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Tema di italiano: scrivi un racconto fantastico

Il dolore incessante la attanagliava: stava morendo, e con sé la vita che portava in grembo.
La neve si colorò di rosso tra le grida della donna.
Rosso: il colore della passione, con la quale la vita era giunta nel suo grembo. Il colore della nuova vita che ora stava spazzando via la sua, dolorosamente.
Arrivò la Morte. Era bellissima. I suoi capelli erano lunghi e corvini, arricciati in boccoli capricciosi; le sue labbra chiare erano distorte in una smorfia di piacere. Gli occhi senz'anima, erano neri e vuoti, freddi come la neve e più spenti del buio. Contornati da lunghe ciglia stavano lì, assenti e insensati, senza niente da dare, mostrare, donare. Allungò una mano, le unghie nere accarezzarono la pelle calda della donna lasciando una scia fredda e aspra. Sorrise passandosi la lingua sulle labbra e assaporando il gusto dolce del più dolce dei nettari: la vita.

Pura ambrosia.
Si avvicinò al collo della donna per sentirne l'odore, conoscerne la storia, apprezzarne il carattere. Passò la lingua sulla vena che ormai non pulsava più e gustò il sapore della giovinezza che tanto invidiava...
Eppure era stata giovane anche lei.
Eppure aveva avuto gioie, tristezze, passioni anche lei.
Eppure anche a lei era stata strappata la vita.
Eppure anche lei era stata vittima della passione.
Il pianto di una nuova vita interruppe i suoi ricordi.
Con disinteresse spostò gli occhi spenti su quel nuovo bambino, aveva un odore così invitante. Che sapore potrebbero avere le Anime appena nate? Se solo avesse potuto scoprirlo...
Ma in fondo, un assaggio cosa mai potrà fare? Un piccolo assaggio...Solo un morso...Tanto quanto basta per poterne conoscere l'infatuante sapore.
L'Anima gridava, urlava, si dibatteva, si disperava, si arrendeva.
La Morte succhiò parte della linfa vitale dell'Anima, ma il sapore era troppo coinvolgente, le sensazioni troppo forti, non riusciva più a smettere.
Più succhiava, più i suoi occhi si accendevano e si coloravano di rosso.
Rosso, il colore della passione che aveva ucciso la donna e stava uccidendo il bambino che portava in grembo.
Rosso, il colore della Morte.
Fu così che la Morte morì per la seconda volta per svegliarsi e tornare viva.
Aprì gli occhi, dopo tanto tempo, di nuovo cerulei e vivi. Le gote assunsero una colorazione rosea, il corpo ritrovò il suo calore. Il cervello ricominciò a funzionare, il cuore a pompare sangue, ogni organo ormai morto resuscitò.
Ma la sua anima, o per lo meno -parte della sua anima- , rimase morta.
-Sono viva. La Morte è viva...Proprio come una volta.-sorrise e poggiò una mano sul cuore.
-Sono viv..-
Il pianto del bambino interruppe la sua felicità.
Come era possibile? Aveva ingoiato tutta l'Anima di quella vita, come faceva ad essere consenziente?
Sbigottita, prese in braccio il bambino e quest'ultimo smise di piangere.
Aprì gli occhi.
Erano cerulei, proprio come i suoi. Ma erano vuoti. Vuoti come un corpo senz'anima.
Ma un corpo senz'anima muore.
Il bambino sorrise.
La Morte sorrise e si innamorò, rimase folgorata e stupita, con gli occhi fissi sulla creatura.
"Nutrimi, Madre"
Senza capire cosa stesse succedendo, la Morte si scoprì un seno. Non era istinto materno, non era lei ad averlo deciso. Il bambino iniziò a ciucciare beatamente e la Morte rimase incantata a guardarlo, non perchè voleva, ma era bloccata, infatuata da tale bellezza.
All'improvviso sentì un dolore acuto provenire dalla gola, e poi dal cuore, e poi dallo stomaco. Dolore che confluiva nel seno dal quale il bambino stava ciucciando. Gli occhi iniziavano a spegnersi, il calore si estingueva, la pelle si seccava, le labbra si contorcevano in una smorfia angosciosa e impotente. Gli occhi del bambino si accesero e sorrise trionfante.
La Morte contorcendosi per il dolore, mollò la presa e il neonato cadde a terra sulla neve fredda. Urlò ma non sentiva la sua voce. Un carroarmato le stava perforando gli organi interni, morti...o in letargo?
Sputò sangue, urlò, continuò a dimenarsi sulla neve.
La neve così candida, incontrò nuovamente il rosso vivo del sangue. Caldo e freddo, bianco e rosso, amore vero. Gli opposti si attraggono, il vuoto e la vita si attraggono, non fanno che camminare paralleli, proprio come in quel caso: il sangue scivolava lentamente tra la neve. La passione scivolava sulla purezza, impossessandosene.
Ignara di tutto ciò, la Morte si dimenava mentre il sangue sgorgava da ogni suo orifizio.
"Basta!" gridò.
"Per favore"
Una risata.
Non una risata qualunque, il riso di un bambino.
Il sangue si bloccò, e insieme ad esso, il respiro. Le lacrime incorniciarono le gote della Morte. Che spettacolo singolare: un neonato che uccide la Morte.
Si portò la mano alla gola ed in seguito raggiunse gattonando il neonato.
Lo guardò e vide due grandi occhi cerulei e gentili. Non riusciva a provare rabbia per la creatura che la stava uccidendo, non riusciva ad odiare quell'Anima tanto amabile e intraprendende, per quanto macabra.
La Morte sorrise specchiandosi negli occhi del bambino.
Quest'ultimo sorrise divertito e la sua Anima disse: "Tu sei colei che chiamano Morte. Colei che vive nutrendosi di Anime, nonostante sia già morta. Colei che è schiava della passione, del piacere che solo i sentimenti possono dare. E noi Anime siamo fatte di sentimenti. Ti umili da sola. Non sono io che ti sto uccidendo: lo stai facendo da sola"
La donna iniziò a sentire un distacco profondo dal Confine.
Per vivere bisogna rimanere attaccati a questa frontiera che separa il vuoto dalla vita. Se ti stacchi dal Confine, precipiti nel vuoto. Perchè il vuoto è più grande e opprimente, eterno. La vita effimera. Eppure camminano l'uno accanto all'altra, guardandosi. Senza neanche sfiorarsi.
Dal vuoto nasciamo e nel vuoto moriamo. Ma nessuno sa di cosa è fatto il vuoto, neanche le Anime appena nate, poichè appena ci si attacca al Confine, si dimentica tutto e si precipita dall'altra parte, nella vita. Ma solo per poco. La vita è effimera e il vuoto è immortale. Ma la Morte voleva essere immortale senza perdersi nel vuoto, così si attaccò al Confine.
Ma quel giorno, mollò la presa e divenne immortale.
La giovane Anima aveva raggiunto il suo obiettivo. Rise rumorosamente e maleficamente.
"Non temere, sarò in grado di sostituirti abilmente!"

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