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Riassunti di Psicologia Dinamica, libro adottato Il Caso di Dora di Freud

Riassunto per l'esame di Psicologia Dinamica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Caso di Dora di Freud.

  • Per l'esame di Psicologia dinamica del Prof. M. Ciambelli
  • Università: Napoli Federico II - Unina
  • CdL: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 3
  • 24-10-2013
di 9 pagine totali
 
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Riassunti di Psicologia Dinamica, libro adottato Il Caso di Dora di Freud
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Anteprima Testo:
-Caso Dora1. Il caso Il caso clinico di Dora risale alla fine del 1900. L’analisi durò per la precisione undici settimane (3 mesi) e il caso è riportato in qualità di frammento poiché il processo di terapia fu interrotto per iniziativa della paziente. La nevrosi isterica di cui Dora soffriva non ebbe quindi modo di essere risolta, ma da quanto ci è pervenuto la paziente giunse a sposarsi e morì alla fine degli anni Quaranta. Il caso fu pubblicato nel 1905 insieme ai Tre saggi sulla sessualità. L’importanza di questo caso risiede per Freud soprattutto nel fatto che tramite l’analisi di questo caso egli ha potuto mettere in evidenza alcune tecniche e scoperte teoriche di grande rilievo:    
Il valore dell’analisi dei sogni nel procedimento analitico; Le motivazioni cliniche dell’isterismo; Il valore della disposizione corporea nei confronti del disturbo psichico; Lo stretto rapporto tra sintomo nevrotico e perversioni sessuali rimosse.
Il titolo originario del saggio proposto era Sogni ed isteria, poiché Freud intendeva, tramite la pubblicazione del Caso Dora, dimostrare come l’interpretazione dei sogni fosse legata alla storia di un trattamento e come essa possa diventare una chiave per colmare le amnesie e spiegare i sintomi. Freud si pone inoltre il problema della ricostruzione del caso dovuto all’impossibilità di prendere appunti durante le sedute per evitare di mettere in allarme o in soggezione la paziente. Per questo motivo, egli rivela la sua abitudine di trascrivere tutto quanto appreso nella seduta solo alla fine di quest’ultima. Inoltre, egli precisa che durante le sedute è sempre e soltanto la paziente a scegliere l’argomento di cui discutere, così che sia il suo inconscio a mostrare a quali elementi superficiali voglia aggrapparsi. 2. La definizione della storia clinica Nell’Interpretazione dei sogni, Freud già mostrava come i sogni in generale possano essere interpretati e come si possano infine riconoscere in essi delle costruzioni mentali perfettamente coerenti, cui è possibile assegnare un ruolo ben preciso nella dinamica della vita psichica. Il caso Dora rappresenta una delle rare dimostrazioni pratiche della tecnica dell’interpretazione dei sogni. Il sogno è, infatti, uno dei canali attraverso i quali la coscienza può essere arricchita di materiale psichico che, a causa della resistenza opposta alla sua soddisfazione, è stato espulso dalla coscienza o rimosso, divenendo patogeno. Il sogno è quindi una delle vie tramite cui il processo di rimozione può essere eluso. Freud evidenzia inoltre il fatto che non è possibile ricostruire la storia della malattia di un qualunque paziente facendo affidamento soltanto su quanto riferito dai parenti, poiché ne verrebbe fuori una ricostruzione alquanto confusa. Altresì non è però possibile una ricostruzione tramite le sole informazioni fornite dal paziente, poiché essi sono incapaci di fornirci dati affidabili circa loro stessi. Tracciando la storia della loro vita, i pazienti correggono continuamente date, nomi, episodi, tornando a versioni precedenti ogni qualvolta sono colti da incertezza. Questo avviene per tre motivi:  Malizia cosciente: il paziente evita consapevolmente o inconsapevolmente di parlare di alcuni aspetti ed episodi della sua vita a causa di un forte senso di vergogna e di pudore che ancora non ha superato.  Malizia inconscia: parte della conoscenza mnestica che il paziente aveva a disposizione in periodi precedenti della sua storia scompare nel momento in cui la racconta, senza l’intervento di resistenze coscienti.
 Amnesie e paramnesie: dislivelli della memoria in cui non soltanto cadono le vecchie formazioni mnestiche, ma anche quelle più recenti che riportano quindi errori. Inoltre, la memoria del paziente è spesso deviata da formazioni sostitutive false dovute al processo di rimozione. Per questo motivo, se un paziente nel corso del racconto della propria storia narra due diverse versioni di uno stesso episodio, dovremo considerare veritiera la prima versione e frutto del processo di rimozione la seconda. Lo scopo del trattamento non è, dunque, solo quello di eliminare tutti i possibili sintomi che si manifestano sostituendoli poi con pensieri consci, ma anche quello di ripristinare la normale situazione mnestica del paziente. Infine, di fondamentale importanza per la ricostruzione, risulta anche l’analisi dell’ambiente familiare in cui il paziente si trova. 3. Il quadro familiare di Dora L’ambiente familiare in cui viveva Dora includeva, oltre a lei, il padre, la madre e un fratello di un anno e mezzo più grande di lei.  