Estratto del documento

Introduzione

Non esiste l’arte esistono solo gli artisti. Molti desiderano vedere nei quadri ciò che amano nella realtà, preferendo quadri con soggetti attraenti, ma la bellezza del quadro non sta nella bellezza del soggetto. Sovente è l’espressione di una figura a farci amare o detestare un quadro. La gente preferisce le cose che paiono vere. Siamo propensi a percepire come esatti solamente i colori e le forme convenzionali, la gente si indegna se non li vede nel quadro. Molti quadri non sono nati per essere delle opere d’arte. Gli artisti sono contenti di un loro quadro quando riconoscono che tutto è a posto, ovvero quando c’è un equilibrio che lui ritiene perfetto.

Strani inizi

Nel passato i dipinti e le sculture non erano considerate opere d’arte ma avevano una determinata funzione, ma è difficile capirlo essendo ignari del loro utilizzo. L’arte aveva una forte connotazione magica, che conferiva un elevato potere alle immagini. Ciò che importa delle opere non è la loro bellezza ma la loro influenza, ovvero la possibilità di avere il desiderato effetto magico. Alcune opere rinvenute hanno un elevato valore artistico, magari alcune opere non assomigliano agli oggetti reali ma per gli artisti primitivi bastava poco per dare l’idea di un volto. Per molte di queste opere si è quasi sicuramente persa per sempre l’esatta interpretazione eppure sono ancora ammirevoli. La creazione artistica non era soltanto connessa alla magia e alla religione ma costituiva anche la prima forma di scrittura.

L'arte che sfida il tempo

Egitto, Mesopotamia, Creta

L’arte non nasce nelle caverne della Francia perché non c’è tradizione diretta. La tradizione inizia con l’arte egizia che assume per noi un’importanza incalcolabile. Le piramidi avevano una funzione pratica: conservare il corpo e l’aspetto del re per fargli continuare la vita nell’aldilà. Invece di chiudervi dentro veri servi, si decise di scolpire lungo le pareti figure di vita quotidiana che accompagnassero il re nell’oltre tomba. La cosa più importante era la precisione, per conservare ogni cosa nel modo più durevole e chiaro possibile. Tutto doveva essere rappresentato dal punto di vista più caratteristico. L’artista tiene conto anche dell’importanza dei soggetti e rappresenta i più importanti come più grandi e i meno importanti come più piccoli. Niente è casuale in queste rappresentazioni, tutto è nel massimo ordine. Tutto si richiama ad un’unica legge che tutti obbediscono e che noi oggi chiamiamo stile.

Solo Amenofi IV (che si fece chiamare Ekhaton) riuscì a eludere i rigidi schemi dello stile egizio, a cui poi succedette Tutankhamon. Questa apertura dell’arte egizia può essere stata influenzata anche dal contatto con l’arte Cretese abile nel rappresentare la rapidità del movimento. Dopo questo breve periodo di cambiamenti si tornò al vecchio stile egizio che non cambiò per moltissimi anni. L’arte della Mesopotamia si differenzia un po’ da quella egizia. Anche loro mettevano i corpi dei re nelle tombe assieme alle loro famiglie, agli schiavi e ai loro averi, ma non decoravano le loro tombe. Le immagini dei re comunque avevano lo stesso la funzione di farli vivere in eterno. Rappresentazioni di vittorie che mostravano i re vittoriosi calpestare gli sconfitti. Finché questi dipinti rimanevano intatti c’era la credenza che la tribù sconfitta non potesse risorgere, infatti nelle rappresentazioni nessun soldato assiro era morto o ferito, solamente i nemici.

Il grande risveglio

La Grecia (VII-V a.C.)

L’arte greca prende origine dalla cultura cretese che era arrivata ad influenzare perfino quella egizia. Nei primi anni di dominio sulla Grecia l’arte non aveva niente del dinamismo cretese, sembrava più rigida come quella egizia. Arte molto semplice. Verso il 600 a.C. si cominciò a riprodurre in pietra i vecchi templi costruiti in legno. Sebbene questi templi siano vasti e maestosi, non tendono al colossale come quelli egizi. Atene centro della più sbalorditiva rivoluzione della storia dell’arte. La scultura riprendeva quella egizia, ma si iniziarono a fare nuove prove cercando di migliorarla. Anche la pittura prese una strada ben precisa (pitture vascolari, ovvero sui vasi). C’è molta rigidità egizia, ma i corpi iniziano ad essere resi con meno rigidità, braccia e mani possono anche non apparire. Una volta rotta questa convenzione si creano sempre più scoperte, fino ad arrivare allo scorcio, poco prima del 500 a.C. dove il piede per la prima volta venne rappresentato di fronte. Si inizia a tenere conto dell’angolo da cui viene visto l’oggetto.

