Riassunto esame antropologia culturale, docente prof. Palmisano
Uomo, cultura, società
Capitolo 1
L'oggetto specifico della ricerca antropologica è l'uomo.
- L'antropologia può essere fisica: quando studia le forme e strutture del corpo umano.
- L'antropologia può essere culturale: quando indaga il significato e le strutture della vita dell'uomo come espressione della sua attività mentale.
Le manifestazioni dell'attività mentale dell'uomo sono le scelte che ogni uomo compie per ordinare la propria vita e ne costituiscono la cultura. L'antropologia ruota intorno a 3 temi principali:
- L'uomo
- Le relazioni con gli altri uomini
- Il rapporto umano di individui o gruppi con la natura
La natura
La natura è l'universo come totalità cosmica, visibile e invisibile dentro cui l'uomo è immerso. Il cosmo comprende le cose, gli esseri, gli animali, gli uomini e le forze note e ignote che li reggono. Quindi il cosmo è la totalità dell'universo. L'uomo trae misura dall'universo per rilevare il suo limite individuale e cerca di valutare le proprie forze per conoscere le sue dimensioni.
Per natura si può intendere:
- Universo come totalità cosmica
- Ambiente ecologico (terra, vegetazione, animali: l'uomo è spinto a conquistare e dominare l'ambiente per ottenere i mezzi della sua sussistenza, è anche oggetto di indagine e interpretazione ed è vista in contrasto con la cultura)
- Leggi fisiche e biologiche (l'uomo nella sua natura soggiace a queste leggi perché nasce, si sviluppa e muore; perché vi è la distinzione naturale tra uomo e donna)
La natura è retta da leggi generali fisse e l'uomo interviene sulla natura, la osserva, la studia per conoscerla e per sfruttarla, per modificare il suo corso. Anche l'interazione biologica tra uomo e donna è un campo di intervento dell'uomo: l'uomo stabilisce norme precise e severe come divieto di incesto e l'esogamia.
Il passaggio tra natura e cultura è rappresentato dal linguaggio, attraverso il quale si attribuiscono valori semantici ai suoni ed ai gesti. Il linguaggio è un'istituzione umana ed è cultura, ovvero intervento dell'uomo sulla natura.
Il significato antropologico di cultura
La cultura ha 2 significati: uno umanistico e uno antropologico.
- Significato umanistico: è limitante e restrittivo, significa possesso di conoscenze più o meno specializzate acquisite mediante lo studio. Ha quindi un senso di distinzione, di superiorità in confronto agli uomini comuni, è condizione di privilegio. Siccome porta a pregiudizi, gli antropologi lo rifiutano.
- Significato antropologico: è un concetto che non esclude popoli e individui, ricchi di pensiero e dignità sociale. Il concetto fu formulato per la prima volta da Edward Taylor: “la cultura è il complesso unitario che include la conoscenza, la credenza, l'arte, la morale, le leggi ed ogni alta capacità e abitudine dell'uomo come membro della società”. Questo concetto è evoluzionistico: considera i primitivi ai livelli più bassi della cultura, supera i pregiudizi.
La cultura ha anche valore di patrimonio: ovvero un bene tramandato da padri e diventa eredità tradizionale che caratterizza ogni individuo e società. Compito dell'antropologia: studiare e scoprire come sorge la cultura e le forme esteriori nelle quali si struttura.
Astrazione e simbolizzazione
Gli antropologi americani si sono applicati allo studio del concetto di cultura fino a farne una disciplina: la culturologia. La cultura è la caratteristica peculiare dell'uomo per la quale egli si distingue dagli animali e dalle cose. L'organico è la natura e soggiace alle leggi fisiche e biologiche, il superorganico è la cultura che sovrasta le attività naturali e pone l'uomo al di sopra degli animali.
