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Storia della Civiltà greca

Il termine Storia deriva dal greco (historia: ricerca, ricerca di fatti passati).

La storia greca comincia in tempi molto antichi

PERIODIZZAZIONE

È la scansione della storia in periodi. E’ un aiuto per delineare modelli e trovare caratteristiche

E’ una scansione temporale indicativa.

comuni.

-tra il VI e il IV millennio a.c. Neolitico greco

- tra il 3500 e il 2000 a.c. Civiltà Cicladica (da Cicladi, dove si sviluppa)

-tra il 2000 e il 1700 a.c. Età Minoica (i primi palazzi)

-tra il 1700 e il 1450 a.c. Età Minoica (i secondi palazzi)

-tra il 1450 e il 1200 a.c. Età Micenea

-tra il XI e il IX secolo a.c Età oscura

-tra il VIII e il VI secolo a.c Età arcaica

-tra il V e il IV secolo a.c Età classica

-tra il III e il I secolo a.c. Età ellenistica

Neolitico

Preistoria, ancora nessuna testimonianza scritta. Le notizie ci giungono solo sotto l’aspetto

archeologico.

Dal VI millennio ci sono i primi esempi di ceramica, grezza e poco decorata. Si sono trovati i primi

insediamenti abitativi e verso la fine anche segni di fortificazioni.

Civiltà Cicladica

Nelle cicladi, isole al centro dell’Egeo. Si sviluppa una civiltà fiorente, mentre il continente è

ancora fortemente arretrato. Probabilmente perché la posizione delle cicladi permette più facili

scambi commerciali con l’Oriente.

Civiltà minoica

Questa civiltà si sviluppa a Creta e prende il nome dal re del re mitologico Minosse.

Proprio in questo periodo e in questo luogo sorgono i primi palazzi, attorno ai quali si sviluppano

gli agglomerati urbani.

Cosi ha inizio il periodo detto “protopalaziale” che durerà fino al 1700, data in cui si attesta la

distruzione dei palazzi. detto “palaziale” dove i palazzi vengono

La civiltà minoica conosce il suo apogeo nel periodo

ricostruiti, vengono notevolmente ampliati ed edificati in ogni parte della regione. In questa fase si

riscontra l’omogeneità culturale che si riscontra tra i vari centri palaziali.

I palazzi oltre a costituire la residenza del sovrano, fungono come sede del poter politico,

economico e sacrale.

Si aggiunge poi l’uso della scrittura a fini amministrativi e di contabilità, si riscontrano due sistemi

“geroglifica” ed una detta

grafici diversi: una scrittura sillabica costituita da ideogrammi detta

“lineare A”. Non ancora codificate.

La civiltà greca non viene considerata storia greca per le discrepanze e le differenze che ci sono tra

le due.

Notevole è la produzione artigianale di raffinati oggetti di ceramica, sigilli in pietra e avorio che

indicano l’esistenza di un artigianato specializzato. A differenza dell’attenzione all’aspetto militare

che risulta assai scarso. (i palazzi non sono fortificati, le tombe non presentano corredi in armi).

è la sua ampia diffusione nell’Egeo. Materiale di produzione

A caratterizzare la civiltà minoica

cretese è stato trovato nelle Cicladi, nelle isole del Dodecaneso, sulla costa anatolica. Non bisogna

escludere l’ipotesi che esistessero insediamenti stanziali minoici in queste zone.

Talassocrazia (talas= mare cratos= potere) predominio del mare. Talassocrazia del bisogno: per

scambi commerciali

Verso la metà del XV secolo si vede però il declino di questa civiltà, dove tutti i palazzi dell’isola,

tranne quello di Cnosso, vengono violentemente distrutti e non più ricostruiti.

Probabilmente la causa è da ricercare nella conquista dell’isola da parte di invasori proveniente dal

continente: i Micenei.

Civiltà micenea

Intorno al 2000 a.c. si insediano in Grecia gruppi indoeuropei che si possono considerare gli

antenati dei Greci del primo millennio.

Intorno alla metà del XV secolo, gruppi provenienti dalla Grecia continentale impongono infatti il

loro dominio sull’isola di Creta, e il palazzo di Cnosso, unico sopravvissuto alle distruzioni

palaziali, diventa sede di un potentato miceneo.

Sono state ritrovare migliaia di tavolette in argilla nei vari siti palaziali, redatte nel corso del XIII

secolo, poco prima che i palazzi fossero distrutti dagli incendi (la cottura ha permesso la

conservazione delle tavolette), che attestano una scrittura sillabica, derivata dalla lineare A, definita

“Lineare B”; è una forma arcaica di greco in gran parte decifrata grazie a Vetris e Chadwick, negli

anni 50.

