La danza di H. Matisse
Cap 1 – La cognizione sociale
Psicologia sociale: disciplina che tenta di comprendere e spiegare come la vita mentale ed emotiva sia influenzata dalla presenza di altre persone, presenti sia sul piano fisico che sul piano simbolico (Allport).
La cognizione sociale è una corrente teorica che per Allport parte da due quesiti:
- In che modo la vita mentale delle persone influenza il modo in cui si relazionano con gli altri? (cognizione della psicologia sociale);
- Che cosa accade nella testa delle persone quando stanno con gli altri? (psicologia sociale della cognizione).
Cognizione della psicologia sociale e psicologia sociale della cognizione
- Processi di categorizzazione
- Attribuzione causale
- Euristiche
- Condivisione norme
- Costruzione dell'identità
- Formazione dei ruoli
Riguarda il modo in cui attiviamo e usiamo le conoscenze relative alla vita sociale, il modo in cui le immagazziniamo.
Abbiamo la necessità di conoscere la realtà sociale che ci circonda per poterla decifrare e comprendere, in modo da adattarci ed agire adeguatamente.
Approccio olistico di Lewin
Compresenza di fattori cognitivi e motivazionali (campo psicologico) nella percezione e interpretazione della realtà sociale secondo il principio gestaltico che "il tutto è più della somma delle singole parti".
La cognizione serve per capire cosa fare e come comportarsi, mentre la motivazione funge da motore del comportamento e consente il passaggio all’azione.
Concezione di individuo attivo
L'individuo agisce modificando la realtà circostante, è un ricercatore di coerenza (tra credenze e comportamenti) e uno scienziato ingenuo che raccoglie dati, vaglia ipotesi, giunge a conclusioni.
Modello di Taylor: l’economizzatore di risorse cognitive
Sì a soluzioni rapide basate su indizi salienti, no a soluzioni che richiedono lunghe analisi; bisogno di chiusura cognitiva per stanchezza, rumore, ecc. VS bisogno di cognizione (fattore più disposizionale che situazionale).
Le euristiche
- Disponibilità: frequenza o probabilità con cui si verifica un evento, legato al "fattore immaginabilità" es. dei decessi;
- Rappresentatività: probabilità con cui si verifica un evento, Tversky & Kahneman, es. di "Stefano il bibliotecario", importanza e analisi della probabilità di base;
- Simulazione: scenari ipotetici ("come reagisce il tuo ragazzo se te ne vai all’estero per mesi?") + pensiero controfattuale.
Ancoraggio e accomodamento
Per esempio, "quanto costa un volo per Bruxelles?" Credenze e comportamenti come punti d’ancoraggio per il giudizio in caso d’ambiguità e accomodamento sulla base di informazioni pertinenti.
Modello del conoscitore tattico-motivato
"Thinking's for doing" ruolo della motivazione a differenza del modello dello scienziato ingenuo e di quello di Taylor. Siamo attori e osservatori >>> attribuzione causale.
I nostri comportamenti sono attribuiti a fattori situazionali. I nostri successi a fattori disposizionali (self-serving bias) così come il comportamento di altri (errore fondamentale d’attribuzione).
Teoria dell’inferenza corrispondente di Jones e Davis
"L’amico mi aiuta perché è gentile" (importanza della disposizione), effetti non comuni (es. di Olga che sceglie Utrecht per la neve), desiderabilità sociale, libertà d’azione e di scelta, esperimento del discorso politico scritto dal prof o dallo studente.
Modello della covariazione di Kelley
Distintività, coerenza temporale e nelle modalità, consenso (es. del docente e della lezione non capita).
Schemi e categorie sociali
Servono per conoscere la realtà sociale e per organizzare le informazioni acquisite in modo da poter agire efficacemente in diversi contesti. Gli schemi sono strutture cognitive che contengono informazioni su un particolare oggetto di conoscenza.
