Teorie del nursing
Professor Gagliardi
Concetti e teorie nell'infermieristica
Il termine “teoria” deriva dal greco theorein, che è composta da thea (spettacolo) e horao (osservo), ovvero significa guardare uno spettacolo. Indica nel linguaggio comune un’idea nata in base a qualche ipotesi, congettura, speculazione o supposizione anche astratte rispetto alla realtà. Invece nella scienza, una teoria è un modello composto da un insieme di ipotesi, enunciati e proposizioni con lo scopo di spiegare fenomeni naturali, o più generalmente di formulare sistematicamente i principi di una disciplina filosofica o scientifica.
Nel linguaggio comune la parola teoria può insinuare che un determinato concetto non abbia alcuna prova, mentre nel gergo scientifico tale parola indica un insieme di descrizioni e modelli che hanno una solida base empirica. Le teorie però per essere valide devono avere alcuni requisiti:
- Parsimonia
- Consistenza: mancanza di contraddizioni
- Pertinenza: capacità di spiegare il fenomeno osservato
- Testabilità e falsificabilità: possibilità di testare e confutare la teoria
- Riproducibilità: capacità di fare previsioni che possono essere testate anche in un futuro indefinito
- Modificabilità e dinamicità: possibilità di essere modificata in seguito
- Assunzione: cioè la capacità di dire che le precedenti teorie siano approssimazioni e che lo stesso potrà essere detto da una futura teoria
- Incertezza: la teoria non assume un valore di verità assoluta
In linea di massima, una teoria scientifica è una costruzione di ipotesi e fatti che ci permette di descrivere, spiegare, prevenire o risolvere il problema che ha mosso il nostro studio.
I bisogni
Secondo Maslow, la scala dei bisogni era la seguente:
- Autorealizzazione
- Autostima, amore e appartenenza
- Salvezza e sicurezza dei bisogni
Il bisogno può essere fisico, psichico, sociale o spirituale. Ciascun bisogno deve rispondere a 3 criteri fondamentali:
- Bisogno fondamentale
- Costituisce una necessità individuale perché il paziente conservi o ritrovi la sua indipendenza nella soddisfazione del bisogno
- Deve essere compatibile con le conoscenze attuali
Invece la risposta alla malattia può essere di due tipi:
- GAS: sindrome generale di adattamento (malessere generale)
- LAS: sindrome locale di adattamento (si verifica in un singolo organo o area)
Le contrarietà sono gli eventi della vita che si sperimenta e la valutazione della contrarietà influenza lo stile di adattamento, i sollievi sono argini alle contrarietà e agiscono come pause.
Le teorie del nursing
Florence Nightingale
Nacque a Firenze nel 1820, da genitori inglesi in viaggio in Italia. La sua più grande opera fu quella di aver stabilito i principi su cui basare la preparazione infermieristica. La sua fama si propagò rapidamente dopo che insieme ad un gruppo di donne, si dedicò alla cura dei feriti nella guerra di Crimea, e proprio per la sua usanza di visitare i malati nella notte passando nelle corsie con una lampada, venne rinominata “la signora con la lampada”.
Quindi la professione infermieristica si sviluppa a metà dell’800 grazie a lei, prima di questo periodo negli ospedali le condizioni erano orrende e i malati soffrivano molto di più per l’ambiente che avevano intorno, piuttosto che per la malattia (sudiciume, interventi senza anestesia, nessuna regola igienica, ecc.). I principi della Nightingale riguardanti il nursing sono straordinariamente validi ancora oggi e la sua abilità nello scrivere dimostrata in “Notes on Nursing”, ha fatto di lei nello scorso secolo, una sorta di genio, grazie anche alla sua abilità di saper prendere nota, di ordinare, classificare, generalizzare, sintetizzare, ecc.
Il concetto centrale sulle teorie della Nightingale è l’ambiente, infatti tende a dare maggior risalto all’ambiente fisico che a quello psicologico o sociale. È da considerare però il contesto in cui operava, poiché lavorando in un campo di guerra ha assistito al suo interno alla presenza di parassiti e sudiciume incredibile. La sua azione sull’ambiente ha fatto passare la percentuale di decessi dal 42 al 22%, solamente modificando la condizione ambientale.
Si considera ambiente, tutte le condizioni e le influenze esterne che agiscono sulla vita e sullo sviluppo dell’organismo, capaci di prevenire o contribuire alla malattia e alla morte. Nei suoi scritti raccomanda di metter il paziente nelle condizioni di avere aria ed acqua pulite, illuminazione, pulizia e calore, affinché una volta iniziato il processo riparatore della natura, questo non venga ostacolato. Inoltre consiglia di eliminare quei fattori ambientali nocivi quali lo sporco, il freddo, l’umidità, le correnti d’aria, gli odori e la mancanza di luce.
Infine lei considera la pratica medica, non come curativa, ma come una funzione che aiuta la natura, quindi la colloca allo stesso piano dell’infermieristica. La teoria infermieristica della Nightingale può essere raffigurata come un triangolo, il cui ai vertici presenta l’ambiente fisico, l’ambiente sociale e l’ambiente psicologico. Il centro di questo triangolo rappresenta il migliore stato di salute del paziente, raggiungibile grazie al perfetto equilibrio dei tre tipi di ambiente. Nel riesaminare la sua teoria in rapporto ai suoi 4 concetti principali (ambiente, essere umano, infermiere e salute/malattia), diventa ancora più evidente l’importanza dell’ambiente.
Ognuno dei 4 concetti avrà una ripercussione sugli altri, e il compito dell’infermiere è quello di rendere l’ambiente in cui vive l’uomo atto a promuovere la salute. In questo modo, l’individuo subisce l’influenza positiva dell’ambiente, migliorando il suo stato di salute che a sua volta avrà un impatto positivo sull’infermiere che ha attuato le proprie azioni. Quindi l’approccio della Nightingale è valido oggi come un secolo fa, anche se molte azioni oggi verrebbero
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