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Storia del diritto medievale e moderno - lezioni

Appunti di Storia del diritto medievale e moderno con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: il rapporto tra Medioevo e modernità, la politica assunta dalla città nei confronti dello straniero, la defensio christianitatis, il popolo romano, il bellum romanum.

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Cassi Aldo Andrea.
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STORIA DEL DIRITTO 2 22/02/10 Rapporto medioevo-modernità; in che senso è possibile parlare di diritti del soggetto nella cultura occidentale Pluralità di condizioni soggettive alle quali possiamo applicare la nostra terminologia di diritto. Gravi difficoltà ad individuare queste pretese; ci sono i diritti, ma non c’è il soggetto eguale, perché la società medievale è differenziata per ceti, e quindi esiste una differenziazione di diritti suddivisi per ciascun ceto. Attribuzione al cittadino della civitas di diritti, ma persistenza di una strutturazione prettamente gerarchica della distribuzione dei diritti. Il rapporto con la città conta molto in relazione ala pretesa di diritti soggettivi. Il rovescio della medaglia: cosa succede quando il rapporto si interrompe es. il bando: scissione del cittadino con la città, caduta dello status civitatis. Il cittadino è indebolito in relazione ai diritti. Il meccanismo che caratterizza il bandum è quello “di esclusione”: i cittadini non galleggiano nel vuoto, ma vanno agganciati a qualche comunità politica. Sono soggetti dentro una comunità politica. Siamo di fronte ad individui che, appartenenti ad un ordinamento, e quindi caratterizzati da oneri e doveri, passano ad uno stato in cui cessano di essere parte di quest’ordinamento. L’attribuzione di diritti deve quindi sempre essere collegata all’appartenenza di un ordinamento politico. Abbiamo visto due ordinamenti della società medievale: la città da una parte e la chiesa dall’altra. Il meccanismo di esclusione muta il riconoscimento dei soggetti da uno o dall’altro ordinamento. Soggetti banditi: che rapporto passa tra i soggetti fuori e dentro l’ordinamento Analizziamo città e chiesa: il problema dell’immigrazione pervade questo argomento, la percezione dello straniero, il problema del dentro o fuori. Chi sono gli stranieri per la società medievale La Grecia è costruita intorno alla città stato, cioè la polis; chi non rientra nella polis è uno straniero. E l’ateniese è colui che è figlio di madre e padre ateniese. Ci sono due livelli diversi di estraneità: i medeci (residenti ad Atene ma non cittadini, es. Tebani); e i barbari (coloro che stanno all’esterno, i non cittadini, gli stranieri per eccellenza). C’è qualcosa di simile a quest’ultimo nella comunità medievale, dove si introducono altre due distinzioni all’interno della categoria di barbari: barbari secundum quid (barbari relativi); e barbari simpliciter (assoluti). Questi ultimi sono creature che rientrano nell’immaginario leggendario, creature mostruose, es. uomini a tre teste, ecc. I primi sono estranei rispetto alla cristianità. Quindi estraneità come non appartenenza alla cristianitas. Ad esempio i saraceni, la grande offensiva araba di religione musulmana, che si espande a macchia d’olio all’interno del mediterraneo (penisola iberica); una potenza sicuramente politica e culturale (v. centro culturale in Andalusia dove si confrontano varie lingue e varie culture). Che senso ha
dunque il t
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