Schemi e processi bottom up VS top down
I primi permettono una maggiore accuratezza, ma sono lunghi e dispendiosi sul piano cognitivo; i secondi sono basati su concetti e facilitano l’elaborazione cognitiva.
Tipi di schemi
- Persona: tratti di personalità, scopi, motivazioni;
- Sé: oggetto di conoscenza per eccellenza;
- Ruolo: ascritto/acquisito;
- Stereotipi sociali: fungono da facilitatori sociali, l’attributo saliente di una categoria è esteso a tutti i membri di essa e così tutte le donne sono emotive e tutti gli uomini razionali.
- Eventi: come mi devo comportare al ristorante e come si devono comportare gli altri (il cameriere per esempio deve portarmi il menu e io devo ordinare e aspettare che il mio piatto venga cucinato e portato al tavolo).
Le categorie sono contenitori astratti d’oggetti di conoscenza che possiedono elementi e qualità comuni. Si pongono lungo un continuum che li avvicina o li distanzia dal prototipo (l’elemento più rappresentativo di una categoria, definita sulla base di criteri necessari e sufficienti).
Livelli categoriali
- Livello sovraordinato: animali
- Livello subordinato: i bovini, è più specifico.
Cap 2 – Il giudizio sociale
Atteggiamenti: processi della coscienza che determinano l’azione; tendenze psicologiche che si manifestano con una valutazione favorevole/sfavorevole di qualcosa; strutture cognitive costituite da un’associazione tra la rappresentazione di un oggetto presente in memoria e la sua valutazione (si valuta la disponibilità in memoria e si misurano i tempi di latenza tra accessibilità e recupero).
Modello ripartito di Rosenberg & Hovland
- Componente cognitiva (info e credenze sull’oggetto)
- Componente affettiva (reazione emotiva suscitata dall’oggetto)
- Componente comportamentale (avvicinamento/allontanamento rispetto all’oggetto).
Come si forma un atteggiamento
- Esperienza diretta
- Osservazione dell’esperienza altrui
- Comunicazione (esempio delle lumache come pietanza)
Come si misurano gli atteggiamenti
- Misure dirette: scala Likert (da completamente d’accordo a completamente in disaccordo) o differenziale semantico (buono...cattivo)
- Misure indirette: reazioni fisiologiche, risposta elettrogalvanica della pelle, attività muscolare del viso.
Atteggiamento e comportamento – Teoria dell’azione ragionata di Fishbein e Ajzen
L’uomo è un essere razionale, credenze > intenzione > comportamento. Ruolo di fattori situazionali e contingenti >> norme condivise e desiderabilità sociale. Critica:
- Non sempre il comportamento è sotto il controllo dell’individuo > per esempio dipendenze, reazioni emotive come arrossire.
- Non sempre il soggetto si ferma a pensare alle conseguenze delle sue azioni, soprattutto se sono automatiche e abituali.
Tendenza al conservatorismo cognitivo x bisogno di coerenza e x maggiore attenzione a credenze e comportamenti che sono in linea con i nostri.
Come cambia un atteggiamento nel tempo
Effetto della mera esposizione di Zajonc e Teoria della dissonanza cognitiva di Festinger. Importanza della libera scelta esposizione a messaggi persuasivi per caratteristiche della fonte, del messaggio e del ricevente.
Modello della probabilità d’elaborazione (ELM) di Petty e Cacioppo
Il ricevente attiva due canali (centrale e periferico) in base alla motivazione e all’abilità cognitiva.
Modello euristico-sistematico
È unimodale a differenza del precedente, es. della persona gravemente malata che s’informa sulla malattia, le credenziali degli specialisti che ha consultato, ecc.
La formazione delle impressioni si risolve in un unico processo che varia in termini di motivazione e rilevanza personale: importanza quindi di un’impressione precisa, accuratezza di giudizio, carico cognitivo da sopportare, profondità d’elaborazione che coinvolge l’expertise della fonte, cruciale per avere info pertinenti con gli scopi del soggetto.
