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Il metodo osservativo

L'osservazione per l'acquisizione delle conoscenze. La valutazione di una relazione educativa sarà tanto più efficace quanto più l'educatore ha una conoscenza approfondita dell'allievo; ovviamente sarà più semplice se si tratta di un gruppo ridotto di persone. Conoscere l'allievo ha anche dei risvolti positivi per quanto riguarda i genitori, che valutano l'insegnante in base a quanto conosce il figlio, se lo "ha capito". Per conoscere gli allievi, il metodo proposto qui si basa sull'osservazione diretta del normale comportamento del bambino nel contesto educativo; rispetto ai tipici test che scattano una fotografia statica del bambino, questo metodo proposto ha molti vantaggi, ad esempio può e dovrebbe essere ripetuto più volte variando i contesti, i tempi e i partecipanti, ed è più adatta a cogliere le sfumature del processo evolutivo.

Come e quando osservare

L'osservazione sistematica è guidata da un preciso obiettivo conoscitivo, prevede delle procedure particolari e necessita di tecniche specifiche per registrare ciò che è stato osservato. Il primo passo è definire lo scopo dell'osservazione, quello più generale è la valutazione del livello di sviluppo raggiunto dal bambino, obiettivo da raggiungere tramite diversi tipi di osservazione.

Diventare osservatori

Durante la propria attività, è possibile fare delle osservazioni spontanee, a cui bisogna fare attenzione: è facile che si ricordino episodi che più hanno attirato la nostra attenzione, oppure che dei bambini si mettano più al centro dell'attenzione rispetto ad altri ed essere ricordati di più. Ma questi dati non sono così rilevanti, poiché potrebbero deviarci dall'obiettivo da raggiungere; infatti si potrebbe non far caso ad aspetti più importanti. Bisogna tenere presente anche che quando accade qualcosa, memorizziamo l'interpretazione che gli abbiamo dato, compromettendo l'oggettività del fatto, e che non bisogna giudicare un bambino per un singolo episodio, piuttosto bisognerebbe osservarlo di nuovo in contesti diversi e in interazione con altri individui.

Tempi e situazioni di osservazione

L'osservazione dei bambini richiede molto tempo e un'attenta pianificazione, in modo da dedicare la stessa quantità di tempo ad ognuno. Le situazioni di gioco libero sono utili per osservare quanto i bambini cerchino il contatto fisico e tendano ad isolarsi; nei contesti in cui la vicinanza è imposta, si possono osservare le abilità conversazionali. Tutto ciò risulta comunque difficile se l'osservatore è l'insegnante stesso; quando invece è un estraneo è più semplice poiché dopo un tot di tempo viene ignorato, e deve cercare di fare il suo lavoro nel modo più invisibile possibile. Un ulteriore metodo di osservazione è la videoregistrazione, meglio ancora se viene utilizzata durante tutto l'anno; il suo punto debole è che riprende solo un certo spazio, non ha gran mobilità.

La costruzione di una griglia di osservazione

La griglia di osservazione può essere utilizzata per rilevare comportamenti che interessano il ricercatore; il vantaggio di un’osservazione non sistematica è che si annota solo ciò che ha attirato l’attenzione. Il primo passo nella costruzione di una griglia di osservazione è selezionare quali comportamenti osservare; per evitare sbagliate interpretazioni, si è insistito sull’utilizzo di microcategorie, poiché rilevare semplici movimenti del bambino può essere più oggettivo anche se poco informativo. Tuttavia l’organizzazione della griglia spetta al ricercatore che può scegliere il metodo ritenuto più adatto, in ogni caso le categorie create devono essere precise e affidabili: precise perché uno stesso comportamento non deve poter essere classificato in categorie diverse, e affidabili poiché due osservatori diversi dovrebbero codificare gli stessi comportamenti allo stesso modo. Il tipo di relazione che intercorre tra i comportamenti da osservare definisce la tipologia a cui la griglia appartiene; esistono tre categorie: schemi di codifica, checklist e scale di valutazione.

Gli schemi di codifica

Prima di costruirne uno, bisogna aver scelto i comportamenti da osservare, i quali potrebbero avere un particolare significato nel definire il livello di sviluppo. È necessario quindi conoscere quali siano le linee di sviluppo principale e le caratteristiche generali del fenomeno da indagare; per costruire uno schema di codifica, potrebbe essere utile consultare schemi di successo di altri ricercatori, osservare in modo informale bambini di diverse età, usufruire di una videocamera per riosservare un comportamento. Bisogna far sì che le categorie si trovino allo stesso livello di ampiezza (es: non si possono includere azioni troppo precise), devono essere esclusive (i comportamenti devono poter essere classificati una sola volta).

Le checklist

Esse vengono utilizzate quando l’oggetto dell’osservazione è lo sviluppo di una competenza definibile e limitata; vi è una serie di comportamenti descritta in ordine logico di sviluppo e l’osservatore deve indicarne la presenza o l’assenza direttamente mentre osserva. È importante che i comportamenti siano differenziabili e di tipo positivo (es: dire cosa sa fare il bambino piuttosto che cosa non riesce a fare). I vantaggi di una checklist sono la sua rapidità d’uso e facilità, lo svantaggio è che gli aspetti del comportamento infantile riducibili ad essa sono pochi.

Le scale di valutazione

Esse sono utili per la rilevazione di dati comportamenti e per la loro frequenza; purtroppo concetti complessi non sono riconducibili alla messa in atto di singoli comportamenti, ma a molteplici che sono osservabili. La comparsa o scomparsa di un comportamento, ma anche la frequenza, si possono rilevare anche tramite uno schema di codifica. Quindi l’osservatore, grazie alle scale di valutazione e sulla base di un periodo di osservazione adeguato, riesce a codificare in modo sintetico e con giudizio globale la sua frequenza. Il rischio è la soggettività del giudizio.

Principali tecniche di rilevazione del comportamento

L’osservazione può assumere forme diverse in base agli scopi per cui viene programmata, come la comparsa di un comportamento, la sua frequenza. In questi due casi, la tecnica impiegata viene detta rilevazione per eventi. Diventa importante anche la sfera temporale, ad esempio quanto un bambino gioca con gli altri e quanto da solo; per verificarla si possono utilizzare due modi: il primo è annotare il momento esatto in cui il comportamento inizia e termina; il secondo è meno preciso, si basa sulla suddivisione del periodo di osservazione in diversi intervalli temporali e sull’annotazione delle categorie comportamentali. Sempre quest’ultimo si caratterizza sulle caratteristiche del comportamento prossimale, ovvero ciò che riguarda la distanza che un individuo stabilisce tra sé e gli altri (distanza di possibile contatto, distanza di osservazione). Altra caratteristica importante nell’osservazione di un comportamento è la sua sequenzialità (l’ordine), ma per annotarlo non ci devono essere salti temporali; infine in base ai propri scopi, può essere utile osservare il singolo o il gruppo (es: aggressività).

L'osservazione nei contesti educativi

I comportamenti osservabili nei contesti educativi. Chi opera nei contesti educativi, utilizza l'osservazione...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Hilary1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale con laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Kanizsa Silvia.
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