Sono tavolette riguardanti registrazioni contabili, economiche e commerciali.

Se ne deduce, in più, la struttura politico-sociale di questi regni, che appare complessa e stratificata.

Al vertice c’è da un’aristocrazia di

il WANAX, un sovrano non assoluto, affiancato appunto

dignitari tra i quali si distingue il LAWAGETAS, (colui che conduce il popolo in armi) ossia il

comandante dell’esercito, sotto poi i notai, i funzionari (artigiani, operai, burocratici), e infine gli

schiavi.

I micenei, a partire soprattutto dalla fine del XV secolo iniziano a muoversi con le navi per

procurarsi metalli ed altre materie prime di cui la Grecia continentale era scarsa.

Impose cosi la sua talassocrazia nel mediterraneo orientale. La frequentazione micenea però non

la colonizzazione. Sono interessate soprattutto l’aria siro-palestinese,

prevede Cipro, Rodi, la costa

centro meridionale dell’Asia Minore.

Si conseguono cosi i rapporti con l’impero Ittita, che nei testi ittiti del XIV e XIII citano il regno

degli “Ahhiyawa” (achei: cosi anche chiamati nei poemi omerici), un popolo bellicoso, fanno

riferimento ai Greci.

All’espansione nell’Asia minore si collega una famosa guerra celebrata nella trazione epica: la

guerra di Troia, ancora al centro di un dibattito per attestare la sua storicità.

Le fonti archeologica non concilia con la grande spedizione di cui parlano le fonti. Probabilmente,

visto che in questo periodo si attesta il declino della società micenea fu solo una guerra per il

controllo degli stretti.

civiltà micenea e l’età buia

La crisi della

Per il mondo miceneo la fine del XIII secolo rappresenta una fase decisamente traumatica subendo

infatti distruzioni.

La distruzione dei palazzi cosi come il declino della civiltà sembra essere stata scatenata da un

dall’esterno detti “popoli del mare”.

attacco proveniente

A loro verosimilmente si attribuisce anche il crollo dell’impero ittita, che si verifica verso la fine

del XIII secolo, la cui fine determinò l’interruzione dei traffici commerciali in Oriente.

tra il XII e VIII sono definiti “età buia” o “Medioevo greco”; è il periodo con

I secoli compresi

meno fonti anche a causa della scomparsa della scrittura. Si vede comunque un regresso, decadenza,

e di generale povertà. (la scrittura sopravvive solo a Cipro). Non c’è più una

Si attesta un calo demografico concentrato in pochi e piccoli centri abitativi.

stratificazione sociale.

Tuttavia esistono centri che continuano inevitabilmente a vedere lo sviluppo e continua a mantenere

i rapporti con l’Oriente: Atene, Argo, Cnosso.

L’età buia è anche la fase dove si colloca un fenomeno di migrazione in Asia Minore, dove, grazie

alla situazione di vuoto di potere creatasi con la fine dell’impero ittita, i Greci riescono ad insediarsi

più facilmente che in passato.

Nel IX, vi sono in Grecia abbastanza segni di graduale ripresa: rinascimento greco.

Il X secolo vede una forte espansione verso l’Asia minore.

Vanno a crearsi sulle coste dell’odierna Turchia molte città greche, divise, in base al luogo di

provenienza in:

-Ioni: dalla zona centrale della Grecia, vanno a colonizzare la fascia centrale microasiatica= Ionia

-Dori: si spostano nella parte sud= Doride

-Eoli: si spostano nella fascia superiore= Eolide

Non riescono ad addentrarsi all’interno in quanto ci sono i persiani che comunque premeranno

anche le colonie greche tanto da renderle suddite e imporre un contributo (finta libertà).

Età arcaica e la nascita delle polis

L’VIII secolo vede notevoli segni di ripresa che si riconoscono nella frequente presenza di

modellini di granai in terracotta nelle tombe ateniesi, nonché dai resti dei granai rinvenuti in alcuni

siti.

L’agricoltura ha ripreso il sopravvento sulla pastorizia e ciò favorisce un fenomeno di forte

sviluppo demografico.

Un’altra novità di particolare rilievo è la nascita del tempio. (Prima i luoghi di culto erano semplici

spazi all’aperto, adesso per la prima volta si sviluppano strutture monumentali).

Tra i primi templi, quello di Olimpia che diventa ben presto un centro religioso di grande prestigio,

dove ogni 4 anni si svolgevano i celebri giochi panellenici, le Olimpiadi, dal 776. Durante i giochi

si interrompevano le guerre= tregua sacra.

