Xhelili Sabiona
Archeologia e storia dell'arte greca
Periodo geometrico
(Età micenea – inizi del mondo greco)
Periodo orientalizzante
(Influenze orientali, in particolar modo fenicie)
Periodo arcaico
(Fine VII secolo – 480 a.C.)
- Prima età arcaica (fine VII secolo – 570 a.C.): affermazione dei kouroi/korai.
- Media età arcaica (570 a.C. – 530/20 a.C.)
- Tardo arcaismo (530/20 a.C. – 480 a.C.)
Periodo classico
(480 a.C. – 323 a.C.)
- Periodo di stile severo (480 a.C. – 450 a.C.): caratterizzata da una produzione scultorea stilizzata (Tempio di Zeus a Olimpia) diversa dal decorativismo arcaico.
- Periodo Partenonico (450 a.C. – 400 a.C.): età di Pericle e dell'egemonia imperialistica ateniese.
- Tardo classico (400 a.C. – 323 a.C.): Ascesa macedone fino alla morte di Alessandro Magno.
Periodo ellenistico
(323 a.C. – 31 a.C.)
- Primo ellenismo (323 a.C. – 230 a.C.): Fase propulsiva.
- Medio ellenismo (230 a.C. – 150 a.C.): Propulsione artistica pergamena; 'barocco pergameno'.
- Tardo ellenismo (150 a.C. – 31 a.C.): Comincia con l'ingerenza di Roma negli affari dei Regni Ellenistici, e l'arte greca si trasforma in funzione dei nuovi committenti. Nasce il mercato delle copie e c'è la formazione di una mentalità nostalgica e retrospettiva del periodo classico come eccellenza della Grecia, mentre si iniziano a definire canonici i protagonisti dell'arte classica (Fidia, Parassitele, Policleto). L'arte greca viene romanizzata.
L'identità artistica greca
L'identità artistica greca iniziò ben prima dell'arcaismo, ma di quel periodo non rimane molto dell'arte monumentale e statuaria, sebbene si siano ritrovati notevoli frammenti di ceramica in stile geometrico. Il tempio greco, nell'accezione che è a noi familiare, si è sviluppato principalmente nel VI secolo, ma si possono anche trovare degli esempi del VII secolo. Contemporaneamente all'architettura templare comincia la produzione di statuaria monumentale, caratterizzata nell'età arcaica dai kouroi e dalle korai, che scompaiono improvvisamente in età arcaica. Fin dalle origini, tuttavia, ciò che caratterizza la statuaria greca è il gigantismo, che compare anche nei templi.
Valutazione degli originali greci
Recentemente si è cominciato a valutare in misura maggiore gli originali greci rispetto alle copie romane, che possono essere anche di mezzo secolo successive agli originali.
Età arcaica
Quadro storico
Caratterizzata dalla contrapposizione tra i latifondisti aristocratici tradizionalisti e la classe artigianale e mercantile ('borghesia' mercantile). Mentre questi ultimi producono beni d'eccellenza (Samo: vasi e ceramiche) che vengono trasportati in tutto il Mediterraneo e acquisiscono in questo modo una mentalità dinamica, gli aristocratici rimangono chiusi alle novità e molto attaccati alle tradizioni. Questa contrapposizione sociale pone le basi per la figura del tiranno, un personaggio di provenienza aristocratica che favorisce la classe commerciante, ponendosi contro l'immobilismo aristocratico. All'interno di questa cornice socio-economica vengono costruiti i grandi templi ionici, presso ricche città quali Samo, Mitilene ed Efeso.
Il tempio greco
La base, solitamente a gradini, su cui poggia una serie di colonne (base, fusto, capitello) che formano il peristilio e una cella (o naos) all'interno, con un vestibolo (pronao) davanti e spesso è anche presente un opistodomo alle spalle della cella. Il tempio in antis presenta solo due colonne chiuse da ante, e solitamente è più piccolo di quello periptero. Nel tempio prostilo le colonne sono 4, mentre in quello anfiprostilo sono presenti sia davanti che dietro. Il tempio greco come si presenta nel pensiero comune è quello periptero, con la cella circondata completamente da colonne. Nel caso di strutture colossali invece è presente un'altra variante: la cella è circondata da un doppio giro di colonne e viene quindi chiamato diptero ('dalla doppia ala di colonne').
