Il cinema delle origini e la nascita del racconto cinematografico
28 dicembre 1895 a Parigi: prima proiezione pubblica a pagamento del Cinematographe Lumière. Data a cui, tradizionalmente, si fa risalire la nascita del cinema. In realtà coinvolge tutti i Paesi avanzati che alla fine dell'Ottocento vedono vari tentativi di animare le immagini fotografiche.
1891 USA: T. A. Edison con l'assistente W. K. L. Dickson mettono a punto il Kinetoscopio. Questo si usa uno spettatore per volta, che si china sull'apparecchio e guarda le immagini attraverso un mirino. Ha un rapido declino a favore dell'apparecchio dei Lumière perché permette una proiezione collettiva. Il dispositivo richiede: uno schermo di proiezione, una pellicola flessibile (di celluloide), un trascinamento regolare della pellicola di 16 fotogrammi al secondo.
Invenzioni precedenti e sviluppo del Cinematographe
Invenzioni precedenti sintetizzate nel Cinematographe:
- 1888: Reynaud introduce la perforazione della pellicola per il suo prassinoscopio (permetteva di proiettare, con l'ausilio di specchi, pellicole disegnate fotogramma per fotogramma).
- Tecniche di proiezione che si rifanno alla lanterna magica, un apparecchio diffuso già nel 1600 che con una fonte luminosa, un condensatore e un obiettivo proiettava immagini dipinte su vetro.
Alla fine dell'Ottocento la proiezione di film non è uno spettacolo autonomo ma è inserito in numeri di varietà, allestiti in sedi precarie. L'operatore di macchina da presa è il responsabile principale. In pochi anni si afferma il film narrativo a scapito delle riprese dal vivo, affermando la nascita del regista. Il regista diventa il responsabile della concezione del film e sovraintende alla realizzazione. Si inizia a pensare al cinema come forma di spettacolo autonoma.
Sviluppi dopo il 1905
Dopo il 1905 negli USA si diffondono i nickelodeon: locali espressamente pensati per il cinema per un pubblico popolare con programmi rapidi e con una estrema varietà di orari. Aumenta esponenzialmente la domanda di film e dal 1905 si passa alla produzione di massa.
Il Paese leader è la Francia: Méliès si specializza nei trucchi, Pathé crea una società -Pathé- che si impone sul mercato mondiale. Anche l'Italia, tra il 1908 e il 1914, è un Paese di successo per la produzione di film storici monumentali, di melodramma mondano dannunziano e di drammi realistici.
La Danimarca si impone grazie ad Ole Olsen, che inizia ad esportare film ovunque, specializzandosi in polizieschi e drammi torbidi e sensuali. Gli USA sono l'area più vasta del mercato mondiale tanto che le case di produzione interne non riescono a soddisfare la domanda. Questo è dovuto allo stallo generato dalla guerra dei brevetti che vede Edison impegnato a impedire lo sfruttamento commerciale del cinema, rivendicando l'esclusività dei brevetti su cineprese, proiettori e pellicole.
Innovazioni nel cinema degli USA
Dopo il 1908 il cinema si spinge alla conquista della classe media, facendo diventare una produzione cinematografica di tipo industriale. Dal 1906 nascono le prime serie comiche in Francia. Dopo il 1910 la più forte e innovativa produzione arriva dagli USA grazie a Sennett che nel 1912 fonda la Keystone. Sennett inventa la slapstick comedy basata sulla violenza comica, in succedersi ripetitivo ma fulmineo di gag, con una caratterizzazione estrema dei personaggi e velocità ritmica.
Dal 1910 i film seguono logiche standardizzate per permettere la riconoscibilità del prodotto. Si pone fine alla guerra dei brevetti con l'accordo tra Edison e alcune case come la Biograph e la Vitagraph, che fondano il trust della Motion Picture Patents Company (MPPC). Questa riesce a ridurre la presenza francese sul mercato interno. Si passa dal sistema di vendita al noleggio delle pellicole e il cinema narrativo diventa l'opzione quasi esclusiva. Si investe su film morali per avvicinare la borghesia, attingendo dal patrimonio letterario.
In Francia la Pathé appoggia la nascita della Film d'Art che adatta testi teatrali famosi. Negli USA nasce la Famous Players in Famous Plays, poi Paramount. Dopo il 1910 si impone il lungometraggio.
Espansione dell'industria cinematografica USA
Primi anni Dieci vedono l'espansione dell'industria cinematografica USA che si sposta da NY a Los Angeles nel sobborgo di Hollywood per via della migliori condizioni climatiche per le riprese. Hollywood diventa sede di numerose case indipendenti che contrastano il trust di Edison.