Gli artisti nell’antica Grecia non godevano di grande fama come oggi, anzi erano considerati sporchi perché lavoravano con le mani. L’arte greca toccò il suo massimo nell’epoca di maggior sviluppo della democrazia ateniese. Pericle trattava gli artisti come suoi pari e affidò il progetto dei templi all’architetto Iktinos e la decorazione degli stessi allo scultore Fidia. La maggior parte delle statue che oggi ci sono giunte sono copie romane. La statua di Atena scolpita da Fidia per il Partenone era alta circa 11 metri, tutta di legno ricoperta di oro e avorio. In alcune rappresentazioni scultoree si vede ancora la rigidità egizia ma questo portò a stimolare lo studio per l’anatomia umana. Agli artisti veniva chiesto di perfezionare la conoscenza del corpo, come si può vedere nelle numerose statue costruite per gli atleti vincitori che venivano considerati dei semi-dei (es. Auriga di Delfi). Discobolo di Mirone ha ancora qualche legame con l’arte egizia (rappresentazione delle parti secondo la visuale migliore). Ma c’è grande capacità di rappresentazione del moto e della flessibilità del corpo umano. Il Partenone (450 a.C.) rappresenta il migliore esempio della libertà e della capacità scultorea degli artisti che avevano superato molti problemi connessi alla rappresentazione della realtà viva: grande libertà di rappresentare il corpo umano in qualsiasi movimento e posizione atto a rispecchiare la vita interiore delle figure (anche nella pittura).

Socrate esortava gli artisti a rappresentare “i travagli dell’anima” osservando con cura in qual modo “ i sentimenti influenzino il corpo in azione”. La stele funeraria di Egeso supera le rigidità dell’arte egizia conservando la bellezza della composizione libera e sciolta.

Il regno della bellezza

La Grecia e il mondo greco, IV-I d.C.

In architettura cominciarono ad essere adottati diversi stili. Il Partenone era in stile dorico. Ma in altri templi fu introdotto lo stile ionico con colonne più esili con il capitello decorato con volute laterali. Anche nella scultura viene rappresentata la stessa disinvoltura e la stessa grazia nella generazione che succede a quella di Fidia. Inizia un sapiente uso del drappeggio che permette di ammirare sotto le vesti le forme del corpo umano. Le statue di Fidia erano famose in tutta la Grecia perché rappresentavano degli dei. Le statue dei templi del IV secolo, invece dovettero la loro fama alla loro intrinseca bellezza artistica. Il più grande scultore fu Prassitele, la sua opera più famosa raffigurante la Venere che si prepara al bagno non è giunta fino a noi ma possiamo ammirare la sua abilità nell’Ermete con Dioniso fanciullo.

Nelle opere di Prassitele è scomparsa ogni traccia di rigidità. La bellezza a cui erano arrivati gli scultori era una bellezza ideale: nessun corpo è bello e simmetrico come una statua greca, la natura veniva idealizzata. L’Apollo del Belvedere è il modello ideale del corpo maschile. Importantissima anche la Venere di Milo. L’idea di un ritratto come lo intendiamo noi venne ai greci nel IV sec. Molto inoltrato. Al tempo di Alessandro si iniziò a discutere di questa forma d’arte (più realistica) del ritratto. Lo stesso Alessandro si fece scolpire da Lisoppo in maniera fedele. Generalmente ci si riferisce a questo periodo come arte ellenistica, nome dato agli imperi fondati in Oriente da Alessandro Magno. Nuovo stile per i capitelli lo stile Corinzio, molti più ornamenti. Tutta l’arte si evolve in forme più decorative e maestose (altare di Pergamo). Le figure sembrano invadere gli scalini. Arte ellenistica amava le opere violente e veementi: voleva impressionare e ci riusciva come nel Laocoonte, dove la forza e la disperazione vengono rappresentate in tutta la loro potenza. Della pittura si sa bene poco, non tutte le pitture erano dei capolavori, ma tra cose ordinarie c’erano figure di squisita bellezza e grazia. Si iniziò anche a rappresentare scenari di paesaggi di campagna, ma non c’è presenza di prospettiva e sebbene la grande applicazione, le loro opere non sono mai uno specchio della realtà, esse portano il marchio dell’intelletto che le ha create.

I conquistatori del mondo

Romani, buddisti, ebrei e cristiani I-IV d.C.