Derivazione del tempio greco
Grazie alle conoscenze derivate dalla missione napoleonica in Egitto gli studi sulle antichità del paese vennero diffusi e si pensò erroneamente che il tempio greco fosse una derivazione di quello egizio, così come il kouros fosse una derivazione della statuaria egiziana. Questo errore fu causato anche dall'apparizione del tempio in Grecia dalla seconda metà del VII secolo, contemporaneamente ai primi contatti tra le due culture. Il tempio greco ebbe tuttavia origine nel mondo miceneo. Le scoperte di Schliemann e ciò che ne conseguì fecero scoprire un complesso tipico di quella cultura chiamato megaron, e che era sostanzialmente la sala di rappresentanza della reggia micenea, la quale presentava un pronao retto da due colonne.
Il mondo miceneo
Il mondo miceneo collassò attorno al 1500 a.C., e durante il Medioevo Ellenico ('Dark Ages') non vi furono opere artistiche, ma il modello costruttivo fu ripreso durante l'epoca arcaica in una struttura indipendente da altri edifici e con funzioni religiose invece che politiche. Del periodo miceneo non si sa molto, e nemmeno rimangono particolari testimonianze archeologiche, tuttavia recentemente si è scoperto a Lefkandi, nell'Eubea, un edificio absidato, in legno, risalente al 950 a.C. circa. Al centro dell'abitazione ci sono due profonde fosse scavate nella roccia; in una di esse dovettero essere sepolti quattro cavalli, di cui sono stati ritrovati i morsi di ferro, mentre nell'altra è stato ritrovato il corpo di una donna e un'anfora di probabile provenienza cipriota. L'anfora conteneva i resti combusti di un corpo, quasi sicuramente maschile, poiché accanto ad essa come corredo sono state trovate una spada, una punta di lancia e una cote; il corpo femminile invece era posto al lato della fossa ed era accompagnato da un ricco corredo di monili, spesso d'oro o argento, e da un pugnale con manico d'avorio. L'edificio viene a volte chiamato Heroön, 'casa dell'eroe', e si trattava sicuramente dell'abitazione di un personaggio importante della comunità, forse il basileus.
Transizione verso l'età arcaica
A partire però dell'età arcaica la pianta absidale deve essere stata abbandonata con l'introduzione dei tetti fittili, che erano molto più pesanti della precedente copertura lignea. La copertura fittile inoltre era costruita moduli costanti, il che fece cambiare la pianta degli edifici, con una conseguente pietrificazione dei modelli lignei. Diversamente da ciò che si può pensare però i greci non si attenevano a dei canoni architettonici schematizzati, che sono invece un'eredità vitruviana.
Forma canonica del tempio greco
Alla fine del VII secolo il tempio greco si evolve verso quella che sarà la sua forma canonica: su un basamento di pietra (stereobate) era dapprima posto un piano di livellamento (euthynteria) e poi un basamento a gradini (krepidoma). Le colonne e la trabeazione, secondo l'impostazione vitruviana, potevano essere di tre ordini: ionico, dorico e corinzio.
Ordine dorico
La colonna (stilo) dorica non ha base e posa direttamente sullo stilobate (l'ultimo gradino), il fusto è scanalato (16 o 20 scanalature poco profonde e unite ad angolo vivo), rastremato verso l'altro e circa ad un terzo dell'altezza presenta un rigonfiamento detto entasi che serve a correggere l'illusione ottica del restringimento causata da una fila di colonne tronco-coniche. La colonna, prima monolitica e poi a rochi, doveva essere alta da 4,5 a 6 volte il suo diametro di base. Il capitello è formato da un echino che tende a 'sgonfiarsi' col passare del tempo e da un abaco, una sorta di cuscinetto squadrato su cui posa la trabeazione. La trabeazione e formata, dal basso verso l'altro, da un architrave liscio sormontato dal fregio dorico, composto alternativamente da triglifi e metope, le quali speso sono decorate. Tra il fregio e l'architrave vi è un listello continuo detto tenia, su cui sono applicate, in corrispondenza dei triglifi degli elementi rettangolari chiamati regulae e decorati con delle gocce (guttae). Il fregio dorico inizia e finisce sempre con un triglifo. Al di sopra del fregio vi è la cornice, la quale a sua volta contiene timpano sul quale posano le sculture frontonali. La cornice è formata da un geison rettangolare posto sopra il fregio, un geison inclinato posto sopra il timpano e una sima inclinata. Tra il fregio e la cornice vi è una decorazione continua leggermente inclinata per far gocciolare l'acqua chiamata mutulo e composta sempre da 6 guttae. Il tetto è fittile, e solo raramente composto da lastre di marmo; alle estremità del tetto, sugli angoli e sulla cima del frontone, erano posti degli imponenti acroteri. Quando ci si trova di fronte ad un tempio greco lo si definisce in base alla pianta dell'edificio (periptero, diptero ecc.), all'ordine (ionico, dorico, corinzio) e al numero delle colonne (tetrastilo -4-, esastilo -6- od ottastilo -8-). Normalmente i templi dorici sono esastili, tranne una grande eccezione composta dal Partenone, il quale è ottastilo. Di norma i templi ionici, che sono anche più grandi ed hanno quindi bisogno di un numero maggiore di colonne, sono ottastili.
