Estratto del documento

La società contemporanea si distingue dalla precedente società industriale per alcuni cambiamenti

che hanno modificato la fisionomia di diversi contesti sociali. Scienza e tecnologia diventano fattori

centrali di cambiamento, in grado di mutare in tempi rapidi sia i processi di produzione che le

abitudini di consumo. Il loro luogo di applicazione è sempre meno l’industria, intesa in termini

tradizionali come luogo dove si svolgono cambiamenti materiali, e sempre più, la mente, il pensiero

messo in rete nello spazio virtuale delle comunicazioni.

Allo sviluppo della società in rete contribuiscono in maniera preponderante le Information &

Communication Tecnhnology (ICT) sulle quali si costruisce un nuovo paradigma sociale

denominato “informazionalismo”. Alla sua base vi è l’idea secondo cui ciò che caratterizza la

società contemporanea rispetto al passato non è tanto la centralità della conoscenza, bensì

l’accrescimento della capacità di elaborazione, trattamento e distribuzione della stessa reso possibile

dalle tecnologie.

Il processo di cambiamento che ha investito la società nel suo complesso, può essere ricondotto a

tre macro tendenze principali:

La prima riguarda il processo di terziarizzazione dell’economia che ha modificato il sistema

1 culturale e produttivo delle organizzazioni: l’asse dei valori, prima quasi completamente

centrato sulla produzione, è sempre più focalizzato sulla creazione di beni intangibili e di

servizi;

Il secondo riguarda l’esternalizzazione o il subappalto di funzioni e attività, le nuove forme di

2 lavoro a distanza o di lavoro collaborativo in rete. Queste rendono più complesso localizzare e

valorizzare il capitale cognitivo e relazionale esistente. Si è assistito “a un declino delle

strutture gerarchiche e all’affermarsi di strutture reticolari e policentriche”.

Tutto ciò ha, inoltre, accresciuto l’importanza delle funzioni di servizio rispetto a quelle di

produzione. Ne è conseguita l’esigenza da un lato di valorizzare funzioni produttive

immateriali (ricerca e sviluppo, marketing, logistica, etc). Allo stato attuale è sempre più

fondamentale considerare strategiche le attività di gestione e valorizzazione del capitale

intellettuale, quale leva su cui puntare per ottenere un vantaggio competitivo rispetto alla

concorrenza.

La terza tendenza concerne lo sviluppo tecnologico. Le moderne tecnologie sono intervenute

3 direttamente sulla struttura operativa e funzionale delle organizzazioni contemporanee. Sul

piano produttivo, hanno reso possibile l’automazione di numerosi processi. Sul piano strategico,

l’innovazione tecnologica ha permesso di gestire in modo più tempestivo l’informazione e la

conoscenza “per passare rapidamente dall’idea alla produzione…”. Il valore delle

organizzazioni non risiede più soltanto nel capitale e nel lavoro ma anche, e in maniera

prevalente, nella conoscenza e nel sapere.

L’era attuale è caratterizzata dalla necessità per l’individuo di compiere costantemente delle scelte

in condizioni di elevata incertezza. Il rischio riguarda tutte quelle realtà istituzionali che in passato

avevano una funzione regolatrice della vita moderna, cioè: lavoro, famiglia, politica, etc…

Viene cosi delineandosi una nuova questione sociale relativa al problema dell’esclusione sociale.

Ciò avviene all’interno del modello tecnologico-organizzativo postfordista che ha spinto l’individuo

verso la soddisfazione dei bisogni privati.

Di fatto il lavoro continua a costituire uno dei fondamentali elementi che interessano l’individuo:

infatti, a tutt’oggi, le persone vengono individuate socialmente in primis in base alla loro attività

lavorativa e allo status sociale.

Secondo Coleman il capitale sociale è una serie di differenti entità che facilitano le azioni degli

individui; è produttivo, poiché rende possibile il raggiungimento di scopi che altrimenti non

potrebbero essere ottenuti.

La fiducia va pensata come un bene prodotto, conservato, sviluppato e consumato attraverso le

relazioni sociali.

Per Simmel “la fiducia è l’ipotesi di un comportamento futuro abbastanza sicura per potervi fondare

un agire pratico”.

