Estratto del documento

Introduzione

Le professioni dell'insegnante e dell'educatore sono caratterizzate dalla relazione diretta e continua con l'altro. Tale relazione è legata alle rappresentazioni che queste figure professionali costituiscono. L'obiettivo di tali rappresentazioni è formulare dei modelli che rendano conto dell'agire dell'altro e del senso da attribuire ad eventi e situazioni.

Le rappresentazioni si creano attraverso l'attività conoscitiva dell'operatore, utilizzando fonti documentarie, senza basarsi su pregiudizi ma su indagini fatte di colloqui informali e questionari improvvisati.

L'azione sul campo da parte degli insegnanti richiede che essi assumano un atteggiamento di ricerca (saper osservare gli eventi, dialogare). Gli insegnanti devono acquisire sensibilità e competenza metodologica:

  • L'operatore dotato di sensibilità metodologica si pone continue domande, cercando di trovare risposte.
  • L'operatore dotato di competenza metodologica sa come agire per trovare risposte o per tentarvi.

L'attività conoscitiva degli operatori deve avvicinarsi il più possibile a quella sistematica del sapere scientifico. Riflettere sulla propria esperienza permette di trasformarla in competenza.

La ricerca empirica in educazione

Sapere scientifico e ricerca educativa

La ricerca educativa è un'attività conoscitiva, sistematica e controllata, svolta su una data realtà educativa e condotta secondo molteplici prospettive.

Il piano teoretico utilizza metodi riflessivi e indagine argomentativa allo scopo di definire e analizzare concetti rilevanti nell'ambito della riflessione pedagogica, riflettendo sulle finalità e sui valori associati all'educazione.

Il piano storico e comparativo mira allo studio delle concezioni e dei modelli pedagogici e delle istituzioni educative attraverso le quali esse vengono messe in atto.

Il piano descrittivo sperimentale mette il dato empirico al centro della ricerca. Tale ricerca è svolta secondo due finalità:

  • Ricerca idiografica: l'obiettivo è quello di far luce sulla realtà educativa, spazialmente e temporalmente situata, allo scopo di avere una comprensione approfondita della situazione considerata nella sua unicità e specificità.
  • Ricerca nomotetica: l'obiettivo è quello di astrarre dalla situazione oggetto di studio, leggi e regole di portata più generale, applicabili anche a contesti diversi da quelli in cui sono stati prodotti.

Questi due approcci servono per fornire i decisori di un patrimonio di conoscenze utili a permettergli di non basarsi su pregiudizi ma di decidere consapevolmente.

Una ricerca scientifica mira a produrre sapere controllabile. Il ricercatore si trova a compiere delle scelte che coinvolgono livelli differenti. La prima scelta è di tipo ontologico. Egli deve decidere se considerare la realtà come un'entità oggettiva, realmente esistente o come costruzione dell'osservatore.

Ontologia realista: il ricercatore crede che la realtà sia oggettiva e separata dall'osservatore che la studia (realismo ingenuo o realismo critico).

  • Realismo ingenuo: il ricercatore ritiene che la realtà sia conoscibile in modo deterministico.
  • Realismo critico: il ricercatore ritiene che la realtà sia conoscibile solo in modo imperfetto e probabilistico.

Costruttivismo (filone interpretativista): il ricercatore ritiene che l'esistenza della realtà sia subordinata alla nostra percezione di essa e sia riflesso della nostra attività mentale.

Relativismo: il ricercatore ritiene che non sia possibile separare la realtà dall'osservatore. Dall'atteggiamento assunto dal ricercatore, dipendono le sue scelte epistemologiche, ovvero quelle che dovrebbero condurlo a formulare conoscenza.

Se il ricercatore adotta la prospettiva del realismo ingenuo, considererà indipendenti ricercatore e realtà studiata, quindi i pregiudizi di esso non avranno effetti sulle ricerche e pertanto sarà possibile identificare le leggi generali e universali che governano l'oggetto studiato.

Se il ricercatore adotta la posizione del realismo critico, riconoscerà l'impossibilità di giungere a una conoscenza deterministica della realtà studiata e ricercherà quindi tendenze e regolarità nei fenomeni osservati, che possano portare a identificare disposizioni strutturali.

Accettando il relativismo, la scienza può solo interpretare l'evidenza empirica che emerge dal campo. Le scelte epistemologiche si ripercuotono sulle scelte metodologiche, ovvero le scelte degli approcci, dei metodi con cui conoscere la realtà sotto esame.

Il ricercatore realista ingenuo cercherà di far variare alcuni fattori in maniera controllata per vedere come altri fattori variano di conseguenza (esperimento) o vedere le corrispondenze tra fattori (inchiesta).

Il ricercatore realista critico adotterà tutti i metodi possibili per raccogliere informazioni, non limitandosi alla ricerca per esperimento o per inchiesta ma ricorrendo all'osservazione in contesti naturali e all'intervista in profondità.

Dalle scelte metodologiche discenderanno le tecniche di rilevazione e di analisi dei dati che egli metterà in atto per raccogliere dati sulla realtà studiata e soddisfare gli obiettivi. Queste tecniche prevedono l'uso di strumenti come questionari, interviste e griglie di osservazione.

Il ricercatore realista ingenuo cercherà di individuare i fattori che spiegano le regolarità empiriche osservate, astraendole dal loro contesto.

Il ricercatore realista critico adotterà uno schema interpretativo per leggere una data realtà tramite analisi quantitativa e analisi qualitativa.

Il ricercatore costruttivista studierà i singoli soggetti e le relazioni che li legano. Il sapere valido (riferito agli obiettivi conoscitivi prefissati) e attendibile (che non cambia se non cambiano le relazioni) si ottiene solo attraverso forme di triangolazione (confermare i risultati ottenuti con una tecnica mediante un'altra tecnica, mediante un altro ricercatore, mediante il confronto tra i punti di vista di più soggetti).