La culturologia si interessò anche agli aspetti astratti della cultura: la cultura è oggetto di astrazione, è il prodotto dell'attività mentale. Secondo Leslie White, si dà alla cultura un significato troppo astrattista e bisognerebbe invece opporre comportamento a cultura, psicologia a culturologia. White afferma che ogni cosa ed ogni evento può essere oggetto di simbolizzazione che può divenire causa di cultura: le cose passano attraverso un processo chiamato symbolate ovvero simbolati:
- Se la simbolizzazione si riflette sul comportamento somatico, ciò che è stato simbolato diventa oggetto di studio della psicologia
- Se la simbolizzazione viene in rapporto ad altri simbolati, questi diventano studio della culturologia
Quindi White definisce la cultura come classe di cose ed eventi dipendenti dalla simbolizzazione, considerata in un contesto extrasomatico. Introduce quindi rispetto al concetto di Taylor l'elemento della simbolizzazione. Ogni azione dell'uomo può assumere valore di simbolo e reca un significato additivo che si aggiunge al suo significato normale e naturale. Grazie alla simbolizzazione, le manifestazioni materiali dell'attività umana assumono significato culturale.
La cultura attraverso il suo significato ereditario diviene tradizione. La cultura diviene termine di confronto, di comportamento collettivo, di ribellione, anomalia, che caratterizza gruppi, famiglie, comunità. Il concetto di cultura di Taylor è tuttora punto di riferimento grazie al fatto di aver indicato elementi essenziali come:
- Integrità della cultura come complesso unitario
- Il suo valore di norma di comportamento per l'individuo come membro della società
Cultura e civiltà
Fino al secolo scorso civiltà era riferito a cultura, oggi i due termini sono diventati sinonimi.
- Alcuni autori affermano che civiltà ha significato superiore e territorialmente importante nella cultura ovvero lo vedono come una specializzazione della cultura. Grottanelli afferma che “il termine civiltà si riferisce a forme superiori e a quelle territorialmente diffuse ed importanti e il termine cultura invece è da riferirsi a quelle più semplici e localmente circoscritte”.
- Tentori e gli antropologi culturali italiani hanno fatto una distinzione proposta da alcuni sociologi americani come Weber: intendono per cultura l'aspetto ideologico ovvero i valori teorici e interpretativi; mentre per civiltà intendono l'aspetto concreto ovvero le elaborazioni pratiche e istituzionali delle varie società.
- La distinzione può avvenire anche partendo dal termine stesso: civilitatis deriva da civis che significa cittadino; civilis significa cortese, affabile mentre ruralis rustico e campestre. Il termine civiltà può essere riservato ad indicare una specializzazione della cultura non tanto in senso di superiorità ma in riferimento all'organizzazione residenziale di città.
Cultura e società
“La società è l'insieme dei sistemi normativi delle relazioni umane che traducono e attuano i valori e le interpretazioni culturali in istituzioni sociali”. Mauss, un sociologo e etnografo, afferma che la società comprende tutto ciò che è attività dell'uomo, al di sopra della sua costituzione fisica e biologica. La società non ha aspetto individuale perché comprende l'attività umana e quindi è associazione e partecipazione plurindividuale, rappresenta quindi una rappresentazione della cultura umana ma distinta dalla cultura intesa come espressione della mente umana. Non ci sarebbe cultura se non ci fosse l'uomo e la sua attività mentale. Ci sono culture che considerano determinate cose in modo diverso; ad esempio la vecchiaia: alcune culture la ritengono pienezza di vita altre fuggono da essa. La cultura è il concetto più vasto di società e l'una prende forma dall'altra.
Valori culturali
Il concetto di valore è oggetto di continuo dibattito. Il valore può riferirsi al valore economico, valore sociologico e valore filosofico. La formulazione di un valore avviene per un processo di qualificazione che porta alla valutazione; ciò che non interessa e che viene rifiutato e abbandonato non è un valore. La misura che fa di un fatto un valore è la partecipazione alla cultura come complesso unitario. Ogni elemento costitutivo della cultura diventa un valore. Ci sono valori passati che hanno significato storico e ci sono valori attuali che hanno significato immediato. Ogni valore è relativo, si specifica in rapporto alla cultura come interazione, in rapporto alle trasformazioni che essa subisce e quindi in rapporto al tempo, in rapporto ai singoli individui.