Con la crescita della divisione del lavoro, i rapporti diventano sempre più estesi, si conosce poco

delle persone che ci sono intorno e la fiducia personale si rivela non più sufficiente. Si fa ricorso

dunque alla “solidarietà organica” di Durkheim: la fiducia non è più basata su rapporti diretti.

Nei contesti organizzativi la sociologia si occupa in particolare della cosiddetta fiducia inter-

organizzativa intesa come quel “fenomeno sociale che facilità il lavoro all’interno delle

organizzazioni e rende possibile la collaborazione tra diverse organizzazioni.

1.4 A dieci anni dalla strategia di Lisbona

Il valore della dichiarazione di Lisbona è quello di aver posto l’accento sui processi individuali e

sociali, promuovendo un’idea diversa del sapere e delle dinamiche di apprendimento: un qualcosa

di dinamico e complesso che si modifica costantemente, un processo che non inizia e finisce in un

tempo misurabile ma che ha, per sua natura, un carattere di continuità. Questo significa evidenziare

l’importanza del capitale intellettuale e sociale e attribuire al sistema formativo nuove e più

complesse responsabilità.

Ciascun individuo apprende nel corso della propria vita in maniera costante, non solo passando

attraverso percorsi formativi: l’apprendimento che il soggetto sviluppa quando è alle prese con

attività che hanno luogo nei contesti della vita quotidiana rimanda a un ambito di competenze

importanti ma per certi versi invisibile. La crescente diffusione delle situazioni di apprendimento

informale non alleggerisce il compito del sistema formativo, ma attribuisce a esse una responsabilità

nuova: pedagogicamente e psicologicamente è importante che i differenti spazi dove si verifica

l’apprendimento siano connessi in relazione a modalità, contenuti, significati e strumenti.

Il frame work a cui si fa riferimento prevede due dimensioni:

• Lifelong learning: (istruzione e formazione permanente) sottolinea la durata

dell’apprendimento;

• Lifewide learning: (istruzione e formazione che abbraccia tutti gli aspetti della vita)

completa il quadro e mette in risalto l’estensione orizzontale della formazione che può aver

luogo in tutti gli ambiti e in qualsiasi momento della vita.

Europa 2020 illustra le misure da adottare per rilanciare l’economia dell’Unione Europea. Non

dimentichiamo che tra il 2008 e il 2009 si è delineata una crisi. A questo proposito la Commissione

ha individuato tre priorità (Commissione Europea 2010):

• “crescita intelligente” per un’economia basata sulla conoscenza e innovazione;

• “crescita sostenibile” per un’economia a basse emissioni di carbonio;

• “crescita inclusiva” per un’economia con un alto tasso di occupazione

Gli indicatori adottati nella strategia di Lisbona 2010 sono stati successivamente ribaditi e ampliati

in Europa 2020. Forte è infatti l’attenzione posta al capitale intellettuale e sociale.

Innovazione: la spesa europea in R&D è inferiore al 2%, contro il 2,6% degli stati uniti e 3,4% del

Giappone

Formazione permanente: Meno di una persona su tre di età compresa tra 25 e 34 anni ha una

laurea, contro il 40% negli Stati uniti e oltre il 50% in Giappone

1.5.1 Uno sguardo all’Italia

In Italia il fenomeno dei cosiddetti Neet (Not in Education, Empoyment or Training), giovani non

inseriti in un percorso scolastico/formativo e neppure impegnati in un’attività lavorativa, è di molto

superiore rispetto alla media europea.

I dati mettono in evidenza come le policy attuate in materia di crescita e valorizzazione del capitale

umano non siano ancora sufficienti.

Nella società della conoscenza il sapere diventa dinamico e in costante evoluzione.

Si distingue il formare per conoscenze (approccio che porta a richiedere prestazioni semplici

basate sull’espressione di abilità nozionistiche) al formare per competenze (approccio in cui si

lavora su prestazioni complesse, basate sulla produzione di soluzioni a problemi tratti dal mondo

reale.

È fondamentale promuovere un cambiamento dei metodi di insegnamento e valutazione

proponendo una didattica che permette di lavorare u casi concreti e di ragionare a un livello alto

mettendo in moto processi di problem solving e problem posing; di condividere le proprie idee e

soluzioni con il gruppo di apprendimento.

