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Capitolo 11.1

Storia come senso della nostra civiltà mediterranea

Da sempre tutti i popoli che vi abitano hanno tradizioni storiche. La storia suscita curiosità perché l'uomo è sempre attratto dalle attività umane soprattutto se lontane nel tempo e nello spazio. La storia deve essere una classificazione razionale e progressiva, abbandonando la finzione e il mito di cui è stata impregnata per molto tempo.

Origini del termine storia

Il termine storia ha origini antichissime e si riferisce alla direzione dell'indagine riguardo gli uomini e le società. Agli inizi della storiografia gli annalisti univano tutti i fatti successi in quel periodo a prescindere dal soggetto. Oggi solo i fatti riguardanti gli uomini al di là del paesaggio, delle tecnologie, sono l'oggetto dello studio della storia. La storia è la scienza degli uomini nel tempo, il quale è continuità e mutamento. Una delle azioni più sbagliate è dare giudizi nei riguardi della storia.

Contesto storico e satira

Un fenomeno non può essere estrapolato dal suo contesto per essere studiato. Lo storico non può osservare i fatti in prima persona ma qualcuno l'ha fatto per lui: la storia è l'insieme di osservazioni compiute da altri e questa conoscenza è in continua trasformazione.

La satira medievale

La satira si rifà spesso all'ambientazione medievale per eludere la censura e raccontare i disagi del mondo contemporaneo. Nei fumetti si ricorda il mago Wiz, mentre per la televisione la serie animata in bianco e nero Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. Nella musica italiana va ricordata Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers di De André e Villaggio. Viene raccontato con un tono aulico il ritorno del re (inesattezza storica perché Carlo Martello non fu mai re) dalla crociata contro i Mori. Egli si vanta delle sue imprese per sedurre una popolana e con la stessa abilità si rifiuta di pagarle la prestazione. Questa canzone si rifà al genere diffuso al tempo dei trovatori con il tema della “pastorella”, incontri amorosi tra cavalieri e popolane in luoghi bucolici.

Capitolo 2

L'umanesimo e la rivalutazione dell'età classica

Con l'umanesimo si sono recuperati i valori e canoni dell'età classica. I letterati e gli artisti hanno chiamato Medioevo quel periodo di tempo tra l'età classica e l'umanesimo, caratterizzandolo come periodo rozzo e oscuro. Non tutti gli storici, già nel 300/400, erano concordi: molti dividevano la storia nel prima caduta impero romano e nel dopo caduta impero (storia moderna) valorizzando le istituzioni nate nel periodo. Machiavelli delineò questa divisione in un libro sulla storia d'Italia. Ulteriore equivocità nasce dal termine Rinascimento: Vasari usa questo termine esclusivamente nelle arti come rinascita dell'arte stessa. Medioevo quindi assume il significato di contrasto nell'arte rinascimentale.

Umanisti tedeschi e la storia

Gli umanisti tedeschi non vengono travolti dalla passione per l'età classica come quelli italiani perché vedono nell'età barbarica la nascita delle loro istituzioni e del sentimento di nazione. Con Lutero iniziano una serie di rivendicazioni dell'importanza dell'impero tedesco nel mondo cristiano e di come la decadenza della chiesa abbia ridotto l'impero a uno stato di frammentazione e marginalità politica. Nell'opera di Vlacic si cercò di illustrare la storia della chiesa dalle origini alla decadenza, quando il papato si era trasformato nell'anticristo. Il libro era diviso nei vari secoli ed assunse subito un ruolo centrale. Il periodo rilevato come decadenza della chiesa coincideva con quello esaltato dagli umanisti nelle arti.

Il Seicento e la definizione del Medioevo

Il Seicento definisce il Medioevo come periodo storico definito. I monarchi assoluti europei favoriscono l'erudizione per esaltare i valori tradizionali. Nel 1627 Voss in un testo sugli scrittori della storia dedica una sezione a sé al Medioevo. Successivamente venne pubblicato un dizionario per il tardo-latino con termini desunti dai testi medievali. Per rispondere alle polemiche protestanti nacquero raccolte sulla vita dei santi dai testi originali della Biblioteca Vaticana. Inizia una raccolta sistematica dei documenti medievali.