Sistemi e modelli culturali
Ruth Benedict introduce il concetto di modelli culturali come coerenti organizzatori di comportamento: quando la cultura viene considerata nella sua totalità sistematica, rappresenta un ideale di vita, un modello al quale ogni membro si conforma. Dalla conformazione deriva il senso della propria identità culturale e si acquisisce un termine di confronto con le altre identità culturali. Una determinata cultura influisce anche con la personalità: la personalità di base è l'insieme dei modelli di comportamento offerti da una determinata cultura, quando ci si conforma a questi si acquisiscono indirizzi specifici di comportamento che sono comuni a tutti i membri di quella stessa cultura; dalla personalità di base poi si vanno a creare e distinguere le caratteristiche individuali.
Gli usi e i costumi
La norma indica ciò che è stato trasmesso, ciò che è stabilito quindi ha significato morale e offre termini di confronto per capire ciò che è legittimo e ciò che non lo è. Il complesso delle norme regge gli usi ed i costumi ovvero il modello di comportamento normale nell'ambito di una cultura e di una società. Il valore etico degli usi e costumi viene sottolineato con la parole mores: i mores sono norme culturalmente importanti come le proibizioni dell'uccidere e del bestemmiare, o le responsabilità; mores si distingue dai costumi popolari ovvero folkways.
Redfield ha introdotto una nuova espressione per meglio caratterizzare gli usi ed i costumi:
- Stile di vita: è stata introdotta perché c'era l'esigenza di un termine che indicasse ciò che è più fondamentale e durevole negli usi ed i costumi di un popolo che persiste nella storia. “Stile di vita” include i modi di procurarsi il mantenimento in quanto contribuiscono al formarsi dell'idea di ciò che forma una vita buona.
Istituzioni e strutture sociali
Quando una norma diventa stabile e costante diventa elemento fondamentale nei rapporti sociali e diventa quindi istituzionalizzata: la norma si fa istituzione. Le istituzioni sociali sono gli elementi acquisiti e componenti del sistema sociale, danno concretezza all'idea di società. Ogni istituzione può raccordarne altre come ad esempio la famiglia attorno alla quale vi sono istituzioni come fidanzamento, matrimonio ecc. L'organizzazione sociale è una nozione legata al concetto di cultura e di società: mette in risalto il nesso interno dei valori culturali espressi dalle istituzioni sociali.
Le culture "altre"
La cultura ha fisionomie precise di conseguenza non ce n'è una sola ma molte, ognuna rappresenta un modo tipico e specifico con cui i singoli popoli definiscono i propri valori e con cui ordinano le proprie istituzioni in un sistema sociale. Le culture sono gli stili di vita dei popoli. Tutti gli uomini appartengono alla stessa razza ovvero l'homo sapiens, e questa rappresenta l'uniformità nelle culture, ogni uomo che viva nella foresta o a Manhattan deve salvaguardare la propria vita nella situazione in cui si trova, definendo il suo comportamento ecologico e valorizzando l'associazione con altri.
L'uomo altera i modi del suo adattamento all'ambiente in base a:
- Alla diversità delle situazioni di luogo e di tempo
- Alle libertà di scelta dell'uomo (che ha la possibilità di preferire una soluzione ad un'altra)
Quindi ambiente di luogo e situazione di tempo sono alcuni dei fattori che influiscono nella cultura. L'etnocentrismo è caratterizzato da esagerazioni e atteggiamenti negativi. È giustificato dal fatto che ogni uomo voglia possedere una propria identità etnico-culturale per distinguersi. L'antropologia è sorta per superare discriminazioni e pregiudizi e per comprendere le culture altre, dalla conoscenza deriva anche il superamento dell'etnocentrismo.
Sottoculture, egemonia culturale
Si è andato affermando il concetto di sottocultura:
- Presuppone il termine stesso che ci sia un sotto ed un sopra ovvero una stratificazione
- La sottocultura non ha una vera e propria autonomia: partecipa alla cultura dominante e mantiene elementi di distinzione e separazione (es. gli immigrati che mantengono una certa identità culturale pur partecipando alla cultura dominante)
- Il folklore era considerato una non cultura dalla cultura umanistica perché si riferiva alla cultura volgare cioè del volgo (popolo).