Il memorandum europeo sull’istruzione e la formazione permanente distingue tre diverse categorie

di apprendimento finalizzato:

• Formale: consiste in un processo che si sviluppa all’interno di un contesto educativo

organizzato e strutturato (un diploma). Esso presuppone l’esistenza da un lato di una

struttura deputata all’insegnamento, dall’altro di un’utenza che deve imparare;

• Non formale: si concretizza al di fuori delle strutture tradizionalmente deputate

all’istruzione e alla formazione e talvolta può portare a un riconoscimento o a una

certificazione ufficiale. Questo tipo di apprendimento viene fruito attraverso la

partecipazione ad attività promosse da strutture o gruppi della società civile, avviene

intenzionalmente sulla base di una scelta dei soggetti e i riferisce ad attività specifiche svolte

negli ambiti più diversi;

• Informale: è rappresentato da ciò che l’individuo apprende in modo naturale nella vita

quotidiana e in tutti i contesti di relazione. Contrariamente all’apprendimento formale e non

formale, nella maggior parte dei casi esso non è intenzionale, avviene in maniera non

programmata e spesso non cosciente;

In questo panorama odierno la tecnologia rappresenta una risorsa strategica. I nuovi media e

internet, dal punto di vita dei processi di apprendimento, possono essere considerate vere e proprie

tecnologie cognitive, ovvero dispositivi di auto-alfabetizzazzanti in grado di coinvolgere i processi

interni della mente.

Non si dimentichi che la società della conoscenza ha una connessione molto forte con la Network

Society: essa rappresenta il terreno su cui la società della conoscenza si sta sviluppando. I percorsi

formativi non possono più essere gestiti solo con i metodi e gli strumenti tradizionali, ma diventa

necessario il supporto delle tecnologie ICT.

Inoltre i cambiamenti tecnologici in corso, evidenziano l’importante funzione di mediazione delle

tecnologie ma anche il ruolo attivo che assume l’utente nel partecipare al dibattito pubblico. La rete

si afferma cioè come un vero e proprio ambiente di apprendimento all’interno del quale si

verificano attività ed esperienze che sottendono dinamiche di apprendimento, non solo di tipo

formale (e-learning) ma anche e soprattutto di tipo informale.

La forte esposizione informativa a cui siamo sottoposti cambia significativamente il nostro modo di

conoscere, secondo modalità inimmaginabili dai teorici dell’apprendimento.

Il futuro della formazione si giocherà quindi sull’innovazione della progettazione didattica e sulla

necessaria integrazione tra la dimensione formale e informale dell’apprendimento.

L’era attuale è caratterizzata dalla diversificazione, da aziende estremamente duttili che rispondono

alla mutevolezza e alla globalizzazione dei mercati attraverso una produzione snella.

Con il passaggio alla società postindustriale, il tempo, o meglio, il tempo di vita e il tempo di

lavoro, separati dall’industrialismo, subiscono una profonda metamorfosi: vengono destrutturati, de

sincronizzati, confusi. I processi che hanno inciso sul generarsi di questo quadro globale sono molti,

ad esempio:

• Il predominio del lavoro intellettuale su quello manuale ha “liberato” i lavoratori dalla

schiavitù cronometrica della catena di montaggio;

• L’impiegato, il cui strumento principale è la propria testa, grazie anche all’introduzione delle

tecnologie elettroniche, può portare ovunque il proprio lavoro, a casa e all’interno del tempo

libero che ha a disposizione.

Nel mercato globale la competizione è sempre più giocata nella dimensione temporale.

Le esigenze organizzative della produzione condizionano la configurazione del tempo di lavoro e , a

cascata, dei tempi sociali: gli orari di lavoro richiesti da un sistema di produzione flessibile tendono

a colonizzare tempi prima destinati al riposo (ore notturne o i giorni di festa) e sono sempre più

differenziati, anche all’interno di una stessa impresa e si adattano a esigenze di competitività sul

mercato.

Un altro fattore di cambiamento che rafforza la centralità del tempo nella società postindustriale è la

crescente rilevanza dei servizi, come settore di impiego e come modalit&agra

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dariozzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi socio-economici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fontana Renato.
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