Lineamenti di teoria della didattica
È convinzione che la formazione sia un fenomeno complesso. Stesso giudizio è assegnato alla didattica, disciplina finalizzata alla facilitazione e alla comunicazione dei processi formativi. È necessario quindi chiarire il concetto di complessità.
Processi formativi e didattici
Occuparsi di processi formativi e didattici, significa non solo comprenderne l’assoluta complessità del concetto di formazione, ma soprattutto imparare a gestirla attraverso un modello sistemico in grado di svelarne le intime articolazioni.
La lettura sistemica della formazione comporta la consapevolezza che essa non è semplicemente il risultato dell’azione di singoli fattori (scuola, famiglia, etc.), ma delle interrelazioni fra di essi.
Negli ultimi tempi l’applicazione del modello sistemico nell’ambito dei processi educativi – formativi ha prodotto un avanzamento della ricerca in direzione della cosiddetta prospettiva ecologica, secondo cui lo sviluppo – formazione del soggetto va compreso a partire dalle relazioni tra due sistemi: il sistema uomo e il sistema ambiente.
Ruolo dei media nei processi formativi
Ormai è ampiamente acquisito che gli insegnanti non possono escludere dal loro progetto educativo gli altri media i cui messaggi e linguaggi entrano di fatto a far parte del bagaglio di saperi informali dei soggetti.
Si assiste così a un moltiplicarsi dei “luoghi di educare”, lì dove la scuola manovra soltanto un terzo del volume di conoscenze dell’allievo e una forte attenzione viene rivolta al mondo dell’extrascuola.
Modello didattico eteronomo
Il modello didattico eteronomo (pedagogia del docente, che è l’unico motore dell’azione didattica) enfatizza la figura del maestro. È lui a sapere. Il suo sapere è profetico, inconfutabile, autorevole, e viene accettato in virtù di chi lo presenta.
Questo modello ha un forte carattere gerarchico; è un modello ex cathedra, che generalmente era posto al di sopra di una pedana, proprio per sottolineare la distanza e la superiorità dell’insegnante.
La mente è considerata una tabula rasa, o come afferma Herbarth, un vaso vuoto: esiste un vaso grande (maestro), ricolmo di ogni sapere, che riempie i vasi più piccoli (alunni).
Una manifestazione tipica di questo modello è la lezione frontale e l’interrogazione faccia a faccia. L’insegnante valuta sommariamente contenuti di conoscenze che lui ha selezionato con criteri autonomi.
Gli alunni hanno un ruolo passivo, limitato all’ascolto e alla ripetizione di ciò che ha detto l’insegnante.
Influenza degli studi
Questo modello didattico è influenzato da alcuni studi:
- Pavlov