Gli artisti principalmente presenti a Roma erano greci e per questo l’arte non subì notevoli modifiche rispetto al periodo ellenistico. I romani ottennero i maggiori risultati dal punto di vista dell’ingegneria civile. L’edificio più famoso è il Colosseo. Tre ordini diversi negli archi sovrapposti (dorico, ionico, corinzio e corinzio nelle quattro file). Fondamentale invenzione fu l’arco trionfale costruito per celebrare le vittorie che introduce la novità più importante dell’arte romana, gli archi. Una volta appresa questa tecnica fu possibile costruire grandiosi opere e anche delle volte, il cui esempio è più mirabile è il Pantheon. L’arte romana attinse molto da quella greca, anche nell’esigenza di somiglianza dei ritratti (credenza che la somiglianza dell’opera garantisse la sopravvivenza dell’anima. Grande esaltazione delle vittorie come si vede dalla colonna di Traiano.

L’arte ellenistica e romana influenzarono anche l’arte dei luoghi conquistati, in Egitto (dove i ritratti dei morti venivano fatti in stile greco) e perfino nella remota India venne influenzata nella rappresentazione della gloria e aiutando gli indiani a raffigurare immagini del loro salvatore (es. raffigurazioni Budda). Anche il popolo ebraico, nonostante temesse l’idolatria, prese a decorare le pareti delle sinagoghe con gli episodi dell’Antico Testamento. Anche i primi Cristiani furono molto influenzati dall’arte precedenti iniziando a decorare le catacombe con raffigurazioni di episodi della bibbia. Nel periodo della decadenza dell’impero romano gli scultori non avevano più la stessa pazienza degli artisti greci, non c’era più lo stesso interesse del virtuosismo come nel periodo ellenistico.

La strada si biforca

Roma e Bisanzio V-XIII secolo

La chiesa con Costantino era diventata la potenza più salda dell’Impero e doveva edificare nuovi luoghi di culto e creò le basiliche, principalmente sale oblunghe con scomparti più bassi e stretti ai lati. Nell’abside si alzava l’altare maggiore dove si concentrava lo sguardo dei fedeli. Nelle chiese dibattito su cosa si poteva rappresentare: divieto di statue, ma sui dipinti c’erano opinioni diverse; Gregorio Magno ricordò che molti fedeli non sapevano leggere e scrivere: “La pittura può servire all’analfabeta quanto la scrittura a chi sa leggere”. Il genere permesso era comunque limitato, vista la necessità di rappresentare tutto nella forma più semplice e chiara possibile, senza troppi elementi che distraessero il fedele. Chiarezza espositiva tipicamente egizia, ma forte influenza dell’arte greca (presenza drappeggi).

Nella parte bizantina grandi dispute su rappresentazioni arte sacra che portò la parte orientale a non accettare la supremazia del papa romano. In questa parte dell’impero le pitture non diventarono utili solo per l’analfabeta ma erano ormai divenute misteriose emanazioni del soprannaturale. Vennero create delle icone, dei modelli prestabiliti a cui gli artisti dovevano attenersi nelle loro rappresentazioni comportando una discreta rigidità nell’arte. Gli artisti godevano comunque di una minima libertà riuscendo a rappresentare la maestosità di Dio con grandi mosaici con fondo dorato presenti nelle chiese bizantine.

Guardando verso oriente

Islam, Cina, II-XIII sec.

Ancora più rigorosa del cristianesimo riguardo le immagini sacre fu la religione del Medio Oriente. Le immagini furono proibite così gli artisti si concentrano su forme e motivi fino a creare l’arabesco. Più tardi si inizio a permettere la produzione di immagini purché prive di riferimenti religiosi. Le rappresentazioni sono elementari, manca lo scorcio, le figure sembrano ritagliate e incollate su uno sfondo, ma questo rende le immagini molto semplici da leggere. L’arte cinese si sa bene poco se non che erano molto bravi col bronzo. Gli artisti prediligevano le forme tonde e sinuose sia nella pittura che nella scultura. Principali rappresentazioni servivano per descrivere i fasti del passato. Nessuna traccia di rigidità e abbondanza di linee ondulate.

In Cina forte influenza religione buddista che portava alla rappresentazione dei molti asceti della cerchia del Budda, con buona verosimiglianza. I cinesi non pensavano che pittura fosse un’opera servile, ritenevano che niente era più importante del modo giusto di meditare. Pittura principalmente usata per fornire materia per profondi pensieri. Artisti cinesi non uscivano all’aperto ma dopo un attento studio della natura tentavano di richiamare lo sfumature viste mediante l’utilizzo della memoria. Non si cercava nell’arte la perfezione dei particolari ma si preferiva cogliere il sentimento dell’autore. Grande osservazione da parte degli artisti. Arte sembrò sempre un gioco aggraziato e complesso, solo nel XIII sec. gli artisti cercarono di applicare l’arte a nuovi temi, dopo un contatto con la cultura orientale.

