Premessa
Al giorno d'oggi è molto importante vedere come cambia in modo molto veloce e repentino lo scenario sociale, politico ed economico, sempre più globalizzato, flessibile e liquido. Parafrasando una definizione di Bauman, economista che definisce la nuova realtà liquida, occorre in questo contesto molto veloce e repentino il miglioramento dei sistemi formativi, della qualità della formazione. Senza dubbio, occorre rivedere la progettualità educativa, studiare la qualità pedagogica della formazione (criteri, modalità, visioni, strategie, risorse, processi).
Capitolo primo: La didattica tra teoria e prassi
La didattica riveste un ruolo importante per quanto riguarda il coinvolgimento della persona alla conquista di conoscenze generali e specifiche per sapere essere nella società in continuo rimodellamento. La didattica è vista come un ruolo primario per il nuovo che, sempre di più, con un ritmo accelerato, si affaccia sulla scena della società.
Il moltiplicarsi delle informazioni e delle comunicazioni ha avuto un effetto devastante sull'esistenza, tanto da sollecitare una revisione totale dell'educazione e dell'istruzione: per usare una metafora, l'uomo è come se fosse costantemente minacciato da uno tsunami e, per resistere alle forze, deve sempre ricostruirsi. Infatti, già da tempo la scuola e le istituzioni in generale, sotto la spinta di queste accelerazioni, sono state costrette a rivedere gli schemi paradigmatici sui quali era stata avviata la formazione delle nuove generazioni.
Solo una formazione/educazione che si concretizzi come processo conoscitivo potrà aiutare a gestire le crisi all'uomo. Ad individuare le variabili tecnologiche. La didattica, rifacendosi al concetto di liquido di Bauman del tessuto sociale, fa pensare a qualcosa che non ha forma o meglio che prende la forma dell'oggetto in cui si ferma. La metafora fa capire il passaggio continuo da una forma all'altra senza nessun problema. Occorre far capire ai giovani questi passaggi continui ed indicare loro gli strumenti più adatti per dare risposte ai loro interrogativi.
Il tutto si sintetizza nel bisogno di conoscere e che segua un saper fare nei confronti degli eventi ma anche del saper essere: la scuola è chiamata a questo lavoro e fin dal '70 è in costante cambiamento sia nella struttura che nei piani programmatici. A questi cambiamenti però non sono seguiti la rinnovata formazione degli insegnanti, soprattutto in campo didattico. Infatti, i docenti chiedono indicazioni e metodi per affrontare il fenomeno complesso e denunciano un iato tra teoria e pratica. Teoria e prassi sono complementari: non può esistere una teoria senza prassi, che è vuota, e la prassi senza la teoria è cieca.
La complementarità della teoria e della prassi serve per far transitare da una conoscenza più tipicamente contemplativa a una più attiva e dinamica. Ne consegue che l'insegnamento non è trasmissione del sapere, ma un insegnamento che contempla un processo formativo che prelude alla cultura. Spesso però insegnanti che affermano l'indissolubilità della teoria dalla prassi dall'altra, insegnanti con scarsa formazione teorica affermano che però all'atto pratico le cose sono diverse e complesse. Bruner per pacificare le due linee di pensiero con le teorie ingenue nella prassi quotidiana.
Capitolo secondo: L'educazione come prassi intenzionale
L'educazione chiama in causa un'intenzionalità comunicativa, in quanto c'è una copartecipazione di informazioni che acquistano un senso quando si traducono in conoscenze (l'archetipo). Nell'atto comunicativo entrano in gioco molti fattori che si riconducono a quelli non verbali e verbali. Fin quando il soggetto riesce il mondo esterno a percepire il lato fisico naturalistico percepisce il vero, quando si passa alle informazioni trasmesse per parole con la comunicazione può avvenire la deformazione del messaggio sia per il contenuto, per l'emittente che per come riceve il destinatario.
Infatti, la trasmissione dei messaggi è soggettiva. È molto importante fare ricorso al feedback per la corretta esatta informazione della interpretazione della stessa. Ogni messaggio, come dice Morin, è sempre soggetto a interpretazione del ricevente il quale dovrà si trova a dover conciliare cognitività ed affettività coscientemente ed inconsciamente. Infatti, le informazioni passando da un soggetto all'altro si deformano.
L'educazione è il frutto di una relazione tra due persone con l'intenzionalità di quanti si assumono la responsabilità di guidare tale evoluzione verso una forma autonoma, verso la long life learning di cui la società flessibile, dinamica ed in continuo movimento ha sempre più bisogno. In tal senso l'educazione è possibile dal grado di intenzionalità che si muove dall'interno del soggetto che promuove la stessa educazione. Sullo scenario pedagogico didattico si sono affacciate varie teorie come il comportamentismo di Pavlov, l'epistemologia genetica di Piaget. Vygotskij, per il quale l'uomo è guidato dal contesto sociale, dalla cultura del luogo, ecc., comunque tutte teorie che hanno in comune l'evoluzione dell'uomo sia nelle componenti cognitive che affettive.
Per l'aspetto cognitivo si fa riferimento alle informazioni ed alle esperienze ricevute, ma anche nell'aspetto affettivo. L'educazione passa per e trova la sua origine nell'intenzionalità del soggetto che educa e si attua nell'incontro e la condivisione degli educatori perché il bambino è immerso in un contesto di molti educatori che sollecitano il continuo formarsi. Un elemento fondamentale è l'intersoggettività: capire il valore del sé e dell'altro per concretizzare un percorso di formazione idoneo.
La differenziazione dell'uomo dagli altri esseri viventi sta proprio nel fatto che egli può cogliere il valore del pensiero dell'altro senza accettarlo passivamente o metterlo in discussione aprioristicamente. È un'abilità della mente dell'uomo, in particolar modo dell'intelligenza dell'uomo, quello di andare oltre quello già appreso con un inesauribile desiderio. È la mente che sa commuoversi davanti allo spettacolo della natura del tramonto. Le esperienze, l'educazione, la società rappresentano l'architettura nella quale si colloca ed agisce il soggetto.
Borghi, infatti, riprendendo il concetto del Dewey – l'importanza delle esperienze in campo educativo e l'importanza che esse vengano armonizzate con l'humus che alimenta e dà senso alla vita di ciascun individuo. Esperienze che sono il punto di partenza e della via e della realizzazione dell'uomo. Un cammino che diventa sempre più faticoso per i cambiamenti sempre più massicci e rapidi dello scenario della società, sempre più in evoluzione. Oggi, nell'era della post-modernità, è diventato sempre più difficile educare in quanto c'è sempre più crisi di valore.
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