Nello stesso secolo si vede anche la ripresa della scrittura, alla prima metà del secolo risale infatti

l’infezione dell’alfabeto greco.

È giunta a noi la coppa di Nestore, uno dei più antichi documenti scritti ( una coppa parlante).

È in tale contesto che si inserisce la nascita di un nuovo modello di comunità che diventa uno dei

la “polis”.

principali elementi distintivi del mondo greco:

La POLIS è una comunità dotata di una sua autonoma organizzazione. È costituita dal centro

urbano ASTY, dove si trova la piazza detta AGORA’.

Il territorio circostante, che comprende campi, allevamenti, campagne, è detto CHORA. L’asty e la

chora formato la polis.

È soprattutto una comunità politica autonoma e sovrana che si identifica con i suoi cittadini.

(la polis è il popolo, non il luogo geografico).

Il nuovo modello di organizzazione statale si forma attraverso un processo di fusione politica tra

una pluralità di villaggi preesistenti: il SINECISMO. (synoikos=avere casa insieme)

massimo organismo decisionale è l’assemblea che si riunisce a scadenze periodiche.

Nella polis il

Nella madrepatria la polis non è l’unica forma di organizzazione statale. In alcune regioni più

arretrate e scarsamente urbanizzate, come l’Epiro, la Macedonia e la Tessaglia (in Grecia

settentrionale) o l’Etolia e Focide (centrale) o l’Arcadia ed l’Elide (nel Peloponneso), ci sono i

cosiddetti STATI ETNICI (da ethnos=stirpe) detti anche Stati TRIBALI caratterizzati dal senso di

omogeneità etnica che unisce gli abitanti. Non esistono organismi costituzionali comuni.

Una più stretta fusione tra le comunità si ha quando uno stato etnico si evolve in uno stato federale

detto KOINON, ossia un’organizzazione politico-territoriale nella quale le funzioni di governo sono

svolte tra un livello centrale e un certo numero di entità locali.

Come nelle polis il massimo organismo decisionale è l’assemblea.

Caratteristica distintiva delle confederazioni è la doppia cittadinanza (sympoliteia) ossia la

cittadinanza federale e quella locale.

Esistono anche le ANFIZIONIE (anphiktiones: coloro che abitano intorno) ossia delle leghe sacrali

costituite da popoli o città che hanno il loro centro in un santuario comune.

Sulle anfizionie le informazioni sono piuttosto scarse.

La più importante si forma nella Grecia centrale è quella DELFICA, che ha il suo centro nel

santuario di Apollo di Delfi. È qui che ha sede un celebre oracolo frequentato da persone

provenienti da tutto il mediterraneo. Presso il santuario c’era la PIZIA, una sacerdotessa che dava i

responsi ai fedeli. La consultazione prevedeva il pagamento di una tassa, il pelanos.

Le risorse cominciano a scarseggiare (soprattutto le terre), gli stati inferiori premono per avere più

diritti. La corruzione crea disagi: “i re che mangiano i doni”.

Si pensano diverse soluzioni per risolvere gli squilibri:

-la colonizzazione

-la legislazione

-la tirannide

La colonizzazione arcaica

È la soluzione più risolutiva. Voleva dire allontanare interi strati di popolazione. E per i coloni

voleva dire riniziare una nuova vita.

Questa colonizzazione è avvenuta principalmente per esigenze commerciali e economiche, come si

scelte per l’emigrazione:

denota dalla aree

l’alleggerimento demografico –

la ricerca di terra per via della STENOCORIA (stenos=stretto khora=terra ristrettezza di terra)

per evitare la guerra civile (interna quindi peggiore di quella esterna)

L’emigrazione ionica verso l’asia minore aveva avuto difficoltà di inserimento.

Ricerca di aree commerciali

Cosi si ricerca uno sbocco nella aree barbare della Tracia. È un’area importante dal punto di vista

economico in quanto era un’area boscosa, elemento fondamentale per la costruzione di navi, e

c’erano le miniere.

Ci sarà un grande interesse soprattutto nelle aree dell’Italia meridionale.

Poteva avvenire per banco coloniale volontario o imposto:

Il gruppo che parte è composto inizialmente di soli uomini. Si affida la spedizione ad un singolo

personaggio, l’ECISTA (da oikites= fondatore), il quale dopo aver consultato l’oracolo di Delfo per

sapere la meta e per partire sotto l’auspicio divino (la pizia da le risposte riferite dai sacerdoti.

Hanno un ruolo molto importante), organizza la spedizione. Giunto nel luogo si occuperà

dell’organizzazione della colonia e di spartire le terre secondo un criterio di uguaglianza.