Nuova periodizzazione storica

Il 1600 porta la consapevolezza che l'età moderna è diversa da ogni altra epoca storica. Horn fornisce una nuova periodizzazione: storia antica e storia recente, questa divisa in età media ed età recente sulla base di scoperte tecnologiche, organizzazione degli stati. Successivamente Horn definì il Medioevo come il periodo tra la caduta dell'impero romano e la conquista turca di Costantinopoli. Keller scrisse il primo manuale scolastico di storia medievale. Nel 1700 Muratori fonda la ricerca italiana sul Medioevo, dotando il Paese di una raccolta di fonti storiche perché credeva nella funzione civile dell'erudizione. Raccolse testimonianze su tutti gli aspetti della società medievale.

Filosofi francesi e il Medioevo

Nel 1700 i filosofi di politica francesi si rifanno al Medioevo come radice delle loro pessime istituzioni. Nell'Essai di Voltaire il Medioevo viene accusato di aver fatto cessare l'età classica avviando una serie di istituzioni le cui rigide regole sopravvivevano ancora. In particolare accusava la chiesa cattolica di proseguire nella politica di soggiogare i fedeli. Lo scopo dell'Essai era colpire le istituzioni contemporanee a Voltaire senza interessarsi ai governi e alla società medievale. Aumenta l'immagine negativa del Medioevo. Robertson mostrò come il Medioevo superando le difficoltà gettò le basi per le istituzioni moderne. Gibbon spostò il fulcro dall'Occidente all'Oriente in un'analisi del decadimento dell'impero romano e spostando l'attenzione agli eventi dell'impero orientale.

Interesse europeo per l'Oriente

L'opera di Gibbon fa entrare l'Oriente nell'interesse europeo e questo viene distorto. Esempio è la concezione di harem: luogo paradisiaco dove un uomo può ottenere ogni servizio dalle donne in orgie. Nella realtà gli harem sono edifici di cemento come prigioni, luoghi tragici, dove gli uomini si aspettano resistenza feroce dalle loro schiave.

Capitolo 3

Rivalutazione del Medioevo in Germania

Fine 1700 in Germania viene rivalutato il Medioevo nella speranza di trovare le radici di un'entità statale surrogata che potesse inserirsi nella critica situazione. L'opera di Möser cerca ogni minima traccia di cultura tedesca dell'impero romano al Medioevo. Contrappone all'idea illuminista che ogni popolo è diverso solo per le istituzioni che lo governano, il concetto che ogni popolo possiede una propria anima che si esprime negli usi e costumi. Le implicazioni nazionalistiche per inserire la Germania nelle grandi civiltà europee vengono ricercate nel Medioevo. Per Schiller il Medioevo è stato, seppur in modo travagliato, un periodo in cui la libertà era fondamento della società e della civiltà. Le opere di Schiller trovano fortuna nel melodramma ottocentesco per i sentimenti di nazionalismo che portano. Questo contribuisce a cambiare la concezione del Medioevo tra le persone.

Libertà politica medievale

De Sismondi vede nella libertà politica medievale la ragione della grande espansione sociale, politica ed economica. Contro l'oppressione statale e della chiesa che deprime ogni iniziativa di crescita. Thierry predilige interpretazioni romantiche come i conflitti tra razze obbligate a convivere.

Storia del diritto e Medioevo

Indagine sulla storia del diritto iniziano con von Savigny che sostenne che il diritto romano era così integrato nel costume dei popoli che si intersecò con le nuove tradizioni a seguito delle invasioni barbariche. Nasce la società tedesca per documentazione storica che pubblicava sistematicamente le fonte medievali. Ranke fissò il principio per cui le fonte contemporanee al fatto storico sono le più attendibili e vanno preferite quelle di istituzioni ufficiali, in una gerarchia di fonti. Con lui nasce il concetto che il cristianesimo medievale aveva creato la cultura di europea. Anche in Francia si diffuse l'idea di un cristianesimo come pacificatore, dopo la Restaurazione.

Medioevo e cultura moderna

Il Medioevo getta le basi per la cultura moderna, grazie alla fusione delle civiltà romanze e germaniche, con l'influenza della Chiesa. Guizot propone di istituire un ispettore generale dei beni francesi che risalgono al Medioevo. Successivamente si diffonde l'idea che lo storico debba guardare al passato attraverso tutti gli aspetti dell'epoca. Ruolo centrale della Chiesa.