Impressioni, come si formano
- Modello configurazionale di Asch > approccio olistico, Gestalt. Le persone sono unità psicologiche e fin da subito si formano un’impressione globale delle cose e del mondo seguendo un processo top-down. Teoria implicita di personalità > pregiudizio. Effetto primacy: cerco elementi e info che confermano quelli già considerati in modo da rafforzare la mia impressione.
- Modello algebrico di Anderson: prima si valutano info su una persona e poi le si combinano in un’impressione e in un giudizio di personalità (processo bottom-up, dagli elementi all’unità).
La combinazione dei due modelli dà luogo a un terzo modello:
- Modello di Fiske & Neuberg: l’appartenenza categoriale si stabilisce sia con un processo top-down che consente la categorizzazione e la ricategorizzazione degli elementi, sia tramite un processo bottom-up che parte dalle informazioni individuali circa l’oggetto d’analisi.
Reputazione
La reputazione è ciò che gli altri pensano tu sia (Wooden), un giudizio formulato da un gruppo su un individuo che non appartiene necessariamente ad esso (Emler).
3 presupposti per la formazione:
- L’individuo appartiene alla comunità
- L’individuo non fa parte della comunità ma è collegato ad essa per via indiretta, cioè mediante altre persone
- Qualità e comportamento dell’individuo sono oggetto di discussione.
Scopo:
- Agevolare gli scambi cooperativi ("posso fidarmi di questa persona?")
- Controllo sociale (inclusione/esclusione dalla comunità) che spinge l’individuo all’autocontrollo e alla moralità
- Formazione dell’identità ed estensione del Sé: gestisco l’impressione che voglio dare agli altri e se non ce la faccio assumo l’identità che mi danno, foss’anche deviante.
Cap 3 – Le rappresentazioni sociali
Le rappresentazioni sociali sono "ricostruzioni da parte di un gruppo o di una collettività di una determinata realtà sociale". Si attribuiscono dunque significati condivisi e transgenerazionali in modo da dare senso alla realtà, comportarsi e comunicare in maniera comprensibile.
Moscovici:
- Stabilità della realtà sociale esistente
- Flessibilità: le rappresentazioni sociali non sono immutabili, soprattutto al giorno d’oggi dove tutto è messo rapidamente in discussione e le cose cambiano in fretta.
Realtà: pluralità di mondi, stili di vita diversi, ecc…
Doise
Le rappresentazioni sociali sono "principi organizzatori delle relazioni simboliche". La psicologia sociale si occupa delle rappresentazioni sociali, il suo compito è di spiegare come gli individui ricostruiscono la realtà sociale.
Le rappresentazioni sociali possono essere anche considerate come il risultato dell’integrazione tra ciò che l’individuo già sa, ciò che ancora non conosce e quello che dovrebbe sapere per prendere una posizione.
Come nascono le rappresentazioni sociali (processi)
- Ancoraggio: pongo in un quadro di riferimento qualcosa che non mi è noto, lo denomino e lo categorizzo sulla base di ciò che già conosco; lo scopo è ridurre la paura per ciò che è ignoto; per Doise può essere sociale, sociopsicologico o psicologico.
- Oggettivazione: figurazione e personificazione, far entrare la realtà in concetti, fenomeni e immagini familiari (funzione strumentale): "la psicoanalisi è Freud", i concetti raffigurati: "l’inconscio sotto, il conscio in mezzo, il super-io sopra".
La funzione delle rappresentazioni sociali secondo Moscovici
Servono per rendere familiare ciò che è estraneo.
- Ipotesi dell’interesse: un gruppo o un individuo costruiscono immagini e discorsi per conciliare i propri obiettivi e idee con quelle della collettività.
- Ipotesi dell’equilibrio: per comprensione insuccessi o mancanza d’integrazione dell’ideologia.