L’ecista continuerà a mantenere una posizione di grande autorità e prestigio anche dopo la

fondazione.

Spesse le colonie davano vita a subcolonie.

Il luogo poteva essere facile da conquistare in quanto EREMOSCHORA (luogo deserto), oppure

perché gli indigeni del luogo erano pacifici o deboli e militarmente non organizzati e si spostavano

volontariamente nell’entroterra.

(gli indigeni in Calabria sono poco agguerriti a differenza degli Apigi in Puglia che sono molto

bellicosi, l’area di Palermo rimane dei Cartaginesi. I siculi porranno resistenza mentre i Sicani si

arrenderanno subito. I coloni in Sicilia sono detti Sicelioti mentre in Italia sono detti Italioti dal re

Italo in Calabria).

Tendenzialmente la modalità pacifica era la migliore, anche per gli indigeni che riconoscono i

vantaggi economici che possono derivare dall’arrivo dei greci. Le culture si assimilano,

“ellenizzazione degli indigeni”, mentre i greci assorbono la cultura locale.

Spesso i coloni erano uomini giovani e non avevano mogli, quindi tranne in rari casi dove le donne

partivano per raggiungere gli uomini, questi barattavano o rapivano le donne indigene. Le relazioni

si instaurano anche grazie all’intermediazione delle donne.

I rapporti con la madrepatria si perdono. Il colone risponde alla città nella quale risiede. I contatti

tra madrepatria e colonia diventano puramente commerciali.

italico a costituire la metà delle iniziative coloniali. Protagoniste sono Calcide e

È l’occidente

Eretria, due poleis dell’Eubea che tra gli anni Settanta e Sessanta dell’VIII secolo incominciano un

processo di colonizzazione nell’Italia meridionale molto ampio.

La prima colonia fondata (delle due poleis sopracitate) è Pitecussa, nell’isola di Ischia, subito dopo,

Cuma, Nasso, Leontini e Catania.

Nel 733 Corinto colonizza l’isoletta di Ortigia, riducendo in sevitù i Siculi e fondando Siracusa.

secolo, un gruppo di Spartani, che stando alla tradizione antica sono oggetto

Verso la fine dell’VIII

di discriminazioni per la loro nascita illegittima, i Parteni, da vita a Taranto. Dopo la guerra

messenica durata 10 anni.

Oltre alle regioni dell’Italia del Sud, l’espansione successiva del VII e VI secolo, coinvolge

numerose altre aree. In Occidente, sono molto intensi i traffici mercantili di Focea (città

microasiatica) che da vita a insediamenti sulle coste della Spagna e della Francia. La più importante

Marsiglia).

è Massalia (l’odierna

Megara fonda Mefara Ibea che a sua volta crea Selinunte.

La tirannide

A partire dalla metà del VII secolo, in numerose poleis, si vede una situazione di spodestamento

dell’aristocrazia emarginata da un leader politico, che si impadronisce del comando con la forza o

con l’inganno, instaurando un regime autocratico, e provando a dar vita ad una dinastia

Spesso è in esponente della stessa élite dominante, entra però inevitabilmente in conflitto con il ceto

l’aristocrazia viene esiliata o fugge.

da cui proviene. Spesso appunto

Diverso è il rapporto con i ceti popolari, in quanto il tiranno necessita del loro appoggio per

fronteggiare l’opposizione. Quindi redistribuisce terre, concede prestiti e la cittadinanza.

La tirannide è vista inizialmente in modo positivo. Ma è un fenomeno destinato ben presto a

esaurirsi.

Di solito non si arriva alla terza generazione di tiranni nella polis.

Il tiranno comunque crea le condizioni per la trasformazione della polis in una comunità più evoluta

e meno condizionata dagli interessi dell’élite dominante.

ed aperta

Le tirannidi

La più antica tirannide è quella dei Cipselidi di Corinto e risale al 658/657.

Corinto appare caratterizzata, a partire dalla seconda metà dell’VIII secolo, da una situazione di

sviluppo economico che non ha confronti.

La crisi dell’oligarchia Corinzia, probabilmente favorita da una sconfitta navale subita dalla polis

contro Corcira nel 664, avvenne ad opera di Cipselo, figlio di una bacchiade, Labda, ed un

aristocratico straniero, Eezione.

Cipselo diventò capo dell’esercito e si accattivò il favore popolare rimanendo al potere per

trent’anni. Lasciò come suo successore il figlio Periandro.

Cipselo è presentato come un governatore benevolo e moderato che gode del consenso popolare,

quindi non

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristiana91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della civiltà greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bianco Elisabetta.
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