Estratto del documento

Antropologia della scrittura

Capitolo 1: Tipi di scrittura

Per quel che riguarda le scritture ideografiche, si ha un esempio storico, ossia l'“alfabeto” Maya di Diego De Landa. I conquistatori spagnoli hanno depredato queste culture, ma bisogna dire che esse erano molto arretrate, avevano conoscenze approfondite in campo architettonico e astronomico. I Maya, in particolare, avevano molto sviluppato queste conoscenze, avevano anche sviluppato una scrittura, definita scrittura Maya, ma è più corretto dire che questa deriva dalla scrittura degli Olmechi, un popolo precedente.

All'arrivo degli spagnoli, l'impero più potente era quello degli Aztechi; avevano una lingua differente dai Maya che ormai erano diventati una popolazione secondaria occupando la penisola dello Yucatan, conservando molte nozioni della civiltà da cui discendevano pur essendo sottomessi agli Aztechi. Avevano conservato dei codici, fogli piegati a fisarmonica, che erano tutti scritti con la loro tipica scrittura ideografica. Gli spagnoli pensano che siano a livello morale ed etico molto arretrati, visto che praticavano ancora sacrifici umani di massa.

Per questo De Landa pensò che essi praticavano culti demoniaci e che la loro scrittura fosse un codice dato loro dal diavolo, quindi ordinò di ammucchiare e bruciare questi codici. In un secondo momento, dopo aver sottoposto ad un esame più approfondito questa civiltà, si dovette ricredere, fece riunire i superstiti della civiltà e fece loro riscrivere questo alfabeto. La scrittura Maya era composta da centinaia di segni diversi e non aveva un alfabeto; De Landa non fece altro che interrogare uno dei vecchi saggi del popolo Maya domandando di scrivere l’“alfabeto” Maya.

La scrittura Maya non era un alfabeto; lui ha chiesto di scrivere "l’alfabeto" perché era l’unica forma di scrittura che conosceva, non considerava ancora la scrittura ideografica. Ancora oggi ci sono studiosi convinti che in scritture come il cinese, ogni segno rappresenta una parola. Il fatto che De Landa chiese di vedere per iscritto l'alfabeto fa capire che esiste un abisso tra il sistema di scrittura ideografica e alfabetica. Il discendente Maya non ha fatto altro che trascrivere dei segni il cui suono somigliava ai suoni suggeriti da De Landa. Oggi si è scoperto che i segni trascritti sono corretti. Oltre a questi segni, la scrittura Maya includeva però altre centinaia di segni.

Scritture ideografiche e sillabiche

Una prima differenza tra scrittura ideografica e scrittura sillabica è il numero di segni: la prima usa centinaia di segni, la seconda un centinaio circa. La scrittura ideografica è quella scrittura in cui gli ideogrammi sono una parte fondamentale del repertorio grafematico, l’ideogramma è l’elemento essenziale del funzionamento della scrittura.

Decifrazione dei geroglifici e la stele di Rosetta

Il geroglifico è stato decifrato all'inizio del 1800 grazie alla stele di Rosetta. Nel 1600, un Athanasius Kircher riuscì, secondo lui, a decifrare i geroglifici. I suoi lavori però sono errati. Il suo ragionamento era che il geroglifico doveva essere una scrittura ideografica, ma non sapeva cosa significasse; ritenne che ogni segno rappresentasse una parola, compromettendo così il suo studio. Questo errore è stato commesso per due motivi: non aveva coscienza di come funzionasse la scrittura ideografica e, in secondo luogo, perché aveva una fonte precedente a lui che lo trasse in inganno.

Il remo spesso veniva usato come ideogramma per indicare "parola", la canna di papiro in fiore è la j, l’ascia indica la parola dio, ma spesso questa non doveva essere letta, serviva solo per capire il significato dei segni precedenti, è un determinativo. In questo caso, per capire che, ad esempio, un occhio indicava Osiride.