Le cinematografie europee si differenziano in scuole nazionali. Dopo la I GM gli USA si impongono nel mondo cinematografico. Dal 1916 le piccole compagnie USA si fondano in colossi verticali capaci di controllare dalla produzione del film alla sua proiezione nelle sale; nascono la FOX Film CO., la Paramount, la Warner Bros., l'Universal. Dal 1914 al centro della produzione vi è il producer che è responsabile dell'intera lavorazione, mentre il regista è responsabile solo delle riprese del film.
Nuove strategie per vendere il prodotto. Nascita dello star system: l'attore è il veicolo pubblicitario del film e fulcro del suo processo produttivo.
Modi di rappresentazione del cinema delle origini
Il cinema delle origini è un sistema stabile, estraneo al cinema che lo seguirà. Burch propone di definire questo sistema Modo di Rappresentazione Primitivo (MRP) per distinguerlo dal Modo di Rappresentazione Istituzionale (MRI).
Elemento fondamentale del MRP è la concezione autonoma dell'inquadratura. Fino al 1902 i film sono monopuntuali, dal 1903 si iniziano a moltiplicare i piani ma fino al 1906 in questi film pluripuntuali non c'è comunicazione tra le inquadrature, creando film come giustapposizione di scene singole. L'inquadratura ha elementi caratteristici:
- Illuminazione uniforme;
- Cineprese fissa e in posizione frontale;
- Considerevole distanza tra macchina da presa e attori.
La concezione del piano come entità autonoma implica una logica di montaggio. Il montaggio non continuo si ha quando non esiste un sistema di raccordi tra le inquadrature, con un'inevitabile discontinuità tra i cambi delle stesse. L'azione si ripete in più inquadrature o si prolunga nella successiva anche se nella precedente era già terminata.
Sistemi di organizzazione del discorso cinematografico
Gunning e Gaudreault individuano due modalità di organizzazione del discorso cinematografico:
- Sistema delle attrazioni mostrative: priorità nell'attrarre facendo vedere. Al centro c'è il trucco o un evento extra-ordinario. Vicino al circo che è anche il soggetto dei primi film. L'attore sa di starsi esibendo per un pubblico, c'è un contatto diretto.
- Sistema dell'integrazione narrativa: il racconto è l'elemento portante. Le inquadrature si integrano nell'unità del racconto. Tra il 1904 e il 1908 le riprese sono realizzate in funzione del montaggio anche se lo spettatore, per cogliere la continuità narrativa, deve avvalersi delle proprie conoscenze (es. la Passione di Cristo: per capire il film, deve conoscere la storia biblica). L'attore deve escludere il pubblico, non può guardare in macchina.
Lumière e Méliès
Hanno il ruolo di padri fondatori del cinema, in particolare del cinema dell'attrazione mostrativa. Lumière prediligeva la vita colta sul fatto, le riprese in esterno e il rifiuto della messa in scena -ovvero il cinema della realtà. Méliès promuove il cinema del spettacolare, del trucco e del mondo inventato.
Louis Lumière promuove la formazione un certo numero di operatori, arrivando a contare un catalogo di 1422 titoli. La sua macchina è leggera e permette sia la ripresa che la proiezione, lavorando in fretta e in autonomia. Il film Lumière è prodotto in serie: una sola inquadratura per la durata di 50 secondi. La cinepresa è fissa o su un supporto mobile, si privilegia la veduta d'insieme con un'angolazione decentrata. L'unità del film è data dai flussi di movimento: i protagonisti sono oggetti in movimento. Insegue ambizioni estetiche, raggiunte grazie alla qualità della pellicola Lumière. L'immagine deborda dal quadro, tranne che per i film di finzione. Ad esempio ne L'arroseur arrosé quando il ragazzo cerca di scappare, viene preso del giardiniere che lo riporta in quadro per punirlo. Ne esce solo quando il giardiniere ritorna al lavoro. Il quadro è paragonabile al palco di un teatro. Dal 1898 i film Lumière accusano una forte recessione a favore dei film di finzione.