Strategia di ricerca educativa

Ogni ricerca empirica parte da un bisogno conoscitivo definito problema di ricerca (formulato sempre come una domanda). Da esso discendono gli obiettivi di ricerca. Sulla base di essi, il ricercatore sceglie un'opportuna strategia di ricerca.

  • Ricerca basata sulla matrice dei dati (ricerca standard): il ricercatore vuole individuare quali fattori sono in relazione con un altro fattore, quindi deve spiegare determinate regolarità empiriche e lo fa estraendo un campione dalla popolazione di riferimento e lo sottoporrà ad un inchiesta, tramite questionario. Questo metodo produce dati altamente strutturati, sistemati poi in una matrice in cui le righe sono i casi (i soggetti), le colonne sono le variabili generate dalle risposte. Ciò permette di avere una quantificazione dei dati raccolti, tramite scale di risposte alle domande, calcolo della frequenza e tutte le altre tecniche quantitative.
  • Ricerca per esperimento: il ricercatore vuole capire se esistono relazioni causali tra fattori, quindi cerca spiegazioni causali attraverso ricerche che raccolgono dati strutturati e li analizzano con tecniche quantitative.
  • Ricerca interpretativa: il ricercatore vuole giungere alla comprensione del quadro situazionale che guida gli attori nelle loro decisioni di azione, utilizzando tecniche che producono dati a bassa strutturazione (per lo più dati testuali).
  • Ricerca azione: il ricercatore vuole giungere a delineare linee di azione volte alla soluzione di uno specifico problema.
  • Studio di caso: il ricercatore vuole giungere alla conoscenza approfondita di un determinato oggetto di studio tramite raccolta dati (qualitativo o quantitativo).

La ricerca basata sulla matrice dei dati

Dal quadro teorico alle definizioni operative

La ricerca basata sulla matrice dei dati mira a descrivere una data realtà educativa sulla base di parametri statistici dati, oppure a spiegare un fattore sulla base di altri fattori. Questa ricerca è guidata da ipotesi, nelle quali il ricercatore esprime le sue aspettative sulle manifestazioni empiriche oggetto di studio.

Il ricercatore che si accosta ad una ricerca possiede sempre conoscenze pregresse (background teorico), si documenta sugli studi degli altri studiosi per formare un quadro teorico della ricerca.

Se la ricerca ha finalità confermative, il ricercatore deriverà le sue ipotesi in relazione ai suoi obiettivi. Se la ricerca ha finalità esplorative, il ricercatore non espliciterà le sue ipotesi, ma ognuna di essa potrà essere o vera o falsa.

Le ipotesi coinvolgono determinati fattori. Ad esempio, se si studia l'abbandono scolastico, una delle ipotesi potrebbe essere “abbandonano con maggiore frequenza gli allievi provenienti da famiglie in condizioni economiche disagiate”. Qui i fattori coinvolti sono due: condizioni economiche svantaggiate (fattore indipendente), abbandono scolastico (fattore dipendente). È necessario stabilire elementi osservabili, detti indicatori del concetto che ci apprestiamo a rilevare (es. reddito genitori, condizioni di lavoro, numero di fratelli e sorelle, ecc.). Tutti assieme danno una definizione operativa del concetto.

Tra fattori astratti (che vogliamo rilevare) e fattori concreti (empiricamente rilevabili) c'è un rapporto di rappresentanza semantica, ovvero l'insieme degli indicatori deve dare conto di tutta l'area di significato aperta dal concetto astratto che costituisce il fattore oggetto di definizione operativa.

Un concetto astratto riferito ad un tratto psicologico del soggetto viene definito costrutto.

La scelta del campione

Il ricercatore basa la ricerca su una popolazione di riferimento, dalla quale estrae un campione. Esso deve essere rappresentativo, ovvero deve riprodurre esattamente la popolazione. Non si è mai sicuri che ciò avvenga, perché se conoscessimo la distribuzione dei fattori della popolazione non avremmo bisogno di campionare (paradosso del campionamento).

La numerosità campionaria ottimale (miglior numero dei soggetti del campione) dipende dall'eterogeneità della popolazione e dal numero di fattori oggetto di studio. Più essi sono, più il campione è numeroso.

Abbiamo due strategie per il processo di campionamento:

  • Estrazione casuale: elencare i soggetti appartenenti alla popolazione, assegnargli un numero d'ordine ed estrarre un campione in maniera casuale. Tutti hanno la stessa probabilità di essere estratti.
    • Campione casuale semplice: i soggetti sono estratti da un generatore di numeri casuali.
    • Campione sistematico: si estrae dalla lista un soggetto ogni k.
    • Campione stratificato: popolazione divisa in strati omogenei e da essi è estratto un campione casuale.
    • Campione a grappoli: popolazione divisa in gruppi naturali e da essi è estratto il campione.
  • Campionamento non probabilistico: dettato dalla necessità di avere campioni che presentino soggetti con dati caratteri, scelti dal ricercatore in base ai suoi scopi.
    • Campione accidentale: sono inseriti i primi soggetti che capitano.
    • Campione per quote: sono selezionati soggetti all'interno di ogni strato, non in modo casuale.
    • Campione a valanga: si intervistano alcuni soggetti e gli si chiedono altri nominativi.
    • Campione per dimensioni: si fa in modo che per ogni combinazione degli stati assunti dai fattori venga inclusa almeno una quota minima di soggetti.
    • Campione a elementi rappresentativi: sono scelti i soggetti che il ricercatore ritiene più rappresentativi.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ferrisbueller di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Fornasari Alberto.
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