Scienze infermieristiche ostetrico-ginecologiche
Storia ed evoluzione della professione ostetrica
Dalle origini all’ostetrica condotta
L’arte della maieutica è esercitata in Italia da circa 20.000 ostetriche (dal latino obstetrix = colei che sta davanti), regolarmente iscritte agli Albi. Le origini della figura dell’ostetrica si hanno sin dall’inizio dei tempi, infatti si narra di levatrici nella Genesi e nell’Esodo, passando poi per le antiche Grecia e Roma.
Durante il Medioevo si sviluppò a Salerno la Scuola Salernitana di Medicina che fu il primo centro di medicina del Medioevo. Tra il 1220 ed il 1370 si svilupparono in Italia le prime Università dove si fecero i primi progressi anatomici sul corpo femminile e sempre nello stesso periodo si scrissero i primi testi sulle indicazioni igieniche per ostetriche.
A Parigi nel 1560 fu emanato un vero e proprio statuto per la formazione e l’esercizio delle ostetriche, analoga documentazione si ritrova a Francoforte. Luisa Burgeois è definita la prima vera ostetrica moderna.
Nel 1728 sorse per volere di Re Vittorio Amedeo II, il primo reparto e la prima scuola ostetrica a Torino, la cui maestra levatrice venne formata a Parigi a carico della Corona. Nel contempo la medicina si sviluppava e si aggiornava sempre più, tanto che i chirurghi diventarono ostetrici a discapito delle donne.
Dopo l’Unità d’Italia con la legge “Crispi” del 22 Dicembre 1888 n° 5849 si ebbe il riconoscimento giuridico della professione ostetrica, successivamente con il RDL del 23 Febbraio 1890 n° 6678 e con il RDL del 3 Febbraio 1901 n° 45, si approvò il regolamento per l’esecuzione della legge Crispi sull’esercizio delle levatrici con l’istituzione della “condotta ostetrica”, ovvero ostetriche dipendenti comunali aventi l’obbligo della gratuita assistenza alle donne non abbienti.
La progressiva medicalizzazione della gravidanza e del parto e i suoi effetti sulla professione
In molte civiltà la proto ostetrica fu considerata detentrice di una medicina tradizionale e popolare basata su rituali magico-religiosi, sull’uso di erbe, unguenti, interventi manuali e preghiere, finalizzate ai diversi problemi riproduttivi.
Invece le radici dell’odierna assistenza al parto nascono in occidente nel XVII secolo quando si utilizzò il forcipe per estrarre i feti. In questo periodo la vita delle donne era prioritaria alla vita del feto, ma le scarse possibilità economiche spingeva le donne a partorire in modo tradizionale con l’aiuto di altre ostetriche.
Alla fine dell’800 però i tassi di mortalità materna ed infantile erano troppo elevati, così nel 1901 in Gran Bretagna venne creato il primo posto letto specifico alle gestanti e da qui l’ospedale diventò il punto di riferimento principale per l’assistenza alla nascita. Negli anni '50, l’introduzione degli antibiotici e dell’anestesia, ridimensionò il problema delle infezioni e consentiva di aggirare alcuni problemi meccanici del parto grazie al parto cesareo.
Il recupero del ruolo professionale e sociale dell’ostetrica
I movimenti culturali degli ultimi trent’anni e soprattutto le politiche dell’OMS hanno contribuito a far capire che la gravidanza non è una malattia, ma un evento fisiologico della vita della donna. Inoltre hanno contribuito a valorizzare gli aspetti emotivi e sociali, oltre che a riaffermare l’importanza del ruolo dell’ostetrica.
La formazione universitaria professionale
La formazione ostetrica è stata sempre legata alle scuole di ostetricia universitarie. Solo con il D. Lgs. 502/92 si posero le premesse normative affinché la formazione universitaria sostituisse in modo definitivo il precedente modello formativo.
Un ulteriore e fondamentale passaggio si ebbe con il decreto MURST n° 509/99 che prevedeva il riordino della tipologia dei corsi di studio per tutte le facoltà. Ha stabilito infatti la possibilità di rilasciare i seguenti titoli di primo e secondo livello:
- Laurea
- Laurea specialistica
- Diploma di specializzazione
- Dottorato di ricerca
L'ostetrica
L’ostetrica, in base alle leggi vigenti, è la professionista che si occupa in piena autonomia e responsabilità, del benessere fisico e psichico della donna, della coppia e della famiglia, in tutto il suo percorso evolutivo nel contesto sociale in cui vive (nascita, infanzia, adolescenza, maturità, gravidanza, menopausa, terza età).