Il Tesoro di Atreo
Se la pianta del tempio greco diviene dal megaron l'alzato ha una storia più complessa. Il Tesoro di Atreo, a Micene, è costituita da una tolos, una struttura a pianta circolare, di 15 metri di diametro con copertura a pseudo cupola, ovvero formata da un restringimento della struttura stessa, con un dromos rivestito a tecnica isotoma (o isodolica), ovvero composta da blocchi di dimensioni uguali, che porta alla camera funeraria. La porta del monumento era sicuramente monumentale, e i capitelli micenei erano molto simili a quelli del capitello dorico. È più che probabile quindi che ci sia stata una continuità difficilmente comprovabile dei sistemi architettonici micenei fino all'architettura templare greca del VII secolo. La Porta dei Leoni di Micene, tra l'altro, è posata su colonne con capitelli che ricordano quello dorico. Negli esemplari più antichi, comunque, l'echino è sempre molto espanso, ma a partire dall'età tardo arcaica e poi specialmente nella prima età classico, l'echino diviene completamente dritto.
Prime testimonianze dell'architettura greca
Alla fine del VII secolo vi è la prima testimonianza di un altro elemento dell'architettura greca, ovvero il fregio. Le lastre di terracotta che formavano le metope nei primi esempinoti erano dipinti con soggetti mitologici. Di queste metope ci sono esempi di un tempio dedicato ad Apollo del tardo arcaismo a Thermon, in Etolia, ma che fu ricostruito in età ellenistica rispettando lo stile arcaico. L'unica metopa fittile di quel tempio è decorata con un personaggio, Perseo, occupato nella corsa in ginocchio, e che sotto il braccio tiene la testa di medusa. Nell'epoca classica invece le metope divengono in marmo. Più o meno contemporaneamente a quello dorico si forma anche l'ordine ionico, diffuso nelle Cicladi e in Asia Minore. Esso è composto da una crepidine formata di norma da un numero di gradini superiori a quelli dell'ordine dorico, di cui lo stilobate regge la colonna. La colonna presenta una base, che può avere due varianti nella 'base asiatica' e nella 'base attica', usata invece ad Atene. Il fusto è sempre scanalato, ma le scanalature sono molto più accentuate rispetto all'ordine dorico; esse servono ad accentuare gli effetti di luce. Il capitello presenta un abaco molto spesso decorato, una voluta che finisce in due spirali e al di sotto un echino decorato. Anche il capitello ionico cambia nel tempo, e all'origine esso non presentava l'abaco.
La trabeazione ionica
La successione della trabeazione è formata dall'architrave, articolata in tre fasce, un fregio continuo e una cornice. L'ordine ionico è più slanciato e decorato rispetto a quello dorico, e Vitruvio paragona l'ordine dorico a un uomo e quello ionico a una donna. Gli ordini architettonici presentano degli elementi costanti ma che subiscono nel corso del tempo molte trasformazioni. Non si può comunque parlare di un modello che viene applicato, ma piuttosto di delle sperimentazioni che si codificano nell'applicazione.
Ricerche archeologiche recenti
Fino a pochi decenni fa le ricerche si erano concentrate nella Ionia, mentre più recentemente queste si sono concentrate nelle Cicladi. Il primo capitello ionico che è stato scoperto si trova a Naxos, che insieme a Paros è sempre stata caratterizzata dalle cave di marmo. All'epoca (VII secolo e prima metà del VI) Naxos doveva avere una certa egemonia sulle isole delle Cicladi, e doveva esercitarla soprattutto nel controllo del più grande santuario cicladico, ovvero quello di Apollo a Delo, dedicato a pratiche divinatorie come quasi tutti i templi dedicati al dio. I santuari avevano una forte valenza politica.
