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Storia di diritto romano - Appunti

Appunti del corso di Istituzioni di diritto romano del prof. Massimo Brutti, basati sul libro Storia di Roma tra diritto e potere di Capogrossi.Consigliato per gli studenti di Giurisprudenza, delinea in maniera accurata le istituzioni giuridiche della Roma antica.

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  • 22-10-2012
di 174 pagine totali
 
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Storia di diritto romano - Appunti
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STORIA DI ROMA TRA DIRITTO E POTERE CAPITOLO PRIMO LA GENESI DELLA NUOVA COMUNITA’ POLITICA 1 Le condizioni materiali nel Lazio arcaico Agli inizi dell’ultimo millennio a.C. il paesaggio fisico in cui si situavano gli insediamenti umani che avrebbero dato origine a Roma e alle altre città del Latium vetus non doveva essere molto diverso da quello odierno, solo più scosceso e segnato da maggiori e improvvisi dislivelli. Soprattutto la presenza di aree boschive e di vasti acquitrini, negli avvallamenti, contribuiva all’isolamento delle comunità umane ivi stanziate. Il territorio era limitato a Nord dal Tevere , a Ovest dal mare, a Est dai primi altipiani che segnano il confine fra i Latini e le popolazioni sabelliche e a Sud , infine , dagli ultimi contrafforti dei colli Albani che si sporgono sulla grande pianura che si apre verso Cisterna, Circeo e Terracina. Nella primitiva economia delle popolazioni laziali un ruolo importante era rappresentato dallallevamento, dove, accanto alla pecora, ebbe per molto tempo fondamentale importanza il maiale. Era però già praticata anche una forma primitiva di agricoltura , legata anzitutto alla coltivazione di farro. Abbastanza antico appare anche lo sfruttamento di certi alberi da frutto , come il fico e , l’ulivo mentre la vite avrebbe assunto maggiore rilevanza in età successiva. Sin dagli inizi dell’ultimo millennio a. C venero sviluppandosi , con l’incremento dei livelli economici delle popolazioni laziali, forme di circolazione di uomini e cose. Le principali rotte commerciali , attraversando verticalmente la pianura laziale, univano l’Etruria alla Campania : due aree di più precoce sviluppo economico. Uno dei pochi punti di passaggio, dove era facile il guado del Tevere , è costituito dallarea su cui sorgerà Roma. Non meno importanti erano anche le vie di comunicazione del mare verso l’interno : allora , infatti, il Tirreno era già coperto da una fitta rete di traffici marittimi che contribuivano all’intenso flusso di beni tra la zona costiera degli scambi e l’entroterra , attraversando la pianura controllata dai colli Albani da un lato, dal Palatino e dal Campidoglio Quirinale dall’altro. Il nome della Via Salaria , a Roma , ricorda appunto uno di questi percorsi commerciali, relativo a un bene di fondamentale importanza nell’alimentazione umana : il sale. Quest’area , sin dagli inizi dell’ultimo millennio a.C. , era caratterizzata dalla presenza di numerosi villaggi vicini gli uni agli altri e costituiti da poche capanne. La loro aggregazione interna, e conseguentemente la reciproca differenziazione, si fondava sulla presenza di forme familiari o pseudo parentali, legate alla memoria di una più o meno leggendaria discendenza comune. Queste numerose comunità non sempre e non tutte erano destinate a evolvere verso forme cittadine, talora piuttosto ristagnando o regredendo in frammenti sparsi nella campagna. Contro ogni accelerazione della loro crescita materiale giocava la persistente difficoltà di assicurarsi lo sfruttamento di zone adeguate di territorio. Ciò infatti non implicava solo la capacità di difesaEspandi » contro l’esterno, ma soprattutto presupponeva un adeguato controllo dell’uomo sulla natura, né facile né rapido. Cosicché non possono meravigliare le piccole dimensioni dei numerosi centri che, ancora tra IX e VIII secolo a.C. , appaiono disseminati nell’area laziale. L’elevata quantità degli insediamenti in un’area territoriale relativamente circoscritta non solo è confermata dalle continue e importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni , ma anche dalla memoria storica che ne avevano gli antichi. Sembra echeggiare questa situazione un suggestivo testo di Plinio in cui si afferma che , in un tempo remoto , in Latio vi furono, accanto a piccole cittadine ( clara appida ), dei populi, uniti da un vincolo religioso costituito dal culto di Iupiter Latiaris che si svolgeva in monte Albano , l’odierno Monte Cavo , nel cuore dei Castelli romani. Questi populi, designati unitariamente come Albanes , sono menzionati in numero di trenta e richiamati al plurale. Sia questi che gli appidia 1
sarebbero stati tutti destinati < a dissolversi in età storica senza lasciar traccia > . Questo dei trigenta populi , come vari altri culti ricordati sempre per questi territori , dal bosco sacro presso Nemi al caput aquae Ferentinae, attestano la presenza sin dalla più remota antichità di un tessuto unitario atto ad agevolare quei processi di fusione e saldatura che avrebbero portato alla formazione di unità più ampie e consolidate. 2 Villaggi , distretti rurali e leghe religiose Nelle tombe d’epoca arcaica, scavate nelle varie località laziali, vediamo la presenza di antiche forme culturali , attestate dal trattamento del cadavere, dalle suppellettili che lo attorniano, legate alla vita quotidiana : recipienti con cibo, ornamenti , le armi per gli uomini , e gli strumenti di tessitura per le donne. Ciò fa pensare che fosse già diffusa la credenza in una vita ultraterrena. Un altro aspetto importante è costituito dalla grande omogeneità di questi ritrovamenti , a testimoniare una notevole uniformità di condizioni economiche. I vincoli parentali o pseudo parentali fattore di coagulo di queste varie comunità , non dovevano necessariamente coincidere con singole unità familiari, mentre invece erano rafforzati dal culto degli antenati e dalla presenza di più o meno circoscritte unità sepolcrali . Le elementari funzioni di guida del gruppo dovevano poi associarsi all’età e al ruolo militare. Accanto agli anziani, ai patres, detentori della saggezza e della capacità di ben guidare la comunità , è verosimile che, nei momenti di pericolo e di crisi , i poteri di decisione e di comando venissero deferiti ad alcuni guerrieri di particolare valore e capacità. Dobbiamo immaginare un ruolo permanente dell’assemblea degli uomini in arme, che restava, insieme al parere degli anziani , dei patres del gruppo , competente per le decisioni relative alla vita della comunità . E’ probabile che questi stessi patres, o alcuni di essi, assolvessero anche a particolari funzioni religiose, non solo all’interno della singola famiglia, ma anche in un ambito più ampio , essendosi già affermata , in questo campo, una competenza particolare di singoli individui, assunti quindi a una posizioni di prestigio all’interno della comunità. La grande quantità di questi piccoli villaggi, situati in un’area relativamente circoscritta, sovente a poche centinaia di metri gli uni dagli altri, contribuiva ad accentuare un ininterrotto e fitto sistema di relazioni tra di essi. Era un mondo magmatico caratterizzato da una < cultura > comune , consistente anzitutto nella comunanza della lingua latina e nella partecipazione a « Comprimi
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