Kircher faceva riferimento a Orapollo. Alle soglie del Medioevo, nessuno sapeva più scrivere in geroglifico; uno degli ultimi conservatori fu Orapollo che con altri seguaci si ritirò in una delle ultime cataratte, conservando scrittura e culti. In “Geroglifica” scrisse tutte le nozioni di cui era a conoscenza; non conosceva più le regole di associazione degli elementi, conosceva solo i significati di alcuni elementi, non era più in grado di dire il perché e il modo in cui si usavano all'interno dei testi il geroglifico. Conosce solo gli ideogrammi, non conosce i fonogrammi, descrive quindi solo i segni ideografici.

Questo testo arrivato a Kircher ha influenzato pesantemente la sua linea di pensiero, quindi era convinto che tutti i segni erano segni parola proprio perché nel suo testo, Orapollo riportava solo segni parola. Alcuni segni venivano utilizzati per indicare suoni o parole per omofonia, ad esempio Oca per indicare figlio; Orapollo aggiungeva che questo animale era quello che più ama i figli, che in caso di pericolo si offre per salvare i figli, cercando quindi di trovare una connessione logica, tralasciando il semplice motivo dell’omofonia. Semplice, ma esatto.

Orapollo non sa inoltre che i segni cambiano il loro significato a seconda del contesto; per esempio, Osiride viene indicato da un occhio, ma lo stesso occhio può indicare, se accompagnato da un trattino, semplicemente un occhio, a seconda del contesto.

Un caso di decifrazione celebre è stato quello della stele di Rosetta scoperta nel 1799. Champollion consegna la sua lettera relativa alla decifrazione nel 1822; la decifrazione sarà completata l’anno dopo, 24 anni dopo la scoperta della stele. La stele è un testo diviso in tre sezioni: in quella in alto è riportato un testo in geroglifico egiziano, risalente all'epoca dei Tolomei; la parte più in basso è scritta in greco; al centro si ha la scrittura demotica. Questa scrittura è un'evoluzione del geroglifico, successivo allo ieratico, una semplificazione dei tratti del geroglifico. Il demotico è uno sviluppo, quindi, di tipo stilistico, per praticità che aumenta a discapito dell’iconismo.

Nella stele i testi sono sicuramente una traduzione dell’altro, un documento triscritto, ma bilingue perché le prime due sono le stesse, solo un'evoluzione dell’altra. Una parte superiore della stele è andata persa; Champollion è riuscito a ricostruire quanto era scritto grazie al demotico. Nonostante questo, non si era riusciti a superare le convinzioni erroneamente date dagli studi di Kircher e Orapollo. Per questo in tutti gli studi c’era la convinzione che ad ogni segno corrispondeva una parola, questo fu la causa del lungo periodo tra la scoperta della stele di Rosetta e la sua decifrazione.

Nella stele furono spesso usati i nomi di Cleopatra e Tolomeo; sulla base dell’unica scrittura ideografica presente all’epoca, il cinese, e dei cartigli, in cui erano riportati questi nomi, si scoprì che questa scrittura era una scrittura ideografica-fonetica. In più si scoprì che questa scrittura non era di tipo recente, come alcuni pensavano, ma si è sempre avvalsa di simboli fonetici, fin dall’epoca di Tutmose e Ramesse.

Tutte le scritture ideografiche hanno i determinativi, anch’essi segni parola, che servono per superare delle ambiguità e capire il significato corretto; è un logogramma utilizzato per precisare i fonogrammi che precedono, per la polifunzionalità dei segni delle scritture ideografiche. In base a questa regola, un segno può essere ideogramma, fonogramma e determinativo a seconda dei casi.

Scritture fonetiche

Le scritture fonetiche sono la prevalenza, tranne nel caso del cinese e del giapponese che sono ideografiche. Si hanno al loro interno delle sottodistinzioni: scritture fonetiche sillabiche e scritture fonetiche alfabetiche. All’interno delle scritture alfabetiche si ha la distinzione...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Linguistica - l'antropologia della scrittura Pag. 1 Linguistica - l'antropologia della scrittura Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica - l'antropologia della scrittura Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher N. A. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Facchetti Giulio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community