Cos'è la comunicazione?
La comunicazione è una disciplina, non è ancora considerata una scienza. È un insieme di nozioni che si immagazzinano affinché possano essere trasmesse da un soggetto A ad un soggetto B. Comunicare significa trasmettere informazioni e la comunicazione nasce come mezzo per la gestione e la formazione di messaggi, ovvero un insieme di dati. La comunicazione è il trasferimento di un messaggio da un emittente A ad un destinatario B, intraprendendo un ciclo di comunicazione.
Il ciclo di comunicazione
Il ciclo di comunicazione (mattone) è quel processo circolare che si crea quando un interlocutore “A” vuole comunicare un messaggio all’interlocutore “B” tramite un mezzo. Questo ciclo poi può essere completo o incompleto in base alla risposta trasmessa dall'interlocutore B, che può rispondere o meno con il feedback al segnale trasmesso da “A” (ciclo di retroazione). Quest’ultimo può di nuovo generare un nuovo ciclo di comunicazione se risponde al feedback di “B”. B può archiviare il messaggio per un futuro.
A — messaggio —> B
B — feedback —> A
Come fa un ciclo di comunicazione ad essere efficace?
Un ciclo di comunicazione per essere efficace deve innanzitutto risolvere un bisogno che sia razionale e irrazionale.
- La sfera razionale: Attraverso il ciclo passi dall’informazione alla regola/formazione.
- La sfera irrazionale: Soddisfa bisogni emotivi, da ansia a sicurezza.
Queste sono i driver della comunicazione. Le due sfere possono lavorare anche contemporaneamente.
- Razionale: Informazione, Formazione
- Emotivo: Stato ansia, Tranquillità
Efficienza e efficacia
Un ciclo può essere efficiente o efficace:
- L’efficienza è, dato l’obiettivo e stabilite le risorse, il raggiungimento dell’obiettivo con il minor dispendio di risorse.
- L’efficacia è, dato l’obiettivo, il raggiungimento dell’obiettivo.
I motori dell'offerta
La possibilità di soddisfare i bisogni di comunicazione è garantita da tre sistemi di relazione caratterizzati da diversi livelli di interattività:
- Comunicazione interpersonale diretta dotata di interattività più o meno elevata (fanno parte di questo insieme il dialogo, il pettegolezzo, il passaparola, la lezione, l’incontro, l’assemblea… ecc.).
- Comunicazione mediata caratterizzata dalla pratica assenza di interattività (e qui possiamo includere radio, TV, stampa e una parte del web).
- Comunicazione ibrida che, pur essendo “mediata”, tende ad offrire livelli più elevati di interattività (telefonia, e-mailing, blog… ecc.).
Bisogni di appartenenza
I bisogni di appartenenza ad aggregazioni sociali si possono soddisfare con modalità di fruizione che richiedono impegno crescente. Ecco tre esempi:
- Offerta pressoria (che tende ad inseguire e sollecitare il soggetto da raggiungere ed è ovviamente gratuita).
- Servizio disponibile gratuitamente (che richiede uno sforzo di reperimento più o meno impegnativo).
- Fonte ad accesso oneroso (che, per definizione, comporta un esborso di denaro più o meno consistente).
Le discipline della comunicazione
La comunicazione dispone di 5 discipline che aiutano il comunicatore ad avere una maggiore efficacia nel ciclo di comunicazione. Le 5 discipline sono:
- Media relations
- Eventistica
- Sponsorizzazioni
- Advertising
- Promozioni
In aiuto a queste discipline madri vengono le discipline ancillari; vengono utilizzate per migliorare l’efficienza. Tra queste abbiamo:
- Ufficio stampa
- Corporate communication
- Marketing communication
- Community communication
La notizia
C’è un ciclo di comunicazione che rispetta queste regole ma ha un quid in più: la notizia. La notizia è, dato un target, un fatto che crea un cambiamento ad interesse del target prefissato. L’importanza sta nell’essere un fatto e la creazione di interesse. L’ho enucleata dagli altri cicli perché soddisfa un bisogno, perché è gratis e perché riesce a creare un interesse superando il buzz, serie di notizie che non creano un interesse. È l’alternativa più efficiente.
Definizione tecnica di notizia
È l’energia necessaria per creare un flusso di comunicazione.
Definizione sociologica di notizia
È il punto d’incontro tra un bisogno sociale di informazione, intrattenimento o avvertimento e una fonte capace di soddisfarlo. La notizia è il vero driver della comunicazione. La notizia è sempre una variazione, un’interruzione della continuità. Le variazioni negative hanno maggiore impatto sul target perché generano ansia e preoccupazione. Quelle positive “passano” solo quando interrompono un’ansia vissuta troppo a lungo. Sempre ricordarsi che ogni notizia si compone di 5 W:
- Who
- What
- Where
- When
- Why
Tipologie di notizia
- Notizia "one shot": Il 70% vengono considerate notizie one-shot. La peculiarità di queste notizie è che hanno una durata molto breve (24h - 36h).
- Notizia "bi-gobba" (quotidiani+settimanali+mensili): La notizia supera il valore buzz due volte nel tempo.
- Notizia tormentone: La notizia per la sua peculiarità supera il valore buzz per molto tempo. Questo la rende un tormentone e la espone sotto gli occhi di tutti.
- Notizia intermittenza: L’interesse della notizia sale e scende nel tempo il valore del buzz. Questo perché la notizia nel tempo ha dei risvolti che possono o meno portarla ad essere più o meno importante.
Ciclo di vita della notizia
Notizia forte: Esistono due modalità di intervento per modificare il ciclo di vita di una notizia:
- Opzione tecnica: Embargo
- Intervento di comunicazione integrata
Embargo
L’embargo consiste nel chiedere ai giornali di non pubblicare la notizia (e alle agenzie di non diffonderla) prima di una certa ora e data indicate con chiarezza in testa al comunicato.
Segmentazione della notizia
Il minimo di segmentazione è tre: il pre (il teaser), il durante (il lancio del prodotto) e il post (gestione dei postumi).
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