno è stato “inventato” dalla Camerata Fiorentina, un gruppo di intellettuali di Firenze, nel XVI secolo.
Importante Claudio Monteverdi, con “Orfeo” e “Arianna”.
I principali centri di produzione operistica furono Roma, Venezia e Parigi.
A Roma, la famiglia Barberini promuosero opere specialmente su soggetti agiografici (relative alle vita dei santi).
Si realizzò la differenziazione tra il recitativo e l’aria.
A Venezia i melodrammi venivano rappresentati in teatri pubblici a pagamento. Fu un enorme successo. I libretti erano di argomento storico-romanzesco. Si faceva uso di effetti scenografici. I cantanti facevano uso del belcantismo, ossia una tecnica vocale basata sul virtuosismo e l’improvvisazione.
Tra i lavori più importanti si ricordano “Il Giasone”, “Il Pomo d’oro”, “Il ritorno di Ulisse” e “L’incoronazione di Poppea”, quest’ultimi due scritti entrambi da Claudio Monteverdi.
A Parigi il melodramma si diffuse grazie a Luigi XIV (Re Sole). Lully “inventò” la tragedia lirica, caratterizzata da argomenti tragici dei libretti, e dall’ampio spazio alla danza.
Ricordiamo “Alceste” e “Roland”.
In Italia si affermarono l’opera seria e l’opera buffa.
L’opera seria, nata a napoli, veniva rappresentata nei teatri di corte, e trattava argmenti storici ed eroici.
Veniva utilizzato il belcantismo.
I principali compositori di opere serie furono Alessandro Scarlatti, Friedrich Haendel e Cristoph Willibald Gluck.
L’opera buffa, inizialmente nata come intermezzo nell’opera seria, veniva allestita nei piccoli teatri pubblici a pagamento e trattava argomenti soprattutto sulla vita quotidiana. Il principale compositore è Giovanni Battista Pergolesi, che scrisse “La serva Padrona”.
Alcuni compositori, come Mozart che compose “Il flauto magico”, si dedicarono anche a Singspiel, ovvero un genere teatrale in lingua tedesca che alternava episodi cantati a sezioni recitate.
Uno dei più importanti esponenti è Gioachino Rossini, che compose “Il barbiere di Siviglia”.
L’opera lirica è stata per secolila forma di spettacolo più completa e capace di coinvolgere un pubblico vasto: nobili, borghesi, intellettuali e gente del popolo.
Le vicende rappresentate erano di vario genere: mitologici, storici, romanzeschi, fantastici o comici. Nell’età romantica dominano le trame incentrate sugli amori e sulle passioni.
Importante esponenti furono Vincenzo Bellini, con “Norma” e “La sonnambula”, Giuseppe Verdi, con “Nabucco”, “Oberto, conte di San Bonifacio”, una “Trilogia popolare” (composta da “Rigoletto”, “Il Trovatore”, “La Traviata”), “Aida”, “Otello” e “Falstaff”, Georges Bizet, con “Carmen”, Richard Wagner, con “L’anello del Nibelungo” (una tetralogia formata da “L’oro del Reno”, “La Valchiria”, “Sigfrido” e “Il crepuscolo degli dei”.
In Italia, sul finire del XIX secolo, si sviluppa il Verismo italiano. I maggiori esponenti sono Giacomo Puccini, con “Bohème” e “Tosca”, Pietro Mascagni, con “Cavalleria Rusticana”, e Ruggero Leoncavallo, con “I Pagliacci”.

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