Il capitello ionico di Naxos
Il capitello ionico trovato a Naxos si data alla fine del VII secolo, ed è il più antico giunto fino a noi. L'abaco è mancante, e il capitello faceva parte di una colonna votiva e non di una costruzione architettonica. È chiaro tuttavia che un elemento di questo tipo imita l'architettura. A Delo, la sede del santuario panellenico di Apollo, il santuario inizia a essere monumentalizzato dalla fine del VII secolo a.C. Una delle caratteristiche del santuario è la Terrazza dei Leoni (uno dei leoni attualmente si trova all'Arsenale di Venezia), una via sacra che conduceva dal porto al santuario e che, come tutte le vie sacre, era circondata ai lati da statue (in marmo di Nasso), spesso votive. Anche la via sacra di Mileto era decorata con statue di leoni. Si tratta quindi di una costante decorativa.
Influenze egiziane
L'utilizzo di animali e di statue per marcare il percorso proviene dall'Egitto, da dove i greci, a metà del VII secolo i greci traggono l'idea di circondare i limiti del territorio sacro da sculture di animali, spesso leoni, e di animali. Nel santuario di Delo era altresì presente anche un lato sacro, un'altra caratteristica dell'architettura templare egiziana, che i greci cominciarono a conoscere dalla metà del VII secolo, con la fondazione da parte di poleis micro-asiatiche di Naukphoris, una colonia commerciale sul delta del Nilo.
L'oikos dei Nassii
Dentro all'area santuale si trovava un monumento chiamato Oikos -casa- dei Nassii (590 a. C. ca) a funzione religiosa che aveva anche la funzione di ospitare le offerte che gli abitanti di Naxos portavano al tempio. L'edificio è il più antico del complesso templare, è piuttosto grande (più di 20m) ed è in gran parte in marmo (lo sono anche le tegole). Il colonnato e l'ingresso sono rivolti verso ovest –il mare- ed era affiancato da una statua colossale (elemento sempre riconducibile alla tradizione egiziana) che è identificabile dai frammenti con Apollo, in quanto reggeva in origine, ne rimangono le tracce, un arco, che è uno dei più diffusi attributi del dio. La statua è il tipico kouros con la gamba sinistra avanzata e con le caratteristiche fisiche stilizzate. L’Oikos dei Nassii è tristilo (ha tre colonne sulla facciata di entrata), una caratteristica che appare solo all'inizio dell'età arcaica e che viene presto abbandonata perché ciò comporta la presenza di una fila di colonne che dividono a metà il naos.
Ionia: Samo
La Ionia era in antichità una zona molto ricca, con varie poleis greche sulla costa e altri regni orientali indipendenti all'interno della regione che alla fine dell'età arcaica cadono sotto il dominio persiano (la Lidia, fra le altre, che aveva come capitale Sardi e di cui uno dei re fu Creso). Il primo santuario di cui si ha conoscenze in Ionia è quello di Hera a Samo (580-540 a.C.), un'isola dedita al commercio e particolarmente ricca e fiorente. Sono state ricostruite diverse fase del santuario, che ha un'origine monumentale risalente al VII secolo a.C. In linea di massima il primo Heraion di Samo, così come i primi templi monumentali, era costituito da una via sacra che lo collegava alla città (i santuari infatti erano in genere ad una certa distanza dal centro cittadino, e quelli dedicati ad alcune divinità –come Asclepio- imponevano necessariamente una notevole distanza dal centro urbano) che in questo caso è marcata da un propylon che ne marca l'inizio, una serie di portici che servivano a proteggere i pellegrini in caso di pioggia e poi il fulcro religioso costituito dal tempio.
L'Heraion I è detto Hekatompedon ('cento piedi', ovvero 30m, che è la dimensione del tempio) ed è risalente al VII secolo, ma successivamente fu più volte ricostruito fino a divenire gigantesco. I primi due architetti noti della storia, Rhoikos e Theodoros, furono quindi incaricati di costruire l'Heraion III, il primo tempio colossale della Ionia e che diverrà subito un modello imitato dalle città vicine. Il tempio era diptero (forse non fu il primo), ottastilo (105x52 m), aveva più di 50 colonne e il numero di colonne non era lo stesso sia di fronte che nel retro. Le colonne non erano equidistanti, ma gli intercolunni laterali erano più stretto di quelli centrali; ciò comporta anche un diametro differente delle colonne a seconda della posizione (quelle al centro 18x1,5 m, quelle ai lati avevano un diametro minore poiché dovevano sostenere un peso minore). Tutto ciò presuppone un'organizzazione di cantiere definita nei minimi dettagli. La cella è allineata alle terze colonne ai lati e alle terne colonne sulla fronte e sul retro. L'immagine cultuale, sul fondo, dove
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