La sottocultura non è condivisa dall'antropologia che invece considera ogni espressione culturale non inferiore o superiore ma semplicemente cultura come espressione dell'attività mentale dell'uomo, quindi degna di considerazione e rispetto.
Capitolo 2
I fattori essenziali della cultura sono:
- Anthropos: l'uomo nella sua realtà individuale e personale
- Ethnos: comunità o popolo intesi come associazione strutturata di individui
- Oikos: ambiente naturale e cosmico dentro cui l'uomo si trova ad operare
- Chronos: tempo, condizione lungo la quale si svolge l'attività umana
Anthropos
Vi è la proposta di considerare l'anthropos-individuo come fattore fondamentale di cultura. Il comportamento dell'individuo viene analizzato come espressione della sua attività mentale ma non in senso psicologico bensì antropologico, come contributo determinante del processo culturale.
All'antropologo interessa analizzare e rilevare il processo di trasformazione culturale che si mette in atto con l'azione peculiare ossia con la manifestazione dell'attività mentale. Infatti, è proprio l'analisi dell'apporto del singolo individuo al processo culturale e sociale che distingue l'antropologia sociale dalla sociologia. L'individuo sta all'origine, è la variabile irriducibile di ogni situazione sociale e culturale. Il rapporto tra persona e cultura è ambivalente: ha sia senso attivo (ogni persona dà un contributo alla costruzione della cultura) e sia senso passivo (si considera la cultura come matrice della personalità umana).
- L'uomo dev'essere considerato nella sua costituzione fisico-biologica perché è base della sua personalità: ne condiziona lo sviluppo, l'attività della mente umana da cui scaturisce l'impulso alla cultura. L'antropologia non deve dimenticare che l'uomo non è solo essere culturale ma bioculturale.
- Anche il sesso incide sui fatti culturali: la distinzione tra uomo e donna introduce una strutturazione sociale e riflette sulla personalità di ogni singolo.
- Anche l'età è principio individuante di personalità ed è principio di strutturazione sociale, serve a introdurre, formare, educare un individuo nell'ambito di una cultura particolare.
Il processo di inculturazione parte da chi è già membro di quella cultura, da adulti o esperti, e mette l'individuo in una situazione passiva di recezione. Oggi l'inculturazione esige una risposta da parte del soggetto: ognuno fa propri questi valori e li sperimenta, vive, partecipa alla cultura. Grazie all'inculturazione la cultura diventa concreta nell'individuo, l'uomo diventa cultura. Con il processo di inculturazione ogni individuo viene reso partecipe della cultura e si impossessa degli elementi della cultura come beni propri, diviene membro di una cultura e si fa interprete di essa, creatore di cultura, partecipa direttamente e ha posizione attiva. L'affermazione della propria personalità si pone in distinzione ed a volte in contrasto con la personalità di altri individui: ne derivano alcuni fenomeni come la rivalità conflittuale che rappresenta una dinamica sociale ma si presta per sottolineare il soggetto come attivo e creatore di cultura.
Grazie agli antropologi si è venuta a creare quello che è osservazione partecipante: gli antropologi non si sono accontentati di essere osservatori ma si sono immersi nella cultura cercando contatto personale. Grazie a questo si è avuto il rispetto di determinate culture ritenute barbare e incivili che vengono ora considerate qualità proprie e diritti comuni.
L'ethnos
La cultura deve avere possibilità di accoglimento ed espansione presso altri individui: la cultura è da questo punto di vista risultato della collettività. Ogni situazione, ogni interpretazione, azione del singolo, sarebbe destinata a perdersi se non fosse stata fatta propria dalla collettività e quindi trasmessa come parte del patrimonio comune.
- Quasi-gruppo/communitas: momento associativo dove l'individuo appare nella sua autonomia e spontaneità e nello stesso tempo consolida a sistema.
- Mayer: il quasi gruppo è un'accolta di persone che si uniscono attorno ad un ego per un'attività specifica.
- Turner propone una distinzione tra communitas e comunità. Comunitàs è una relazione tra individui concreti, storici, di comune sentire che si rifanno ad un modello di società omogeneo.
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