- Ipotesi del controllo: per filtrare informazioni diverse da quelle del gruppo in modo da valutare la lealtà dei singoli membri come duratura.
Critiche
- Troppo generali
- Non falsificabili
- Non si spiega perché queste 3 ipotesi debbano essere assicurate da un modo condiviso di pensare e comunicare.
Come sono trasmesse (sistemi di comunicazione)
- Diffusione > creare un sapere comune, da specialista a giornalista
- Propagazione > lettori di parte, "l’Avvenire" per esempio
- Propaganda > opposizione tra vero e falso sapere (stampa comunista)
- Proposta > sollecita a costruire un punto d’incontro tra questioni diverse
- Opinione > asserzione valutativa plastica, specifica e generale
Atteggiamento: orientamento critico (positivo/negativo) verso un oggetto di conoscenza. Guida e regola il comportamento.
Stereotipi: posizione rigida, che crea un consenso comune a un gruppo e che semplifica gli stimoli.
Come sono fatte
Elemento periferico Nucleo centrale Elemento periferico Elemento periferico Elemento periferico
- Il nucleo centrale è fondamentale perché ne determina il significato e svolge 3 funzioni:
- Funzione stabilizzatrice: assicura coerenza, parte consensuale e non negoziabile;
- Funzione generatrice: dà significato agli elementi periferici;
- Funzione organizzatrice: assicura un legame con gli elementi periferici.
- Gli elementi periferici possono variare in base al gruppo sociale, d’appartenenza, al popolo, al tempo in cui si vive; assicurano flessibilità alla rappresentazione sociale che è una struttura e non un sistema, per cui anche se cambia un elemento, non cambia la rappresentazione. Il cambiamento della rappresentazione avviene invece se si intaccano prima tutti gli elementi periferici, "per scoppio" (rivalutazione, "evento bomba") o per ristrutturazione (cambiamento più progressivo).
Aspetti descrittivi legati alla definizione delle caratteristiche più probabili. Aspetti valutativi legati alla "desiderabilità". Tener presente che le persone possono condividere riferimenti e conoscenze comuni riguardo a un oggetto, ma assumere posizioni diverse in proposito.
Cap 4 – Il sé e l’identità
Il sé
- Prospettiva interazionista: Per W. James il Sé è caratterizzato dagli attributi di continuità, distintività e volizione che permettono il contatto con la realtà. Il Sé si distingue in Io: conosco, agisco e rifletto; non posso analizzarlo perché è puramente soggettivo. Me: come mi vedo dal punto di vista materiale (corpo), sociale (rapporti con gli altri) e spirituale (riflessione su di sé) Sé rispecchiato > identità.
- Per Mead il Sé non è presente alla nascita e si sviluppa se sono soddisfatte due condizioni:
- Capacità di produzione e risposta a simboli: linguaggio + "conversazione di gesti" (agisco in risposta a quello che fa l’altro, interiorizzo e condivido significati, prevedo conseguenze, so controllarmi) = mente
- Capacità di assumere gli atteggiamenti degli altri:
- Fase gioco semplice (play)
- Fase gioco organizzato (game) > Altro generalizzato
- Prospettiva gestaltica: Sé come io fenomenico VS io reale (mondo fisico) Sé come insieme di aspetti fisici e psicologici, complesso strutturato di vissuti e qualità VS sé ideale. L’individuo è tale nel rapporto con gli altri e con le istituzioni in quanto si rende conto della sua specificità.
- Per Asch il Sé è un complesso unitario (mente-corpo) che rappresenta l’organismo e le reazioni dell’organismo alle sue azioni VS tesi comportamentista e concezione egocentrica dell’io, interessato a massimizzare il piacere e a ridurre il più possibile il dolore. Fenomeno dell’altruismo reciproco: trovo lavoro a qualcuno senza avere nulla in cambio. L’Io è segregato nei vari aspetti del campo percettivo.
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