Teorie e tecniche delle scienze logopediche
Il logopedista valuta i disturbi del linguaggio che sono il risultato di una lesione organica e si occupa della riabilitazione del linguaggio. Si somministrano dei test di valutazione del linguaggio rimasto illeso e si crea insieme all’equipe il modo per intervenire con dei protocolli riabilitativi. Nessuna struttura biologica è utilizzata esclusivamente per il linguaggio, ma la struttura è stata rifunzionalizzata.
Patologia e disturbi del linguaggio
Patologia e disturbi del linguaggio sono cose diverse: la patologia è un danno biologico (ictus, se colpisce l’area destra del cervello potremmo avere limitazione nel movimento), il disturbo si ha quando la struttura dedita al linguaggio viene danneggiata (afasia).
Disturbi del linguaggio senza causa biologica
Ci sono due disturbi del linguaggio che non hanno una causa biologica: la schizofrenia (che in realtà non è un disturbo del linguaggio perché lo schizofrenico decide volontariamente di parlare con un codice incomprensibile, personale) e gli afasici di Werniche, di cui non si occupa il logopedista. La balbuzia non ha una base biologica. C’è un’ipotesi diversa, Kattel ha ipotizzato che anche nella balbuzia c’è una base biologica, dovuta alla difficoltà del paziente di accedere alla memoria semantica, creando stati di ansia.
Protocolli riabilitativi
I protocolli riabilitativi variano in base alle lesioni e ai disturbi del linguaggio. Gran parte del lavoro del logopedista si svolge puntando sulla funzionalità dell’emisfero destro, visto che il sinistro può essere danneggiato, perché entrambi gli emisferi concorrono alla produzione e alla comprensione del linguaggio.
Dislessia
- Dislessia: riguarda la capacità di apprendimento della lettura.
- Dislessia evolutiva: nei bambini che manifestano evidenti difficoltà nell’apprendimento della lettura. Possono avere anche difficoltà nella scrittura e nei calcoli matematici. Quindi la dislessia è molto complessa.
- Dislessia acquisita: negli adulti che di seguito a danni al cervello perdono questa capacità. Rari sono i casi di dislessia acquisita e afasia infantile.
Linguaggio psicotico
Il secondo libro parla del linguaggio psicotico, una forma delirante di gelosia morbosa. Elen Smith è una schizofrenica che la psichiatria fa analizzare da un linguista, Sussur, per diversi anni. Elen era arrivata a creare una neolingua e dopo questo studio Sussur non riuscì a capire la sua lingua, ma aveva un suo lessico anche se limitato, e questo la rendeva una lingua vera e propria, ha una struttura grammaticale e sintattica, ma manca l’approccio, perché Elen Smith non utilizza questa lingua con nessuno.
Argomentazione paranoica
L’argomentazione paranoica: Crepel parla di paranoia come follia. La sua malattia non va verso il peggioramento.
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Riassunto esame Teorie e tecniche, prof. Bucca, libro consigliato Neuropsicologia del linguaggio, Fabbro
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