Manzoni e l'interesse per il Medioevo

Manzoni porta nell'800 l'interesse per il Medioevo con il Conte di Carmagnola e l'Adelchi. Entrambe ambientate in momenti drammatici della storia, riportano dei temi ricorrenti nella storia. Sul tema della dominazione, Manzoni raccoglie il consenso di altri studiosi. Troya scrive un saggio sui caratteri barbarici e il loro regno, di come i romani furono costretti ad adeguarsi per non perdere il loro ruolo sociale. Il tema dalla dominazione piace ai Romantici che cercano di riportare in vita i valori della civiltà romana. Questi sono passati con il cristianesimo e poi con il papato. Ruolo essenziale l'età dei Comuni ma anche disprezzo per le debolezze che hanno aperto la strada alla dominazione. Balbo scrisse la storia generale d'Italia e fissò nell'età dei Comuni il punto più alto di autogoverno, fallito con l'incapacità di controllare il potere dei signori e dell'impero tedesco. I rari episodi di difesa furono promosso dal papato: nascita della corrente neoguelfa. Il fallimento dei moti 1848 fa cambiare corso alle ricerche di parametri dell'indipendenza nazionale.

Nuova cultura e Medioevo

Cattaneo promuove una cultura nuova basata sul liberalismo inglese e l'illuminismo. Analizza la connessione tra istituzioni e strutture insediative ed economiche. L'unione federale era la migliore espressione delle riforme necessarie. Dall'età preromana esistevano queste realtà federali e nel Medioevo si consolidarono e rinnovarono. Furono soffocate dagli spagnoli e riportate in auge dall'illuminismo lombardo con l'appoggio del governo austriaco.

Interesse per fonti oggettive

Metà '800 interesse per acquisire in modo oggettivo le fonti. In Germania si diffonde lo studio delle istituzioni tedesche e dell'attività economica. Dell'economia si riconoscono tre stadi: economia naturale, monetaria e creditizia. Nelle strutture sociali, di produzione e consumo si individuano 4 economie: domestica, di villaggio, cittadina e di popolo. Questa divisione fu ripresa da Marx con gli stadi della produttività: asiatico, schiavistico, feudale e borghese. Il superamento dei sistemi produttivi era nella lotta di classe. Con la Kulturgeschichte si analizzano le diverse manifestazioni di un popolo. Con orientamento positivistico si divise la cultura tedesca in epoca animistica, simbolica, tipologica, individualista e soggettivistica. Sviluppo dell'oggettività della storia. Anche in Italia si diffonde lo studio delle istituzioni giuridiche. Nuova interpretazioni delle lotte medievali in chiave socialista. Nel 1923 si abbandona il socialismo per una visione più imparziale del Medioevo.

Invasioni e proprietà fondiaria

Le invasioni non avevano mutato la proprietà fondiaria, quindi la base della società. Le istituzioni erano cambiate in base alle esigenze. Legame tra sociologia e storia per identificare i comportamenti dei vari popoli. Rapporto uomo-ambiente. I mercanti erano una realtà rivoluzionaria. L'invasione islamica del Mediterraneo separa l'età classica e quella medievale, isolando l'occidente. I mutamenti economici sono iniziativa di gruppo o individui, mossi da ideali.

Distinzione tra scienze della natura e dello spirito

Fine '800 distinzione scienze della natura e scienze dello spirito. No positivismo, costanti nella storia ma studio dei contesti morali, politici e religiosi. L'irrazionalismo porta la visione del Medioevo come civiltà al crepuscolo. Mentre i nazisti tentano di impadronirsi della figura degli imperatori come uomini del fato, pronti all'azione e al dominio. Rilettura dei testi sacri come critica alla burocratizzazione della Chiesa. Medioevo come epoca volta all'unità sotto la guida dell'impero e del papato. Inadeguato leggere le istituzioni medievali con parametri moderni.

Sacralità dei sovrani medievali

La sacralità verso i sovrani medievali era l'espressione di un atteggiamento psicologico. Nel secondo dopoguerra fastidio verso la storia politica. Decostruttivismo: impossibile ricostruire il...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LaTita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vaglienti Francesca Irma.
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