L’ostetrica si può trovare nei consultori, negli ospedali, nell’università, negli ambulatori e nelle cliniche e si occupa dell’assistenza alla donna in:
- Ambito ostetrico
- Ambito ginecologico
L’ambito ostetrico si divide in:
- Gravidanza (controllo e assistenza alla gravidanza, individuazione precoce dei rischi, sostegno della coppia, educazione alla salute, stesura del piano di cura delle patologie)
- Parto (assistenza al travaglio, parto e post partum fisiologici, sorveglianza dello stato di salute materna e infantile, diagnosi delle anomali del travaglio e del parto)
- Puerperio (sostegno e assistenza di mamma e bambino, sostegno nell’allattamento al seno, educazione sanitaria e sessuale, sostegno alla famiglia, conduzione corsi post parto)
L’ambito ginecologico invece prevede:
- Prevenzione, educazione e rieducazione
- Assistenza e sostegno alle donne con problemi ginecologici
- Prevenzione primaria e secondaria dei tumori della sfera genitale femminile
- Educazione alla salute ed alla sessualità
- Prevenzione delle MTS
- Consulenze sulla contraccezione, infertilità o sterilità
Percorso formativo dell’ostetrica oggi
L’acquisizione abilitante del titolo di professione ostetrica avviene in ambito universitario attraverso il percorso formativo stabilito per legge (laurea in ostetricia). Successivamente sono previsti altri percorsi volontari o obbligatori (formazione post-base), che possono essere il master di primo livello, la laurea specialistica biennale, il master di secondo livello, il dottorato di ricerca e il corso di perfezionamento scientifico.
La terminologia
- Scienza infermieristica: è il sapere disciplinare specifico sistematico ed organizzato delle conoscenze dell’infermiere, di tale sapere è stata determinata la validità e la condivisibilità.
- Ostetricia: dal latino obstetricem e cioè stare davanti, oggi viene individuata quale branca della medicina che ha rapporto con il parto, i suoi antecedenti e le sue sequele, pertanto riguarda i fenomeni e la conduzione della gravidanza, del travaglio, del parto e del puerperio, in condizioni sia normali che patologiche.
- Ginecologia: dal greco ginecos, è la scienza che spiega l’evoluzione della parte femminile del genere umano nella sua essenza sia fisiologica che patologica.
- La conoscenza scientifica: è l’acquisizione di un sapere proprio della scienza, che ingloba delle conoscenze teoriche (sapere), delle conoscenze pratiche (saper fare) e delle conoscenze etiche (saper essere). Si basa su delle informazioni di fatto, in questo modo si garantiscono alla donna cure efficaci, evitando improvvisazioni, errori, convinzioni errate, ecc.
Il midwifery
È un termine inglese che letteralmente significa “con la donna”, e racchiude la scienza e l’arte dell’ostetrica. Il midwifery pone come centralità la persona assistita, con la sua individualità e la sua diversità.
Anatomia e biologia della riproduzione umana
Le principali parti del corpo della donna che partecipano allo sviluppo sessuale e alla riproduzione
- Vagina: organo dell’accoppiamento, molto distendibile, che consente il passaggio del feto durante il parto ed è costituito da tre strati: esterno o connettivale, medio o muscolare e interno o mucoso.
- Utero: è un organo cavo, impari e mediano. È l’organo da cui origina la mestruazione, che accoglie la gravidanza e che esplica un ruolo fondamentale durante il travaglio per l’espulsione del prodotto di concepimento. Si divide in tre parti: il corpo che è la parte superiore, l’istmo che è la parte centrale e il collo che è la parte inferiore dell’utero sul quale si inserisce la cupola vaginale. L’utero è costituito da tre strati: mucoso o endometrio, muscolare o miometrio e sieroso o perimetrio.
-
Scienze infermieristiche generali, storia
-
Scienze infermieristiche e generali
-
Scienze Alimentazione
-
Scienze infermieristiche