VIA
MARCO LUPPICHINI
Prof. Gorelli
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Sommario
Quadro conoscitivo........................................................................................................................... 4
DPSIR........................................................................................................................................... 4
Selezione di un Indicatore............................................................................................................. 4
Confrontare i Piani ....................................................................................................................... 5
Analisi SWOT................................................................................................................................... 6
Analisi Multicriteri:............................................................................................................................ 9
Analisi paesaggistica di un impianto eolico ................................................................................12
La gestione associata del territorio.................................................................................................13
LICHENI......................................................................................................................................... 16
HA RISPIEGATO LA MULTICRITERI.............................................................................................17
Analisi di Scenari:....................................................................................................................... 17
Problema della soggettività.........................................................................................................18
Individuazione di un impianto idroelettrico..................................................................................18
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Il problema ambientale è una costituzione sociale: attraverso la conoscenza di una determinata
situazione posso sapere se è un problema ambientale o meno. Le piogge acide so che sono un
problema ambientale perché ho grandi conoscenze in merito, mentre per il campo eolico so meno
e automaticamente non so se posso definirlo un problema o meno. Conosco il problema e poi lo
affronto. Quadro conoscitivo
Ho il mio sistema da analizzare e prima di tutto devo scegliere gli indicatori a seconda della
piramide di informazione. Quindi quando devo caratterizzare il mio ambiente devo definire i miei
indicatori oppure quali indici sono funzionali per il mio ambiente. Come decido se utilizzare gli
indici o gli indicatori? L’indice mi serve per sapere un quadro generale della situazione. Utilizzo più
indici per descrivere il mio ambiente per avere un quadro generale, mentre gli indicatori mi
descrivono in dettaglio determinati aspetti del mio ambiente. I Dati elaborati e dati veri possono
derivare da analisi dirette oppure da una documentazione, analisi documentale (esempio nella mia
stanza ho cavi in traccia e non vedendoli per sapere dove passano devo andare a prendere i
progetti).
Da un’analisi documentale devo trarne gli obbiettivi, cosa posso fare e cosa no.
Esempio obbiettivo: posso sviluppare contesto energetico?
Se si, ora vado a vedere dove la posso fare ovvero i vincoli che mi dice cosa non posso fare e
dove (vincolo nudo). Vincolo vestito cosa posso fare è più stringente quindi. I vincoli nudi sono più
facilmente aggirabili, caso di Pisa e pannelli fotovoltaici oppure di aggirare i SIC in caso in cui
basta una autorizzazione.
Una volta che ho definito i miei indici o i miei indicatori devo cercare una correlazione tra i vari
indicatori per trovare le relazioni delle mie risposte e completare il quadro conoscitivo. Esistono
vari modelli per fare ciò ad esempio DPSIR, per avere un quadro conoscitivo più completo.
DPSIR
Determinanti: ci metterò tutti quegli indicatori che permettono di individuare delle variazioni al
sistema stesso. Esempio: nella mia stanza i determinati sono: n° di individui ecc.…
Un sistema a una perturbazione risponde con un feedback che può essere positivo o negativo.
Pressioni: vado ad inserire qui tutti gli indicatori di pressione (es: consumo di ossigeno oppure
l’emissione di CO2)
Stato: vado ad inserire qui tutti gli indicatori di stato (es: concentrazione di CO2, differenza tra
l’emissione e la concentrazione dove la prima è una pressione mentre il secondo definisce lo stato
di un ambiente)
Impatto: rapporto causa/effetto, indicatore: numero di decessi
Risposte: si possono relazionare direttamente con gli impatti, stati, pressioni o determinanti. Per
cui qui inserirò tutti gli indicatori che mi definiscono una determinata risposta del mio sistema.
Al seguito delle risposte quindi susseguono delle misure di pianificazione, agendo ai vari livelli.
Selezione di un Indicatore
È importante che l’indicatore mi risponda alla pressione in maniera rappresentativa, e che quindi
sia rappresentativo del mio sistema. Un altro parametro importante è che sia economico. Capacità
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di essere replicato nel tempo e nello spazio. Il target dell’indicatore è fondamentale, deve esser
capibile dalla collettività.
• Rappresentativo
• Economico
• Replicato
• Target
Uso di un bioindicatore è molto più semplice da far capire alla collettività, in funzione del target
deve essere scelto l’indicatore. Il problema dei bioindicatori è che possono essere assoggettati da
altri inquinanti, determinanti, per cui mi danno una risposta sfalsata.
A questo punto ho i miei vari indicatori e indici che mi danno un quadro conoscitivo che mi serve
per “sbagliare meno”, avere meno errori.
