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Riassunto esame Psicologia dinamica, prof. De Rosa, libro consigliato Il disagio della civiltà, Freud

Riassunto utile per l'esame di Psicologia Dinamica o Psicologia Clinica, triennale e/o magistrale del prof. De Rosa basato su appunti personali e studio autonomo primi 6 paragrafi consigliato dal docente "Il disagio della civiltà" di S. Freud, edizione Bollati Borighieri, . Il riassunto non riporta opinioni personali, ma è molto dettagliato e preciso.

  • Esame di Psicologia dinamica docente Prof. B. De Rosa
  • Università: Napoli Federico II - Unina
  • CdL: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
  • SSD:
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marty Ten di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof De Rosa Barbara.
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Media: 5

  • 10
  • 23-10-2013
Pagine totali: 4
 
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Riassunto esame Psicologia dinamica, prof. De Rosa, libro consigliato Il disagio della civiltà, Freud
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Secondo Freud, è difficile evitare di pensare che gli uomini abbiano un sistema di valori deviato che li porti a sopravvalutare il potere, la ricchezza e il successo, a discapito dei veri valori della vita che invece sottovalutano. E ciò nonostante non bisogna dimenticare che il mondo umano è vario, così come la sua vita psichica, e ci sono sempre eccezioni che confermano la regola: esistono, infatti, uomini i cui ideali e le cui azioni sono del tutto estranei alle finalità e agli ideali della massa, che riescono ugualmente a ottenere la stima di tutti gli altri. A questo proposito, Freud riporta l’esempio di una lettera scritta a un caro amico, per esporgli la sua visione della religione in quanto illusione, a cui tale collega replica affermando che la vera fonte della religiosità è un sentimento che egli chiama il “senso dell’eternità” (il percepire se stessi come un qualcosa di eterno e che possa durare persino dopo la morte, alleviando la paura di cessare di esistere, è il sentimento di un legame indissolubile con la totalità del mondo) e che sostiene sia alla base della fede in qualunque religione. Facendo dunque riferimento alla lettera ricevuta dal collega, Freud afferma che non è possibile trattare scientificamente i sentimenti e che se ne possono descrivere solo i sintomi fisiologici. Per questo motivo, è necessario analizzare il sentimento sopra descritto tramite la psicoanalisi. Secondo Freud, normalmente non vi è nulla di più sicuro per noi del nostro sentimento di noi stessi, il nostro Io, che appare autonomo, unitario e ben distaccato da ogni altro oggetto esterno, con cui mantiene linee di demarcazione ben definite. Esiste solo una condizione non patologica in cui questo sentimento si attenua e le linee di demarcazione poste dall’Io nei confronti dell’oggetto esterno divengono tanto sottili da rischiare di svanire: l’innamoramento. Al culmine dell’innamoramento, il confine tra l’Io e l’oggetto esterno rischia di svanire, facendo sì che l’Io appaia, almeno temporaneamente, fuso con il Tu. In tale condizione, secondo Freud, l’individuo si convince in tal modo di questa fusione da assumere perfino comportamenti propri del Tu e non del proprio Io. In tutte le altre condizioni, la mancanza di confini stabili e ben definiti tra l’Io e l’oggetto esterno è da considerarsi patologica e può aver avuto origine quando l’adulto era un lattante, a causa di uno scorretto sviluppo psichico. Da bambino, l’individuo impara che non tutti gli oggetti sono parte del proprio Io e che alcuni possono essergli portati via temporaneamente o per sempre (es. il seno materno): in questo modo, si crea la prima contrapposizione tra l’Io e l’oggetto esterno, il “di fuori”. A tale processo contribuisce la percezione delle fonti di malessere, di tutto ciò che non provoca piacere, per cui il bambino tende a stabilire dei confini per separare l’Io da tutto ciò che può diventare fonte di disagio o di malessere, dando vita in tal modo a un prim
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