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lettera a un parente lontano


Berlino, 9 maggio 2017

Caro papà,

oramai è da un anno che con la mamma ci siamo trasferite in Germania, da quando vi siete separati mi ha impedito di vederti e mi manchi tanto, so che è colpa di tutti e due ma non vedo perché tu dovresti pagare di più, tra l'altro io per questa situazione soffro tantissimo.
Mi ha fatto piacere sentirti al telefono l'altro giorno e mi dispiace di avere attaccato così tempestivamente, la mamma era rientrata e non volevo mi sentisse al telefono con te, ci starebbe troppo male, pensa che io ti abbia dimenticato. Come se si potesse effettivamente dimenticare un padre. Continuo a disegnare come mi hai insegnato e l'anno prossimo comincerò a frequentare l'equivalente tedesco dell'artistico, non sto a spiegarti come funziona, è una noia mortale.
So che ti manco anch’io e sono molto felice che tu mi abbia promesso che ci saremmo rivisti, vorrei che mi facessi sapere quando però, devo riuscire a dirlo alla mamma.

Penso che manchi un po' anche a lei sai, magari non le mancano le vostre litigate, ma a volte la sento piangere la sera, è molto sola ora che non ci sei. Non c'è nessuno per prepararle la cena, o comunque una cena decente considerate le mie capacità culinarie; inoltre lei non ha nessuno che la abbraccia quando è triste o qualcuno che conosce abbastanza per parlare dei suoi problemi.
Comunque pensavo che avremmo potuto andare a vedere qualche esposizione insieme, spero che ti piaccia come idea, e soprattutto mi auguro che riuscirai a venire presto.

Ti voglio papà bene Marco.

A cura di Laura

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