Il mio grafico conoscitivo mi permette di capire quale è il mio sistema a T(0), il mio piano mi dice
quale sistema, obbiettivo devo avere al tempo T(X). Il mio sistema conoscitivo mi permette di
conoscere la strada più breve da intraprendere. In realtà non accade mai perché sbaglio e
raggiungo un obbiettivo più basso: perché parto da un quadro conoscitivo non eccellente che non
mi permette di conoscere tutte le variabili del mio sistema per cui avrò una oscillazione del sistema
che in teoria dovrebbe portarmi lo stesso al mio obbiettivo, ma non accade perché le perturbazioni
del sistema possono essere molteplici e possono essere tali da far variare il mio percorso e quindi
devo variare il mio obbiettivo. Per cercare di raggiungere il mio obbiettivo posso mettere dei punti
intermedi, dei traguardi per capire a che punto del mio percorso sono per cui il pianificatore deve
cambiare il piano, fare una variante al piano che può essere applicata all’obbiettivo oppure vario
l’azione per cui riesco a risalire e situazione che posso monitorare al traguardo successivo.
Un piano dovrebbe avere una vita di circa 5 anni
Si può compiere una variazione nel piano andando a modificare il percorso che mi ero prefissato,
per cui vado a fare ad esempio una VAS per valutare la variazione al piano, mentre poi farò una
VIA per valutare il progetto che ha comportato una variazione del piano.
Confrontare i Piani
Esempio in campo energetico avrò un piano energetico a livello regionale e uno a livello nazionale,
per cui devo già vedere se il piano energetico regionale è conforme al piano energetico nazionale,
e li confronto partendo dagli obbiettivi confrontandoli e vedendo se sono simili, poi dovrò vedere
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anche le azioni e le misure ecc… fino ad arrivare a dire se un piano è coerente con un altro piano.
Questo è abbastanza banale. Un confronto più approfondito può essere attraverso una analisi
SWOT che sicuramente essendo una analisi qualitativa mi permette di verificare meglio se i piani
sono coerenti. Potrei andare a fare una analisi costo/benefici: la quale non tiene conto
dell’esternalità che sono tutte quelle cose che nono hanno un prezzo avendo quindi delle carenze
grosse. Quindi si può utilizzare un’analisi multi criteri (AMC) che ci può permettere di valutare
l’azione o gli effetti di un piano andando a valutare vari aspetti sia di natura qualitativa che
quantitativi per cui è uno strumento molto potente che può essere applicato ovunque, lo
svantaggio è la soggettività. Quindi potrei partire da una SWOT contemplata poi da una AMC e al
seguito di questo amplificarla con uno strumento geografico come GIS fino a giungere ai “piani
della collettività” ritornando al problema ambientale come costituzione sociale.
Che cosa è il paesaggio?
Concetto identitario, morfologia di un determinato territorio.
Quali strumenti si utilizzano per studiare il paesaggio?
Utilizzerò degli indicatori (con determinate caratteristiche come detto in precedenza) che mi
andranno a caratterizzare il mio paesaggio sull’aspetto morfologico del territorio, uso del territorio,
ma ciò non basta e serve l’analisi di visibilità, senza questa non posso parlare di paesaggio. Lo
caratterizzo si con un utilizzo del suolo (p.e.) ma anche attraverso un’analisi di visibilità, ma serve
anche individuare l’identità di questi elementi.
Piani Territoriali e Piani settoriali:
i soggetti che possono emanare questi piani sono lo Stato, le Regioni, le Provincie e i Comuni.
Da un punto di vista verticale dovrò avere piani nei vari contesti, da un punto di vista orizzontale io
potrò avere dei piani che allo stesso livello trattano lo stesso argomento o incidono sullo stesso
aspetto. P.e. impianti fotovoltaici accettati dal piano energetico ma non dal PIT perché andavano
ad impattare sul paesaggio. Sussiste anche una gerarchia sui piani a livello orizzontale, p.e. se io
volessi fare una turbogas a San Piero a Grado dovrò andare a guardare la coerenza dei piani sul
progetto e dovrò andare a vedere il piano urbanistico (comunale territoriale) che mi dirà che potrò
effettuarlo poi però il piano del parco mi dice di no per cui devo seguire il piano di parco perché ha
un grado di gerarchia maggiore rispetto a quello urbanistico. Potrei andare a vedere anche il piano
energetico, piano strutturale, piano dei trasporti tutti i piani per vedere se il mio progetto è
conforme ai vari piani seguendo le varie gerarchie sia verticali che orizzontali. Questa operazione
viene fatta in genere in uno studio di impatto ambientale: dinanzi a tutto devo spiegare il progetto e
gli obbiettivi di esso, il secondo step è l’analisi delle alternative (compresa la alternativa zero), poi
devo vedere la coerenza con la pianificazione, dopo c’è lo stato dell’ambiente, poi dopo c’è
l’impatti, la significatività degli impatti e infine mitigazione e compensazione.
Analisi SWOT
È una procedura analitica che nasce negli anni 50 che è stata applicata all’inizio per lo sviluppo
aziendale, per cui è una applicazione di tipo aziendale, per cui è uno strumento che nasce da una
genesi economica. Negli anni 80 ad oggi è stata applicata anche per l’analisi territoriali. Si ritrova
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spesso nei piani territoriali perché uno strumento di facile applicazione che ci permette di
inquadrare in maniera ampia il territorio sulla quale andiamo ad applicarla. Può essere applicata
sul territorio o su una parte di esso oppure su un&rsquo