Che cosa si intende per bullismo?
Con questo termine sono definite le manifestazioni di distruttività e di violenza, agite contro i compagni all’interno della scuola o contro coetanei o bambini più piccoli all’interno di altri contesti (cortile, strada, gruppi, associazioni). Un comportamento da bullo, infatti, è un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o danneggiare; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi e perfino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare.
La violenza viene esercitata da un soggetto o da un “branco” che riesce a emarginare, umiliare, minacciare o schernire dei compagni designati come vittime oppure dei soggetti portatori di una qualche diversità, di un qualche handicap o di una qualche debolezza reale o presunta oppure ancora dei coetanei di altra etnia, nazionalità o provenienza. Il termine bullismo, dall’inglese “bullying”, rappresenta la violenza, la crudeltà e le forme di tirannia esercitate da questi soggetti.
Forme di bullismo
- Fisiche: colpire con pugni o calci, appropriarsi di, o rovinare, gli effetti personali di qualcuno.
- Verbali: deridere, insultare, prendere in giro ripetutamente, fare affermazioni razziste.
- Indirette: diffondere pettegolezzi fastidiosi, escludere qualcuno da gruppi di aggregazione.
Alcuni comportamenti da bullo possono essere molto sottili. Una volta che uno o un gruppo di bambini abbiano stabilito una relazione di dominanza rispetto ad altri, talvolta è loro sufficiente solo uno sguardo minaccioso per ribadire la propria posizione di forza.
Chi sono i bulli?
In un mondo in cui da un lato si condanna la violenza e si è impauriti dal suo dilagare, e dall’altro la si esalta come simbolo di potere ed efficace scorciatoia per ottenere ciò che si vuole, è naturale che i bambini ne siano allo stesso tempo impauriti ed affascinati.
I bulli rappresentano una categoria ristretta di bambini, che incute paura e gode scarsa popolarità. E se all’inizio suscitano nei piccoli una certa attonita ammirazione, col passare degli anni finiscono col passare sempre più isolati, di solito arroccati nel classico terzetto formato dal capo e dai suoi due luogotenenti. Ciò che li distingue dagli altri bambini è la mancanza di empatia, l’insensibilità ai sentimenti degli altri, che li rende incapaci di stabilire relazioni positive, di creare un vero e proprio rapporto: non solo con i coetanei, ma anche con gli insegnanti e i genitori, verso i quali hanno spesso atteggiamenti oppositivi ed arroganti.
Generalmente i bulli hanno un atteggiamento più positivo verso la violenza e verso l’uso di mezzi violenti rispetto agli studenti in generale. Sono spesso caratterizzati da impulsività e da un forte bisogno di dominare gli altri. La loro prepotenza non è dovuta, come spesso si pensa, a insicurezza interiore e a scarsa autostima. Al contrario, si tratta di bambini generalmente sicuri di sé, raramente sfiorati da dubbi sul loro valore. Se sono maschi, tendono a essere più forti dei maschi in generale e delle vittime in particolare. Se fanno un uso così distorto e distruttivo dell’aggressività non è per mascherare la loro debolezza, bensì perché non sono stati educati a controllare questo impulso e ad incanalarlo verso mete costruttive.
Spesso si tratta di bambini che all’età di due anni, l’epoca dei “no”, delle crisi di opposizione e degli scoppi di violenza inconsulta, sono stati lasciati in balia della loro aggressività, senza che nessuno intervenisse per contenere insieme a quell’impulso anche la terribile ansia che esso provoca in un bambino piccolo. Altri, invece, sono stati troppo repressivi, sgridati, a volte puniti con la stessa violenza da genitori altrettanto impulsivi. Infatti, sia un atteggiamento troppo lassista, permissivo, che uno troppo rigido, punitivo, da parte dei genitori può potenziare nel bambino un alto grado di aggressività.
Cause psicologiche del bullismo
- I bulli hanno un forte bisogno di potere e di dominio, per cui sembrano godere nel controllare e nel sottomettere gli altri.
- Considerando le condizioni familiari, sovente inadeguate, nelle quali molti di essi sono stati allevati, è naturale ipotizzare che abbiano sviluppato un certo grado di ostilità verso l’ambiente; questo potrebbe spiegare la soddisfazione che essi provano nell’infliggere danno e sofferenza agli altri.
- C’è un componente “strumentale”: i bulli spesso costringono le vittime a procurare loro denaro, sigarette e birra e altri oggetti di valore.
Il comportamento aggressivo è, in molte situazioni, ricompensato con un accresciuto prestigio. Il bullismo è considerato dal punto di vista psicopatologico un disturbo ossessivo-compulsivo: il bullo, infatti, ha sempre bisogno di una vittima e non si assume mai la responsabilità delle sue azioni. Il bullismo può anche essere visto come una forma di condotta antisociale, che si caratterizza per la mancanza di rispetto delle regole (disturbi della condotta).
Da questo punto di vista, è naturale aspettarsi che i giovani aggressivi e prevaricatori incorrano più facilmente al rischio di essere coinvolti in altri comportamenti problematici, quali la criminalità o l’abuso di alcol.
Categorie di bullo
- Il bullo aggressivo. Questo tipo di bullo proietta la sua aggressività su chiunque possa fungere da capro espiatorio, noncurante delle conseguenze del suo comportamento: è impulsivo, conferisce una connotazione positiva alla violenza, ha un forte bisogno di dominare, è fisicamente ed emotivamente forte e, infine, è insensibile ai sentimenti degli altri ed ha un'elevata stima di sé stesso. Questa categoria è quella in cui rientra il maggior numero dei bulli.
- Il bullo ansioso. Questa categoria presenta più problemi di qualsiasi altro tipo di bullo o vittima e condivide molte delle caratteristiche di quest’ultimo; infatti, è sia ansioso che aggressivo, insicuro e poco amichevole, se la prende con i ragazzi più forti di lui e provoca attacchi degli altri bulli. A questa categoria appartiene il 20% dei bulli.
- Il bullo passivo. Spesso gli atti di bullismo vedono come protagonista non solo il bullo e la vittima, ma anche un gruppo che segue e appoggia il suo leader. I seguaci del bullo vengono coinvolti parzialmente per proteggere sé stessi e per avere lo status di appartenenza al gruppo. I bulli passivi sono facilmente dominati, non sono praticamente aggressivi, sono dotati di comprensione empatica e si sentono colpevoli solo dopo aver agito.
Quali sono gli effetti del bullismo?
Un comportamento prepotente può influenzare negativamente i bambini in parecchi modi. Le vittime dei bulli hanno vita difficile, possono sentirsi oltraggiate, possono provare il desiderio di non andare a scuola. Nel corso del tempo è probabile che perdano sicurezza e autostima, rimproverandosi di “attirare” le prepotenze dei loro compagni. Questo disagio può influire sulla loro concentrazione e sul loro apprendimento. Alcuni bambini possono presentare sintomi da stress: mal di stomaco e mal di testa, incubi o attacchi d’ansia. Altri si sottraggono al ruolo di vittima designata dai bulli marinando la scuola. Altri ancora possono persino sviluppare il timore di lasciare la sicurezza della propria casa.
Nel corso degli anni, coloro che sono stati insistentemente vittime di comportamenti vessatori, hanno più probabilità, da adulti, di soffrire di episodi depressivi. Addirittura, in certi casi, subire comportamenti prepotenti o intimidatori può mettere in serio pericolo la vita, portando a lesioni gravi o persino alla morte. Se tali comportamenti non vengono ostacolati, il bullismo tende a diffondersi: altri possono...