Padre: uomo dotato di grande talento, intelligenza e spirito d’iniziativa, imprenditore, con una situazione economica confortevole. Dora gli era teneramente affezionata, affetto accresciuto dalla salute molto cagionevole dell’uomo. Soffriva di disturbi luetici. Figura dominante.  Madre: donna non molto colta né intelligente, presa probEspandi »abilmente dalla psicosi della massa, non mostrava alcun interesse per i propri figli. Passava la maggior parte del proprio tempo pulendo casa e dimostrando così alcuni sintomi di nevrosi ossessiva. Dora guardava sua madre dall’alto in basso, i loro rapporti erano poco amichevoli ed ella le muoveva continuamente critiche molto pesanti.  Fratello: era stato per molti anni il modello da cui Dora prese esempio, fin quando cominciò a parteggiare in ogni disputa familiare per la madre, inimicandosi così la paziente. In questo modo, secondo Freud, si ristabilisce il quadro di attrazione sessuale familiare in cui troviamo il padre e la figlia da un lato, la madre e il figlio dall’altro. Dora aveva, inoltre, una zia sorella di suo padre che soffriva di psiconevrosi e a cui Freud si rifà spesso nell’analisi del caso. 4. I sintomi di Dora Dora cominciò, fin dall’età di otto anni, a sviluppare sintomi nevrotici. I sintomi di cui Freud riporta traccia sono:            
Enuresi notturna (7 anni) Dispnea cronica e asma nervosa (8 anni) Emicranie (12 ai 16 anni) Tussis nervosa (12 anni) Afonia (conseguente alla tosse) Abbattimento (16 anni) Alterazione del carattere Asocialità Taedium vitae Perdita di conoscenza (Freud ipotizza conseguente a convulsioni) Leucorrea (Dora non ne ricorda l’inizio) Rifiuto nei confronti dei medici
 Frequenti dolori addominali  Nausea e disgusto Tutti sintomi secondo Freud di un comune caso di petite hystérie. 5. Il primo sogno di Dora Il primo sogno che Freud riporta si era già presentato altre volte prima che Dora gliene rendesse notizia. Il sogno si era ripetuto per tre volte di seguito tempo prima quando la paziente si trovava nella località in cui si era svolta la scena nei pressi del lago con il Signor K., scena che vedeva l’uomo intento a farle delle esplicite avances. L’analisi del sogno messa in atto da Freud consiste nel condurre la paziente a un percorso di libere associazioni prendendo in esame uno per volta ogni elemento e ogni dettaglio del sogno. Il sogno era il seguente: ‹‹La casa era in fiamme; mio padre, in piedi accanto al mio letto, mi diceva di alzarmi; mi vestii in fretta. Mia madre voleva fermarsi per mettere in salvo il cofanetto dei gioielli, ma mio padre disse: “Mi rifiuto di lasciarmi bruciare, io e i miei due figli, per la salvezza del tuo cofanetto dei gioielli”. Corremmo giù, e quando eravamo appena giunti fuori, mi sono svegliata.›› Prima associazione in relazione con il sogno: Dora ricorda che poche notti prima sua madre aveva chiuso a chiave la porta della sala da pranzo, dando adito così ad un litigio con il padre, poiché chiudendo a chiave la porta della sala da pranzo, la donna chiudeva conseguentemente il figlio maggiore isolandolo dal resto della casa, poiché la sua camera non era dotata di un ingresso indipendente. Il padre aveva a quel punto obiettato che il figlio doveva essere in grado di lasciare la propria camera nel caso in cui succedesse qualcosa di notte. “La casa era in fiamme”: l’associazione conseguentemente scatenata dalla prima riguarda l’elemento dell’incendio. Dora ricorda, infatti, che al loro arrivo a L…, dove si svolse in seguito la scena che vide coinvolto il Signor K., suo padre le espresse la propria preoccupazione per lo scatenarsi di un incendio in conseguenza alla violenta tempesta che li accolse, poiché la piccola casa di legno non era dotata di parafulmini. L’associazione riporta Freud a prendere ancora una volta in considerazione il luogo che ricorre più volte nell’interpretazione del sogno. Fu, infatti, a L… come affermato da Dora che il sogno si presentò per la prima volta e per tre volte di seguito. Il sogno si verificò per la prima volta solo dopo lo svolgersi della scena con il Signor K. e per questo motivo Freud afferma che il sogno ne fu un’immediata conseguenza. Riguardo questo elemento emerse in seguito un altro dettaglio che Freud ritenne di dover tenere in gran conto: Dora gli comunicò che, ogni volta che il sogno si ripeteva, sentiva odore di fumo. Freud suppose che l’elemento fosse riemerso per via del fatto che egli stesso durante le sedute di terapia era solito fumare. Dora gli rivelò, inoltre, che sia suo padre sia il Signor K. erano accaniti fumatori e che poco prima della scena del lago il Signor K. aveva arrotolato una sigaretta per lei. Questo riconduceva, secondo Freud, al desiderio rimosso di ottenere un bacio dal Signor K., poiché baciando un fumatore ella avrebbe certamente percepito l’odore del fumo, com’era già avvenuto quando all’età di quattordici anni l’uomo l’aveva baciata ed ella lo aveva energicamente rifiutato per via del senso del disgusto rievocato dalla sua mente di “piccola succhiatrice”, come Freud la definisce spesso. Inoltre, egli precisa che prima che il sogno si ripetesse, Dora aveva ammesso che le sarebbe piaciuto ricevere un bacio dallo stesso Freud. Il sogno si era quindi probabilmente rip « Comprimi
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