Georges Méliès concepisce il film come invenzione artistica e lavoro di messa in scena. Nel 1888 rileva la gestione del teatro di illusionismo parigino Robert Houdin, dove allestisce sketches di prestidigitazione, trucchi e scenette comiche. Dal 1896 li arricchisce di proiezioni animate. Produce film di trucchi nella sua casa di produzione Star Film e costruisce nella sua villa il primo teatro di posa moderno dove inventa un mondo meraviglioso e parodistico. Tutti i sotto-generi del film di trucchi. I procedimenti più usati sono l'arresto/sostituzione e la sovrimpressione. Soluzioni tra teatralità e narratività. La cinepresa è fissa e gli effetti dinamici sono illusioni date dal movimento del profilmico. Il tema narrativo prediletto è il viaggio, con racconti articolati. L'attrazione resta centrale. Il declino della Star Film arriva attorno al 1908 perché non sa fronteggiare la richiesta di prodotti in serie e il cambio di gusti del pubblico.
Innovazioni tecniche e spettacoli di trucchi
Tra il 1896 e il 1906 si sviluppano le possibilità tecniche e spettacolari di trucchi, si elaborano soluzioni di montaggio. Si distingue il cinema inglese.
James Williamson si concentra sulla componente attrazionale del trucco: il trucco sostiene un debole pretesto narrativo. In The Big Swallow un uomo che non vuole farsi riprendere si avvicina alla cinepresa, occupa l'interezza del quadro, spalanca la bocca e inghiotte l'apparecchio e l'operatore. Si interessa alla continuità d'azione tra le inquadrature girate in spazi diversi. In Stop Thief! c'è la successione di inquadrature di spazi contigui per rappresentare l'inseguimento di un ladro. Questo film inaugura il genere del film d'inseguimento. In Fire! vi è una storia più articolata con una perfetta concatenazione di legami causa-effetto con un corretto uso dei raccordi di direzione. Vi è però uno stacco tra un'inquadratura e quella successiva, portando la ripetizione di alcune parti.
George Albert Smith divide l'azione in diverse inquadrature: The Kiss in the Tunnel ha l'azione sezionata in 3 inquadrature. Anche in Grandma's Reading Glass si alternano le inquadrature del campo totale con nonna e bambino e quelle degli oggetti che il bambino vede attraverso la lente.
Edwin S. Porter prefigura strategie del cinema istituzionale. Life of an American Fireman trae lo spunto narrativo da Fire! di Williamson ma inserisce un personaggio con una propria interiorità. Il film più celebre di Porter è The Great Train Robbery che mescola cinema delle attrazioni e conquiste narrative. In 14 inquadrature viene raccontato un assalto al treno. Il montaggio cerca di costruire una continuità spazio-tempo ma non riesce a rappresentare la simultaneità offerta dal montaggio alternato. Coesistono inquadrature con funzione narrativa e quelle con logica mostrativo-attrazionale.
David W. Griffith e il director system
Nascita del director system e centralità della figura del regista. Griffith introduce cambiamenti che porteranno al cinema istituzionale. Nel 1908 è scritturato alla Biograph come regista e fino al 1913 realizza oltre 450 film, con sperimentazioni linguistiche e tecniche. Studia le diverse opzioni di montaggio e la drammaticità della profondità di campo. Griffith non lavora isolato ma in un contesto di rinnovamento. Il suo lavoro è importante per la sistemazione e la messa a punto delle risorse linguistiche e spettacolari del cinema. Vuole rendere comprensibili strutture complesse e dare responsabilità ideologiche e morali al cinema.
Il montaggio costruisce un universo continuo fatto di pezzi discontinui, come sono le inquadrature. È necessaria una sintassi di continuità che renda comprensibili le relazioni temporali. Il montaggio alternato è una delle più importanti strutture formali messe a punto del Griffith. Lo spettatore capisce così che la successione di due inquadrature non è solo la sequenza temporale prima-dopo, ma può anche esprimere contemporaneità.
Il cinema di Griffith ha una responsabilità moralizzatrice, con un fondo ottimistico ed esaltante della comunità. Attenzione ai pericoli sociali e aspirazione all'unità familiare. In The Drunkard's Reformation c'è la redenzione di un padre alcolizzato, dopo aver visto L'Assommoir di Zola a teatro. Nel film si alternano inquadrature del palco a quelle del padre sempre più sconvolto. Il cinema di Griffith però non è completamente continuativo: i primi piani danno il senso di discontinuità con valenza simbolica.
Nel lungometraggio La nascita di una nazione si pone al centro la guerra civile USA che si integra con la psicologia dei personaggi. La storia è vista in ottica individualistica. Si alternano immagini di una e dell'altra fazione, con un'identità tra gli avversari. La tragedia è l'assassinio di Lincoln che genera disordine, soprattutto per colpa dei neri che vengono visti con preoccupazione perché turbano l'ordine pubblico. Nella seconda parte i neri acquistano visibilità ma in modo negativo perché occupano con violenza gli spazi dei bianchi. La conclusione è con uno dei salvataggi all'ultimo minuto più celebri: il KKK arriva a liberare la capanna assediata e l'unità si ricompone con l'espulsione dell'ultimo nero dall'inquadratura.
