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Giacomo Leopardi

Recanati 1798 - Napoli 1837

Giacomo Leopardi e' il maggior esponente del Romanticismo italiano.
Passo' la sua infanzia a studiare nella biblioteca del padre ed imparo' la lingua moderna, il greco, il latino e l'ebraico.
Con leopardi si parla di uno studio "matto e disperato" poiché procuro' all'autore gravi problemi di salute, tra cui delle deformazioni fisiche, problemi alla vista e problemi al sistema nervoso.
Fuggì a Roma, ma questo viaggio servì solo ad alimentare il suo pessimismo, quindi si sposto' successivamente a Milano, Bologna e Firenze, stabilendosi poi a Napoli.

Le opere

Leopardi scrisse 41 componimenti lirici dal 1818 fino alla sua morte, questi componimenti si dividono in:

- canzoni patriottiche (con un contenuto lirico e filosofico)

- idilli (che si suddividono poi in "grandi idilli" e "piccoli idilli")

- liriche d'amore.

I "piccoli idilli" sono stati scritti tra il 1819 e il 1821 e sono:
- l'infinito
- alla luna
- la sera del dì di festa
- il sogno
- la vita solitaria

I "grandi idilli" sono stati scritti tra il 1828 e il 1829 e sono:
- il risorgimento
- a silvia
- il passero solitario
- le ricordanze
- la quiete dopo la tempesta
- il sabato del villaggio
- il canto notturno del pastore errante.

Leopardi viveva la sua vita con sofferenza e pessimismo, la sua unica gioia era lo studio. Nelle sue opere appaiono concezioni pessimistiche della vita, tra le quali il dolore, la sofferenza e l'infelicita' quest'ultima datagli dalla natura; pensava che la natura illudesse l'uomo dandogli felicita' infinita ma senza dargli i mezzi per soddisfarla. L'uomo e' la vittima innocente della natura.
L'autore passa quindi da un pessimismo storico ad un pessimismo cosmico in cui l'uomo diviene necessariamente infelice.

A Silvia

E' una poesia non realistica ma evocativa, "Silvia" e' il simbolo della giovinezza perduta di Teresa Bocci, figlia di un suo amico.
La poesia si articola in due parti:

1. Leopardi ricorda la felice eta' della giovinezza piena di speranze e di promesse

2. Leopardi ha un forte senso di rimpianto e tristezza, si spengono quindi sogni e speranze.

Quest'opera presenta un tono sfumato, cioe' con aggettivi tenui, per evocare il ricordo del passato ed evidenziare le incertezze del futuro.

E' un'opera con versi endecasillabi e settenari con rime libere.

L'Infinito

Questa poesia nasce dalla sensazione di contrasto tra i limiti fisici posti dalla realta' materiale e gli sconfinati orizzonti dell'immaginazione.
Il testo si apre con un riferimento al monte Tagor e la siepe posta davanti, impedisce all'autore di guardare oltre, ma usando la sua immaginazione riesce a sorpassarla.

Per alcuni "L'Infinito" coincide o con Dio o con il pensiero del nulla.

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