Annotazioni di sintassi generativa
Concetti introduttivi
Grammatica generativo-trasformazionale: studio del linguista americano Noam Chomsky, finalizzato a descrivere le regole e i principi che determinano la costruzione delle frasi ritenute grammaticalmente corrette nelle diverse lingue.
Grammatica universale (GU): scopo ultimo della grammatica generativo-trasformazionale, consiste nell’individuare le regole generali che sottostanno al funzionamento di tutte le lingue storico-naturali.
Innatismo: assunto basilare della teoria generativista, secondo cui i principi fondamentali che regolano l’uso linguistico dei segni sono inscritti naturalmente nella mente umana, e in virtù del quale anche l’esistenza di una grammatica universale risulta comprovata.
Regole (della grammatica generarativa): essenzialmente criteri di riscrittura, cioè rappresentazioni simboliche di operazioni da applicarsi ad elementi dotati di specifiche caratteristiche grammaticali, consentendo di produrre un numero virtualmente infinito di frasi valide.
Principi (della grammatica generativa): criteri più astratti delle regole formali, non forniscono vere e proprie istruzioni operative sulla costruzione sintattica delle frasi, ma definiscono condizioni generali che guidano tale processo.
NOTA: al fine di suffragare il proposito di definire una grammatica universale, il generativismo ritiene che le regole e i principi validi per una lingua siano la manifestazione locale delle stesse regole e principi validi globalmente, a meno di una certa serie di parametri specifici (ad esempio l’ordinamento del lessico).
Parametri (della grammatica generativa): specificazioni delle regole generali del generativismo, finalizzate a perfezionarne l’applicazione nei diversi contesti linguistici.
Cardini metodologici del generativismo
Il generativismo, in quanto studio scientifico, richiede l’assunzione di alcuni preconcetti che ne determinino l’accettabilità sul piano metodologico.
- Assioma della modularità: il funzionamento del linguaggio è basato sull’interazione di moduli, cioè di componenti autonomi applicati in sequenza e destinati a definire ognuno un diverso aspetto dei fenomeni linguistici (tipicamente sintassi, morfologia, fonetica e semantica).
- Assioma della preminenza delle determinanti sintattiche: la spiegazione dei fenomeni linguistici richiede l’adduzione di ragioni sintattiche ogni qual volta siano plausibili. NOTA: ciò porta a motivare il movimento di elementi linguistici che determina la distinzione tra frasi attive e passive.
- Assioma dell’omogeneità: due fenomeni linguistici che condividano un certo numero di caratteristiche sono spesso riconducibili a strutture analoghe. NOTA: ciò spiega l’analogia tra una frase dal soggetto esplicito e la stessa frase in cui il soggetto è sottointeso.
- Assioma della plausibilità cognitiva: la teoria che si prefigga di descrivere il linguaggio deve necessariamente rendere conto delle modalità con cui esso è appreso e posto in uso nella realtà, poiché assume il carattere innato di tali abilità nell’uomo.
Caratteristiche del linguaggio
Il generativismo attribuisce al linguaggio le seguenti caratteristiche.
- Funzionamento sintagmatico: gli elementi linguistici della frase sono organizzati in gruppi detti sintagmi o costituenti, governati da particolari elementi guida e tali da determinare la sintassi della frase stessa.
- Logica gerarchica: i gruppi di elementi linguistici di una frase (i sintagmi o costituenti) sono a loro volta organizzati in strutture gerarchiche, per cui alcuni sono subordinati ad altri.
- Ricorsività: le regole sintattiche del linguaggio sono applicabili una dopo o dentro l’altra e l’unico limite sarebbe costituito dalle capacità cognitive della mente umana.
- Organizzazione categoriale: il linguaggio opera su oggetti linguistici dotati di caratteristiche uniformi, in virtù delle quali è possibile raggrupparli in classi (o categorie).
NOTA: la frase non è una semplice disposizione lineare di elementi linguistici, ma l’insieme di oggetti organizzati strutturalmente e raccolti in unità via via crescenti, poste una dentro l’altra.
Costituente (o sintagma): elemento linguistico (o gruppo di elementi linguistici) in grado di occupare una posizione specifica all’interno di una frase. NOTA: le nozioni di costituente e di sintagma sono intercambiabili, tuttavia la prima è più usata per fare riferimento ai singoli elementi linguistici che compongono una frase, mentre la seconda alle unità via via crescenti che partono da essi.
