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Capitolo 1 – Concetti preliminari

Cos'è la comunicazione? Atto semplice o processo dinamico?

Atto: trasmissione di un messaggio da emittente a destinatario con intenzionalità comunicativa. In questo caso è opportuno parlare di informazione (da in-formo, “do forma”, “plasmo”), cioè di un’attività manipolativa che modifica lo stato iniziale di un oggetto o situazione. Il rapporto comunicativo si origina da un dislivello (l’emittente ha più informazioni del ricevente).

Processo: i membri di una società attribuiscono significati a eventi naturali o sociali a prescindere da qualunque intenzionalità comunicativa.

Classificazione in 8 possibili concetti base:

  • Comunicazione come contatto: fattore di contatto grazie a canali.
  • Comunicazione come trasferimento di risorse e influenza: trasferimento da un soggetto a un altro. Non sono necessariamente presenti attività umane, non esiste alcuna dimensione interpretativa.

- Influenza: il comportamento di un essere ne influenza un altro; emissione da parte di un organismo che influenza un altro si fonda su un modello comportamentista (behaviorista), in pratica dato uno stimolo è sempre possibile determinarne la risposta o la sua intensità. Esempi sono la bullet theory o magic bullet theory (ago ipodermico): la comunicazione non è altro che l’inoculazione di messaggi, idee, orientamenti su un pubblico di massa considerato passivo e incapace di produrre elaborazioni proprie. In realtà è una semplificazione.

  • Comunicazione come passaggio di informazione: non c’è trasferimento di risorse, ne deriva il modello di Shannon e Weaver (supremazia della fonte, che manipola).
  • Comunicazione come condivisione: non solo invio di messaggi ma si considera la specifica valenza di atto sociale e reciproco di partecipazione (dalla radice etimologica di comunicare “rende comune”).
  • Comunicazione come inferenza: il processo comunicativo non si sostanzia nel trasferimento di informazione ma in una complessa attività di costruzione di indizi e produzione di congetture sugli indizi prodotti dagli interlocutori.
  • Comunicazione come scambio: idea dello scambio confidenziale.
  • Comunicazione come relazione sociale: un caso particolare di scambio di un’unità sociale, a partire da individui singoli, mediante l’uso di un linguaggio.

Capitolo 2 - Dalla bullet theory alla sociologia funzionalista dei media

Teorie della trasmissione

Spiegano il processo comunicativo riferendosi alla sua dimensione “trasmissiva”, riferendosi all’idea di trasporto fisico del segnale e di trasmissione di informazioni.

Altre classificazioni:

  • Teorie del dialogo: comunicazione come processo cooperativo.
  • Teorie del soggetto: centralità dell’individuo nella relazione.
  • Teorie dell’interazione: comunicazione come processo dinamico finalizzato a modificare i comportamenti reali (o le strutture cognitive) del destinatario.
  • Teorie cibernetiche o informazionali: comunicazione come flusso dinamico di informazioni che attraversa un canale per mettere in contatto emittente e destinatario (→ teorie matematiche dell’informazione, Shannon e Weaver).
  • Teorie sociologiche: comunicazione come processo che struttura il legame sociale:
    1. Logica di regolazione del sistema
    2. Meccanismi di rappresentazione sociale
    3. Studio delle logiche di potere

1. I media prima dei media

Periodo di nascita della communication research: fine Ottocento – inizio Novecento, avvento travolgente dell’industria nell’immaginario collettivo, processo di estetizzazione della merce e concetto della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte (Walter Benjamin). Nascita del pubblico come soggetto collettivo: gruppi sociali determinati capaci di produrre domanda culturale e disponibili all’offerta dell’industria dell’immaginario. Nascita del pubblico + sviluppo dei supporti tecnici per la diffusione dei beni della produzione culturale: poli della comunicazione di massa. Il pubblico viene scoperto dalla sociologia moderna: primi tentativi di analisi dei rapporti sociali come interazioni comunicative.

2. Lasswell, Lazarsfeld e la ricerca amministrativa

1927, Harold D. Lasswell pubblica Propaganda Techniques in the World War: convenzionale inizio degli studi di mass communication research. Lasswell. Tre funzioni sociali del processo di comunicazione (esigenze di equilibrio e controllo sociale):

  • Vigilanza sull’ambiente
  • Mediazione tra componenti sociali (correlazione apparati sociali nel rapporto con l’ambiente)
  • Trasmissione eredità sociale

Lazarsfeld e Merton aggiungono la funzione “intrattenimento”. Mendelsohn a queste quattro aggiunge la “mobilitazione” (propaganda politica e pubblicità). McQuail nel 1997 riorganizza lo schema inserendo anche teorizzazioni successive a Lasswell.

Il modello lineare della comunicazione (1948): si può parlare di comunicazione solo quando si può rispondere univocamente ai cinque quesiti che definiscono il processo comunicativo.

Quesiti Filoni di ricerca
Chi dice? Analisi degli emittenti
Che cosa? Content Analysis
Attraverso quale canale? Analisi dei mezzi tecnici
A chi? Analisi dell’audience
Con quale effetto? Analisi degli effetti della comunicazione

Punti problematici:

  • Quadro della sociologia funzionalista dei media, processo comunicativo come attività unidirezionale e trasmissiva, con emittente in primo piano e destinatario passivo.
  • Assenza di feedback (diverso dall’effetto), manca la retroazione comunicativa.
  • Modello asimmetrico.

Assunti di base delle teorizzazioni di sociologia funzionalista dei media

I processi comunicativi:

  • Sono asimmetrici.
  • La comunicazione è intenzionale e rivolta ad ottenere un effetto misurabile (cioè comportamenti collegabili allo scopo).
  • I ruoli di comunicatore e destinatario appaiono isolati dai rapporti sociali, situazionali, culturali che non sono contemplati dal modello.

Punti di forza:

  • Snodo epocale nello studio, attenzione all’analisi degli effetti della comunicazione e del contenuto dei messaggi.
  • Cerniera tra le tendenze opposte di communication research, una a tendenza comportamentista (teoria ipodermica o bullet theory) e l’altra focalizzata sulla mediazione e resistenza dei destinatari nella ricezione.

La teoria ipodermica o magic bullet theory. I messaggi sono considerati come medicinali che penetrano direttamente l'audience, influenzandola in modo prevedibile e uniforme.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Iconoclasta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Sorice Michele.
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