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Le lingue iraniche

Carlo G. Cereti

Il gruppo linguistico iranico consiste di una famiglia di lingue geneticamente affini, derivate dal protoiranico e riconducibili per una serie di tratti linguistici ad esse comuni. Si tratta di lingue che appartengono al ramo indoiranico della famiglia linguistica indoeuropea. Oggi le lingue iraniche sono parlate su una vasta area geografica, seppure leggermente inferiore per estensione a quella delle lingue indoiraniche. Al contrario, il numero dei parlanti è molto più ridotto e può essere stimato, con una certa approssimazione, in 55 milioni, di cui 37 hanno come madre lingua il persiano, 5 il firdusi, 1 il baluci, 10 il pas\text20, 500.000 l'osseto ed i restanti altri parlari minori. I confini esterni delle lingue iraniche sono segnati a nord-ovest dall'osseto del Caucaso, ad ovest dal curdo e dalla zazà, parlati nella valle dell'Eufrate, e sud dal balòci, diffuso nel Makran, e dal kumzari, uno dei dialetti del sud-est iranico, in uso nell'isola di Masiandam nell'odierno Oman, infine ad est dal sarlikoi, idioma attestato nel Turkestan cinese e appartenente al gruppo noto collettivamente come "lingue del Pamir". Occorre però tener conto del fatto che in periodo preislamico, come anche nei primi secoli dell'Islam, sino all'espansione delle popolazioni di stirpe turcica, le lingue iraniche erano parlate su un territorio più vasto, sia a nord del Mar Nero (lingue scito-sarmatiche), sia ad est, dove il sogdiano era diffuso sino ai confini della Mongolia. Il termine "lingue iraniche" fu coniato da E. F. Pot nel 1840 e utilizzato contemporaneamente da Ch. Lassen Schmitt 1989a: 1). Il nome Iran, cui la denominazione è dovuta, si spiega con l'evoluzione "Domine degli Ari" = \text27Aryan / \text27Ary\text8anah, già a partire dall'impero persiano, e poi in periodo islamico, aveva acquistato carattere esclusivamente culturale: nel 1935 è assurto, anche se in maniera clandestina, a designazione ufficiale dello Stato. Di conseguenza, le lingue iraniche vengono chiamate anche iranie. Il linguaggio tuttavia non era in realtà utilizzato dall'intero gruppo degl'iranici, stati e sono stati ancor oggi indebitamente associati, principalmente e l'iranicità\textrdigitalcut\textun\text>amento linguistico comune.

Il termine 'lingue iraniche' fu coniato da E. F. Pot nel 1840 e utilizzato contemporaneamente da Ch. Lassen Schmitt 1989a: 1).

Le lingue iraniche vengono abitualmente classificate seguendo due criteri ordinatori: la distribuzione geo\]-\>linguistica e l'epoca di attestazione. Adottando un criterio storico, la linea di demarcazione fra lingue iraniche occidentali e lingue iraniche orientali corrisponde a quella vasta e scarsamente abitata rappresentata dai deserti Das\

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/14 Filologia, religioni e storia dell'iran

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