Classi (o categorie) lessicali: raggruppamenti omogenei entro cui è possibile collocare elementi linguistici accomunati dal medesimo ruolo morfologico, sintattico e semantico all’interno della frase. NOTA: gli elementi linguistici di una stessa categoria lessicale sono intercambiabili sul piano sintattico, cioè possono essere sostituiti l’uno all’altro senza produrre frasi agrammaticali.
Frase (complessa): secondo la grammatica generativa, il massimo dominio entro cui si realizza e si manifesta la sintassi, oltre il quale la produzione linguistica si attiene più che altro a fattori pragmatici e inerenti alla comunicazione.
Parola: elemento linguistico costituito da uno o più morfemi e corrispondente a un’unità stabile entro i domini superiori del sintagma e della frase.
Morfema: componente elementare di una parola che ne indica le caratteristiche semantiche e grammaticali. NOTA: le parole in genere sono costituite da un morfema base che ne veicola il significato e da uno o più morfemi secondari che ne indicano caratteristiche prettamente grammaticali, quali il tempo, il caso, il genere, il numero, ecc.
Funzionamento del linguaggio
Ricapitolando, secondo i presupposti del generativismo il linguaggio opera attraverso:
- Regole di riscrittura (o regole a struttura sintagmatica), che indicano come assemblare i costituenti linguistici elementari nella produzione di unità sintattiche di livello via via superiore.
- Un dizionario di elementi lessicali che renda disponibili gli oggetti cui applicare le regole di riscrittura.
- Un numero ristretto di principi generali che, applicati al risultato della composizione lessicale tramite regole di riscrittura, filtrano le frasi ritenute inaccettabili.
Le regole di riscrittura sono espresse nella forma XP → X - X, dove → sta per "si riscrive" e - sta per "seguito da", XP sta per "x phrase" e X può essere sostituito dall’etichetta di una qualunque categoria lessicale. Inoltre, è possibile ricorrere a parentesi tonde per indicare gli elementi opzionali e a parentesi quadre per indicare gli elementi eventualmente replicabili.
Test di costituenza
La teoria generativista comprende alcuni test specifici attraverso i quali è possibile distinguere raggruppamenti casuali di elementi linguistici dai costituenti veri e propri, cioè dalle unità linguistiche aventi funzione sintattica.
- Test dello spostamento e della costituzione di frase scissa e della non-interrompibilità: un gruppo di elementi linguistici è un costituente se è possibile spostarlo senza produrre frasi agrammaticali, se non è possibile spezzarlo per immissione di altri elementi linguistici, se è possibile ricostruire con esso una frase scissa della forma "È X che Y" (dove X rappresenta l’elemento sottoposto al test e Y il resto della frase).
- Test della sostituibilità e dell’enunciabilità in isolamento: un gruppo di elementi linguistici è un costituente se è possibile sostituirlo con un proforma senza compromettere la possibilità di articolare frasi analoghe alla precedente, o se è possibile disporre tale frase in modo da enunciarlo isolatamente.
- Test della coordinabilità e dell’omissibilità: un gruppo di elementi linguistici è un costituente se è possibile coordinarlo con gruppi ugualmente validi mediante l’inserimento di congiunzioni come e, o e ma, o se è possibile ometterlo senza alterare la correttezza della frase.
NOTA: occorre ricordare che i test di costituenza sono strumenti empirici ed euristici finalizzati a dimostrare la correttezza grammaticale delle frasi risultanti e non necessariamente la plausibilità del loro significato.
La teoria X-barra e la struttura dei costituenti
Teoria X-barra: sviluppo della grammatica generativa finalizzato a fornire un modello grafico preciso per l’illustrazione delle strutture linguistiche. NOTA: il modello fornito dalla teoria X-barra si basa sulle assunzioni fondamentali della grammatica generativa e prevede che i sintagmi di una frase siano articolati su più livelli, per rendere conto della loro natura ricorsiva di elementi costituenti di livello via via maggiore.
Indicatore sintagmatico (o albero generativo, o phrase marker): struttura grafica per la rappresentazione sintattica della frase, articolata dal basso verso l’alto e da sinistra a destra secondo ramificazioni ad albero. NOTA: la rappresentazione tramite indicatori sintagmatici può essere sostituita, per semplicità, da una sequenza di parentesi quadrate.