Video appunto: Ungaretti, Giuseppe - Non gridate più: spiegazione

Ungaretti - Non gridate più - Spiegazione



La lirica, tratta dalla raccolta Il dolore, è stata composta nel 1945, pochi anni dopo la fine della 2.a guerra mondiale.

Significato complessivo



Il poeta lancia un appello a tutti gli uomini affinché essi abbandonino la violenza e cessino di combattere uno contro l’altro.
Coloro che sono morti, invitano, al di là dell’odio, a riscoprire la dignità dell’uomo che può essere ritrovata soltanto se si applica la solidarietà e l’armonia con la natyra.
La lirica si articola in due quartine, composte da versi non in rima

Spiegazione



Cessate di uccidere i morti
non gridate più, non gridate
se li volete ancora udire,
se sperate di non perire
Di fronte alle atrocità della guerra, il poeta si rivolge ai superstiti, invitandoli a “cessare di uccidere i morti”, cioè a sospendere ogni forma di violenza che offende la memoria dei morti. Questa espressione è un paradosso, ma significa che i morti devono essere rispettati con il silenzio (concetto ripreso dal verso seguente Non gridate più, non gridate). L’unica risposta al rumore delle armi e alle tante atrocità commesse durante una guerra è il silenzio. In questo modo i superstiti, ascoltando il messaggio inviato dai morti, non perderanno il loro senso di umanità (= “se sperate di non perire)
Hanno l’impercettibile sussurro,
non fanno più rumore
del crescere dell’erba,
lieta dove non passa l’uomo.
La voce dei morti è molto tenue, come un sussurro, lieve come quello dell’erba che cresce laddove l’uomo non passa e quindi non la calpesta. In questa strofa ritroviamo una forma di armonia con la natura (= l’erba che cresce), che la guerra aveva cancellato. Ungaretti vuole farci capire che dove passano, i vivi portano disordine, rumore, distruzione, dolore e negazione della vita, mentre il debole sussurro dei morti richiama alla nostra mente i valori della vita e dell’armonia con la natura. Infatti l’erba è “lieta”, cioè cresce spontaneamente dove non viene calpestata dall’uomo

La lirica è costruita su delle contrapposizioni, soprattutto sull’antitesi vita/morte. All’ambito della morte appartengono le seguenti parole: uccidere, perire, morti, tutte presenti nella prima strofa. Nell’ambito della vita, possiamo collocare: lieta, sussurro, crescere, rumore e sono collocati tutti nella seconda strofa. Un’altra contrapposizione si ha fra i rumori/silenzio. Fra questi due elementi è il silenzio ad avere una connotazione positiva perché permette ai superstiti della guerra di ad ascoltare il messaggio dei morti che invita a cancellare l’odio e a ritrovare i valori della dignità umana.

Dal punto di vista stilistico, la prima strofa è ricca di imperativi che hanno la funzione di ammonizione a cui si unisce un ritmo spezzato che crea quasi una cantilena, sensazione creata dalla presenza di diverse rime interne (“ cessate…. gridate…. sperate”). La seconda strofa crea, invece, un’ atmosfera più raccolta ed intima ed il ritmo si fa più lineare.