Intolerance ha ambizioni ancora più vaste e si propone di affrontare il tema dell'intolleranza nei secoli. È composto da 4 storie unite dall'immagine di una madre che culla come Leitmotiv. Il primo episodio babilonese è ispirato ai kolossal storici italiani; l'episodio biblico alle prime Passioni cinematografiche, l'episodio del massacro degli Ugonotti alla Film d'Art e l'episodio contemporaneo sviluppa i temi di sperequazione sociale. Il modello è quello della storia a suspense con l'intensificazione ritmica prodotta dal montaggio alternato con un'accelerazione progressiva. Intolerance per le spese e per il messaggio pacifista poco gradito nel 1916 fu un fallimento che pose fine al rilievo di Griffith.
Le scuole nazionali europee
1910 aumento diversificazione cinema US ed europeo. Il cinema europeo è più verso una scelta di conservazione per potenziare le risorse espressive della scena, senza usare il montaggio ma valorizzando la profondità di campo.
In Francia, la Pathé approfondisce l'uso del fondale dipinto, con scenografie 3D. In Italia si ha una ricerca analoga a quella francese per i kolossal. Il film più importante del tempo è Cabiria a cui si richiede la partecipazione di D'Annunzio soprattutto a fine commerciale. Scenografie che sembrano reali, valorizzazione della luce con l'uso della lampada elettrica per governare i fasci di luce, uso del carrello brevettato dal regista Pastrone.
Opposta è la scelta del regista-attore Emilio Ghione che lega il suo nome al film Za la Mort, personaggio in evoluzione ispirato ai coevi serial criminali francesi. La recitazione è nuova e stilizzata, senza enfasi, nervosa; la fotografia è dura e contrastata. Aperto alle pulsioni e all'immaginario.
La Danimarca dà contributo al cinema della scena e della profondità di campo. Christensen si distingue per le ricerca sull'illuminazione e gli effetti di controluce. In Svezia Sjöström usa in modo drammatico la profondità di campo. Emerge anche il sentimento per la natura e l'uso espressivo del paesaggio.
In Russia si sviluppano correnti originali, grazie alla chiusura dell'importazione. Si realizzano film sofisticati e decadenti. Il regista Bauer si distingue per una recitazione rallentata, l'inquadratura statica, il primato della qualità pittorica del quadro, il finale tragico.
Il cinema europeo degli anni Venti
Gli anni Venti rappresentano la massima espansione del cinema muto e l'affermazione del cinema come sistema di segni complesso prodotto dal lavoro di messa in scena. La mancanza del sonoro labiale-sincrono porta a diversi modi di organizzazione della rappresentazione e delle forme visivo-dinamiche.
Germania
Nel dopoguerra si afferma un'industria articolata ed efficiente, seconda solo a quella USA. Negli anni Dieci nascono molte piccole case che negli anni Venti si riuniscono in società che con l'UFA raggiungono la massima rilevanza. Dal 1926 si punta a creare un nuovo pubblico proponendo progetti narrativi e spettacolari. Il cinema tedesco propone la cultura tradizionale al servizio del nuovo medium per sfruttarne i valori come assicurazione di validità del prodotto cinematografico. Si tende ad identificare il muto tedesco con l'Espressionismo anche se questa è stata solo una tendenza.
Il cinema espressionista
Sintesi tra immaginario e stile, valorizzazione del lavoro di messa in scena, ricerca sulla configurazione dell'immagine, sullo spazio e sulle scenografie. Gli elementi del profilmico sono rielaborati artificialmente per dare incisività e forza espressiva. I contorni sono irregolari e alterati con una deformazione esplicita che porta all'irrealismo. Le scene sono di suggestione assoluta e i costumi sono conformi agli spazi e ai personaggi. Vengono rappresentate il dolore, l'angoscia, l'ossessione che vengono rafforzati della recitazione e da un trucco elaborato. Anche l'illuminazione incide con un uso intenzionale della luce contrastata, con contrapposizione di luci ed ombre. L'idea è che la visione delle cose debba avventurarsi nell'enigma dell'oscurità. La contrapposizione di luci ed ombre si carica di valenze simboliche, diventando fortemente suggestive.
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