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Storia della musica per la didattica: Ludwig van Beethoven e il Quartetto op. 74

Indice

  • Presentazione
  • I Capitolo: Ludwig van Beethoven: figura e posizione nella storia della musica
  • II Capitolo: Nascita del genere cameristico e dei quartetti
  • III Capitolo: Il Quartetto op. 74 in mi bemolle (1809)
  • Bibliografia

Presentazione

Beethoven si colloca in senso centrale nella storia della musica, sia sul piano formale, sia su piano spirituale. Egli è sicuramente colui che storicamente ha esercitato il maggior impatto sulla cultura musicale in ogni suo aspetto, anche se non è a lui che si deve la fondazione di quella forma sonata che caratterizzò la scuola viennese in quel periodo. Beethoven la utilizzerà ed è per questo che egli diventerà se stesso. Infatti, questa forma musicale, pur riuscendo a sopravvivere per tutto l’Ottocento, viene condotta da Beethoven ai limiti estremi del suo sviluppo.

Un elemento importante che caratterizza Beethoven è un grande impulso all’espressione soggettiva; egli canta soprattutto l’Io, e anche quanto cantava in nome di tutta l’umanità, come nel finale della IX sinfonia, in realtà, pur proiettandosi sul piano dell’umanità intera, egli continua sempre a cantare se stesso.

Beethoven vive in un’era trasformata dalla Rivoluzione Francese, in un nuovo mondo musicale che con audacia apre la strada al romanticismo. All’equilibrio della forma sonata classica infonde nuova vitalità un impeto interiore che apre alla musica orizzonti inesplorati e la rinnova completamente in senso armonico e timbrico, ritmico e melodico.

La sua musica prende forma dai conflitti interiori dell’artista, ne mette a nudo le passioni e i dolori, ne interpreta gli ideali. Influenzarà tutti i compositori suoi contemporanei e quelli futuri che riconobbero in lui una figura fondamentale della storia musicale.

Ludwig van Beethoven: figura e posizione nella storia della musica

Ludwig van Beethoven (1770-1792) nacque in una famiglia di musicisti di origine belga. Il nonno Ludwig, nato a Malines in Belgio nel 1712, fu musicista di corte poi maestro di cappella del principe-vescovo nel 1773, lasciando un solo figlio, Johann (1740-1792). Costui aveva ricevuto all’età di 16 anni il titolo di musicista di corte, sposò nel 1767 una giovane vedova di 21 anni, da cui ebbe sette figli, quattro dei quali morirono in tenera età.

Johann, padre alcolizzato irrecuperabile, spinge Ludwig alla tastiera dall’età di quattro anni, e desideroso di lanciarlo come enfant prodige, lo presenta al pubblico a Colonia, nel 1778, denunciandone sei anni di età. Nel 1781, gli fa intraprendere una serie di concerti in Olanda, ma essendosi reso conto nel frattempo che gli era impossibile perfezionare da solo l’educazione musicale di suo figlio, lo affida a diversi professori: dal tenore Tobias Pfeiffer, al violinista Franz Rovantini, dall’organista Egidius Van den Eeden, al francese Wilibald Koch.

Nel 1782, Christian Gottlob Neefe, autore di musica apprezzata, uomo fine e colto, gli fa conoscere il clavicembalo ben temperato di J.S. Bach e le sonate di Carl Philipp Emanuel Bach; inoltre, essendo direttore d’orchestra al teatro di corte, prende il giovane Beethoven come suo collaboratore organista di corte. L’educazione musicale del giovane Ludwig segue un corso normale, la sua cultura generale, invece, lascia molto a desiderare.

All’età di 10 anni, lascia la scuola elementare; è un autodidatta che si sforzerà di guadagnarsi la vita attraverso le conoscenze che gli sono indispensabili. Leggerà gli autori antichi e i poeti tedeschi contemporanei; le famiglie borghesi che lo accoglieranno perfezioneranno la sua educazione personale. Beethoven incontra nel 1782 un giovane studente in medicina, F.G. Wegeler, la cui affettuosa amicizia lo accompagnerà per tutta la vita. In questo periodo Ludwig consolida notevoli amicizie tra cui: quella di Franz Ries, del conte F. Waldstein, quella di Anton Schindler.

Mentre si completa la sua formazione di uomo, Beethoven compone le prime opere del suo genio nascente, il primo movimento del concerto per piano e due Cantate funebre. Nel 1792 Haydn rientrava dall’Inghilterra e il vecchio maestro gli presenta una delle sue cantate e lo invita a proseguire senz’altro gli studi. Quattro mesi dopo, grazie a Waldstein, Beethoven può studiare con Haydn e perciò, il 2 novembre, alla vigilia dell’occupazione francese, lascia Bonn per raggiungere Vienna.

Nel momento in cui il giovane musicista si apprestava a lasciare la sua città natale per andare a Vienna, capitale dell’impero anche da un punto di vista musicale, venne fatta girare tra le amicizie del giovane Beethoven un album dove ognuno era pregato di scrivere una frase d’addio. La maggior parte degli amici si limitò a qualche benevole espressione. Il conte Waldstein scrisse invece qualcosa di molto importante: “Ella parte per Vienna per soddisfare un desiderio lungamente coltivato. Il genio della Musica è ancora in lutto e piange la morte del suo pupillo, Mozart. Accanto al fecondissimo Haydn ha trovato rifugio ma non occupazione degna. È venuto il tempo che s’incarni di nuovo in uno spirito superiore. Sia dunque lei a ricevere, in virtù delle sue opere, dalle mani di Haydn lo spirito di Mozart”.

Si tenga conto che Beethoven aveva appena 22 anni e non aveva scritto nulla che poteva dare la misura del suo genio. Da parte del conte si trattò di una pura intuizione. Alcune settimane dopo l’arrivo nella capitale dell’Europa centrale, Beethoven viene a conoscenza della morte del padre, avvenuta il 18 dicembre, riesce a conservare, grazie ad alcune conoscenze molto importanti, la magra parte di pensione che gli servirà per far fronte provvisoriamente alle difficoltà finanziarie. Il giovane Ludwig approfitterà poco delle lezioni del vecchio Maestro Haydn.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

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