L’arte occidentale nel crogiolo di fusione

Europa VI-XI

Il periodo che seguì la prima era cristiana viene generalmente conosciuto come “l’era delle tenebre”. Non ci sono limiti stabili ma si va dal 500 al 1000 d.C. In questo periodo non emergono stili nuovi ma c’è un groviglio si stili che cominciò a risolversi solo a fine di questo periodo. I barbari compivano razzie e saccheggi. Sebbene erano davvero barbari avevano anche loro una propria arte, ed erano abili a scolpire legno e metalli. Monaci anglosassoni crearono molte chiese tentando di volgere al cristianesimo l’arte nordica. I monumenti più sorprendenti furono dei manoscritti miniati (es. Evangelario di Lindisfare). Artisti non mancavano di tecnica e bravura ma le figure umane non sembrano veramente figure ma piuttosto bizzarre trame fatte di forme umane, figure rigide e grottesche.

La conoscenza di quanto avvenne nell’arte classica non venne persa del tutto e con Carlo Magno la tradizione dell’artigianato romano fu validamente ripristinata (es. chiesa di Aquisgrana). Il concetto di originale era sconosciuto a questi popoli, i committenti fornivano linee guida agli artisti e questi li seguivano (es. rappresentazione San Matteo che scrive il vangelo). Emersa un nuovo stile medioevale che rese possibile ciò che l’arte egizia e quella classica avevano ignorato: gli egizi avevano in gran parte disegnato ciò che sapevano, i greci ciò che vedevano; nel medioevo artista impara a rappresentare nella sua opera ciò che sente. Artisti non tendevano a fare cose somiglianti o mirabili, ma volevano trasmettere ai loro confratelli di fede il contenuto del messaggio della storia sacra. Tale chiarezza non emerge solo nelle opere dipinte ma anche nelle sculture (viene rappresentato solamente quello che strettamente appartiene alla storia). L’arte non ebbe solo utilizzo religioso, vennero decorati anche castelli, residenze private anche se molte di queste opere vennero distrutte. Quando artista non aveva modello da copiare tratti sembrano molto infantili ma riuscivano a rendere il racconto rappresentato sempre in maniera chiara.

La chiesa militante

Il XII secolo

1066 Conquista normanna dell’Inghilterra. Lo stile con cui vennero costruiti castelli e chiese prese il nome di normanno in Inghilterra e romanico in Europa. Al tempo la chiesa era l’orgoglio e il simbolo di un’intera comunità. Principalmente venivano costruite come le prime chiese romane: una navata centrale che conduceva all’abside, o coro, e con navate laterali. Talvolta la pianta prese la forma di croce inserendo una parte perpendicolare alla navata, chiamata transetto. Queste chiese posavano su robusti pilastri e l’impressione che destavano era quella di una massiccia potenza che parvero esprimere il concetto di chiesa militante: sulla Terra il dovere della Chiesa era quello di combattere le potenze delle tenebre finché il giorno del giudizio fosse arrivato.

Il problema tecnico che comparve per queste chiese riguardava la copertura di queste chiese. Gli architetti normanni congegnarono che un numero di solide nervature venisse gettato attraverso lo spazio e negli intervalli riempire il tutto con un materiale più leggero. Gettando nervature o “costoloni” solidi e poi riempire le sezioni triangolari rimanenti (es. cattedrale di Durham). In Francia si cominciò a ornare le chiese con sculture romaniche connesse alla dottrina religiosa: non sono naturali e aggraziate come le opere classiche ma proprio per questo imprimono tanta forza, la chiesa doveva assolvere la sua funzione di esprimere il suo messaggio. Grande presenza di allegorie in fonti battesimali e in candelabri. Grazie alle crociate, arte si avvicinò molto a quella orientale. Grandi possibilità si aprirono agli artisti quando rinunciarono ad ogni velleità di rappresentare le cose come erano.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Riassunto esame Storia dell'Arte Greca e Romana, prof. Busana, libro consigliato La Storia dell'Arte, Gombrich Pag. 1 Riassunto esame Storia dell'Arte Greca e Romana, prof. Busana, libro consigliato La Storia dell'Arte, Gombrich Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia dell'Arte Greca e Romana, prof. Busana, libro consigliato La Storia dell'Arte, Gombrich Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia dell'Arte Greca e Romana, prof. Busana, libro consigliato La Storia dell'Arte, Gombrich Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia dell'Arte Greca e Romana, prof. Busana, libro consigliato La Storia dell'Arte, Gombrich Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia dell'Arte Greca e Romana, prof. Busana, libro consigliato La Storia dell'Arte, Gombrich Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zanespace di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte greca e romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Busana Maria Stella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community